Forex, come diversificare il portafoglio e vivere felici

Uno dei più grandi problemi che i trader devono affrontare quando investono nel forex è il “rischio”. Ovviamente, si tratta di un elemento presente in tutti gli ambiti del trading. Nel mercato delle valute, però, è più presente, dato che la volatilità è intensa e si è costretti ad avere a che fare con una grandissima imprevedibilità.

C’è però un modo per tenere a bada il rischio e l’incertezza: diversificare. In verità è uno strumento che va utilizzato quando si investe in generale, anche semplicemente i propri risparmi. Il principio che sta dietro alla diversificazione è molto semplice: il mercato, sia esso di servizi di prodotto o finanziario, è strutturato in modo tale che se un asset va bene, è molto probabile che da qualche parte un altro asset vada male. Possedere tutti e due i tipi di asset, permette, con dovute precauzioni, di compensare le perdite.

Nel forex funziona proprio così. L’unica differenza che qui, a essere diversificate, sono le coppie di valute. Possedere più coppie nel proprio portafoglio è il modo migliore per gestire il rischio.

Come si fa? In linea di principio è molto semplice. Basta investire su una coppia di valuta forte e su una coppia di valute debole. In questo modo, se la forte “tradisce”, verrà compensata dalla debole. Ovviamente, nessuno vieta di agire su un numero di coppie superiore a due, basta che siano divise equamente tra deboli e forti.

A questo punto, non rimane che decidere le coppie. Come si fa a capire se una coppia è forte o e debole? In aiuto giunge l’analisi tecnica. Attraverso un metodo scientifico – comunque caratterizzato da un certo margine di errore – è possibile operare una scelta quanto più possibile oculata.

Il metodo non ha un nome, ma alcuni lo chiamano SMA-RSI. SMA ed RSI sono le due unità di misure che, se combinate, indicano la forza di una coppia di valute.

SMA sta per Simple Mobile Average. In Italiano è conosciuta come media mobile semplice e consiste nel valore medio di una coppia registrato nelle dieci sessioni precedenti. Alcune medie mobili vengono realizzate a trenta sessioni, ma per il calcolo in questione si preferisce il metodo più “snello”.

RSI sta per Relative Strenght Indicator. Si produce facendo la media dei valori di chiusura registrati nelle sessioni precedenti. Anche qui la scelta è tra dieci o trena sessioni, e anche in questo caso si predilige la prima alternativa.

Una volta ricavati SMA ed RSI occorre fare una divisione e una moltiplicazione. Si divide lo SMA per l’RSI e di percentualizza il risultato (si moltiplica per cento).

Si noterà che tutte le coppie hanno valori nettamente diversi. Vanno ovviamente interpretati. Una coppia che ha lo SMA-RSI superiore a 100 può essere considerata forte. Viceversa, se una coppia ha un valore inferiore a 100 può essere considerata debole.

Per il proprio portafoglio, è preferibile scegliere come coppia forte una dal valore superiore al 100, e come coppia debole una il cui valore non raggiunge il 70.