Forex Broker: pro e contro di tutte le tipologie!

Scegliere il broker, e quindi la piattaforma con la quale si traderà, è un passo fondamentale per chiunque voglia cimentarsi nel forex. In questo senso, la scelta non è assolutamente facile. A complicare la questione interviene la competizione, spesso meramente pubblicitaria, tra i broker, i quali spesso giocano al “miglior offerente”.

Pochi, poi, sanno che esistono varie tipologie di broker, ognuno con i propri pregi e difetti. Di seguito, un analisi approfondita di tutte le categoria disponibili.

BROKER MARKET MAKER

La vulgata comune associa questo tipo di broker alla definizione di “intermediari finanziari”. Secondo un’opinione diffusa, i broker Market Maker stabiliscono una relazione tra il trader e il mercato vero e proprio. Si tratta di un falso storico. Molto banalmente, i broker MM – come tra le altre cose suggerito dal nome – ricreano al loro interno un mercato autogestito. L’investitore realizza un ordine, il broker oppone a questo un ordine “uguale e contrario”. Questo ordine opposto può provenire da un altro investitore o può essere realizzato dal broker stesso. Ciò per garantire all’investitore di poter realizzare qualsiasi ordine voglia anche se, in quel momento, il mercato non offre la necessaria copertura.

La maggior parte dei broker sono Market Maker. Tra questi spiccano eToro, Plus500 e i vari MetaTrader.

Pro

  1. Nessuna commissione richiesta (si paga con gli spread).
  2. Deposito iniziale potenzialmente basso. Alcuni broker per incentivare i trader offrono depositi inferiori alla media delle altre categorie di broker.
  3. Interfaccia userfriendly. Uno dei principi basi dei MM è quello di fungere da “protezione”(almeno a parole) rispetto al cliente. La facilità dell’interfaccia va proprio in questo senso.
  4. Spread potenzialmente fissi. Alcuni broker offrono questa possibilità. Non c’è da stupirsi, visto che – de facto – il trader opera in un mercato autogestito.
  5. Ordini garantiti. Come specificato sopra, il broker oppone all’ordine di un cliente, un altro ordine in funzione di copertura.

Contro

  1. Spread tendenzialmente alti. I broker guadagnano sugli spread e non sulle commissioni, dunque sono obbligati a fare la “cresta”.
  2. Scalping generalmente poco tollerato. Avendo rinunciato alle commissioni, i broker MM non vedono di buon occhio lo scalping e spesso lo vietano.
  3. Piattaforma suscettibili a blocchi. In alcuni momenti, sembra che la piattaforma si inceppi. Ufficialmente, si tratta di errori tecnici, ma in molti ci vedono un tentativo dei broker di scongiurare guadagni eccessivi da parte del trader.
  4. Manipolazione dei prezzi da parte del broker. Questi costringono i trader ad operare in mercati gestiti dai broker stessi. Il prezzo con cui l’investitori ha a che fare è dunque diverso da quello del mercato reale.

BROKER ECN

L’acronimo sta per Electronic Communication Network. In effetti, i broker ECN non sono altro che sistemi di comunicazione. Nemmeno in questo caso di può parlare di intermediazione, dal momento che i trader operano sul mercato in modo diretto. Tutt’al più, i broker afferenti a questa categoria, forniscono agli investitori le informazioni sul mercato reale, offrendo in qualsiasi momento una fotografia fedele e dettagliata del mercato stesso.

Fotografia che, giusto per fare un esempio, i clienti dei broker Market Maker non possono vedere. Tra i dettagli resi disponibili agli ECN spicca la profondità del mercato. Il trader può vedere quanta liquidità c’è dietro a un singolo prezzo.

Questa informazione è significativa se ad operare sono le istituzioni, dal momento che muovono generalmente quantità enormi di denaro.

Tra i broker ECN più conosciuto spiccano Currenex, Fxall, Hotspot FX e Baxter-FX.

Pro

  1. Accesso diretto al mercato. Come specificato sopra, non c’è intermediazione.
  2. Spread bassi. Gli ECN non guadagnano in base allo spread, sicché questi corrispondono semplicemente a quanto richiesto dal mercato.
  3. Velocità d’esecuzione. Gli ECN non operano in mercati autogestiti, dunque ogni azione è diretta al mercato vero e proprio. Questo consente una riduzione drastica dei tempi.
  4. Scalping consentito. Gli ECN non guadagnano sugli spread, sicché lo Scalping non causa loro nessun danno.
  5. Profondità del mercato. I clienti di broker ECN possono avere una panoramica della liquidità disponibile.

Contro

  1. Pagamento delle commissioni. Gli ECN guadagnano con le commissioni. Ciò, specie in caso di scalping, può risultare scomodo e dispendioso.
  2. Ordini non garantiti. Gli ordini non partono se “dall’altro lato” un investitore non realizza un ordine uguale e contrario. Al contrario dei broker MM, gli ECN non creano mercati autogestiti.
  3. Leva finanziaria bassa. Non essendoci la protezione tipica dei broker MM – che fungono da garante – la leva disponibile è molto bassa.
  4. Depositi minimi spesso alti. Come sopra.
  5. Complessità generale della piattaforma. L’interfaccia è a primo acchito incomprensibile. La differenza tra gli MM e gli ECN è quella che passa tra Dos e Windows.
  6. Spread estremamente variabili. I prezzi non sono manipolabili dal broker, sicché, a certe condizioni – principalmente di instabilità – gli spread possono lievitare.

BROKER STP

L’acronimo sta per Straight Trough Processing e può essere considerato come un ibrido tra i Market Mover e gli ECN. La relazione gli STP e le due tipologie canoniche è piuttosto complessa. Si potrebbe riassumere affermando che tutti gli ECN sono anche STP ma non tutti gli STP sono anche ECN.

In breve, i broker Straight Trough Processing si basano di un sistema di settlement delle operazioni (quindi di piazzamento degli ordini) totalmente automatico. Da questo punto di vista, si comportano da Market Mover, con l’esclusione del fatto che se l’ordine “opposto” non è stato realizzato da nessun investitore, questo ordine non viene creato.

Alcuni STP, per il resto, sono strutturati come gli ECN, offrendo la profondità del mercato e l’accesso diretto allo stesso, ma questa caratteristica non è sempre presente.