Forex Broker: Una Guida Approfondita alle Tre Tipologie

I broker rappresentano un attore fondamentale del trading, e non solo perché senza di questi è praticamente impossibile operare nel mercato, ma anche perché dalle loro performance dipende il guadagno del trader. Un broker che tende a porsi in modo ostile al cliente (e ce ne sono) ne riduce i profitti. Ma non è solo una questione di efficienza e di buone intenzioni, a incidere è anche le caratteristiche intrinseche del broker e la tipologia alla quale afferisce. Le tipologie sono tre.

Broker Market Maker

I broker Market Maker hanno la particolarità di creare una sorta di mercato interno, nel quale tutti gli ordini sono potenzialmente eseguibili. Non è solo un intermediario che collega il trader al mercato, ma si incarica dell’esecuzione dell’ordine “trovando” o addirittura realizzando un ordine fantasma in grado di giustificare il primo. I broker market maker creano un mercato interno attraverso il cosiddetto Dealing Desk, che può essere diretto da persone fisiche o completamente automatizzato. Dal momento che, de facto, il trader non ha accesso al mercato vero e proprio, questa tipologia è stata spesso accusata di remare dalla parte opposta a quella del trader, ponendo in essere degli spread che non replicano necessariamente le condizioni di mercato.

L’unica vera discriminante, però, non è tanto la possibilità di lucrare in sé, quanto l’onesta del broker stesso – come d’altronde in tutti i casi della vita. Per fortuna, sono ben visibili i segnali che suggeriscono le cattive intenzioni e una disonestà di fondo.

Ad ogni modo, i vantaggi dei broker market maker sono i seguenti:

  • Non è richiesta alcuna commissione. I broker market maker guadagnano attraverso gli spread. Per il trader, però, spesso cambia poco. Se nel mercato interbancario lo spread è di 1 pip, nel “market made” lo spread sale a 2 pip. La differenza va in tasca al broker.
  • Basso deposito iniziale. In genere i broker market maker offrono un entry level piuttosto contenuto. Il motivo? Godono di maggiore controllo sugli scambi, e questo compensa il rischio tipico delle situazioni borderline (come l’entrata di trader con basso capitale e quindi potenzialmente inesperti).
  • Leva finanziaria molto alta. Solitamente, i broker market maker offrono leve più abbondanti di quelle offerte dalla concorrenze. Il motivo è lo stesso: godono di maggiore controllo e quindi possono permetterselo.
  • Accessibilità. I broker market maker offrono interfacce generalmente più intuitive e accessibili anche ai meno esperti. La concorrenza non lo fa.

Questi, invece, gli svantaggi:

  • Spread alti. E’ logico: dal momento che i broker market maker guadagnano sulla differenza tra gli spread del mercato interbancario e quelli realmente usufruiti dal trader, sono sempre più alti di qualche pip.
  • Possibile manipolazione dei prezzi. Il controllo è maggiore e, operando in un mercato interno, il trader rischia di investire con prezzi non veritieri. Solo i broker scorretti, però, utilizzano questa arma.
  • Scalping ostacolato. Ciò non è vero per tutti i broker market maker, ma per molti sì. Il motivo risiede nel metodo retributivo “a spread”. Lo scalping rischia di danneggiare i broker di questa tipologia.
  • Lentezza. I broker market maker non offrono un contatto diretto con il mercato ma creano essi stessi un mercato (opponendo a una posizione un’altra di natura contraria in grado di sostenerla). Il processo è un po’ più macchinoso e nei momenti più caotici può causare lentezza.

Broker ECN

ECN sta per Electronic Communication Network. Il nome può non suggerire molto. La particolarità, infatti, non risiede “nell’Eletronic” quando nella possibilità di approcciarsi al mercato in modo diretto. I broker ECN rappresentano l’ideal tipo dei broker: sono semplici intermediari. Non creato un mercato interno, non possono manipolare alcunché, semplicemente fanno da sfondo – e da piattaforma – agli scambi.

Questi i vantaggi dei broker ECN.

  • Accesso diretto. Non c’è un Dealing Desk che crea un mercato interno, il trader interagisce direttamente con “quello vero”. Questo vuol dire essenzialmente una cosa: velocità di esecuzione.
  • Profondità del mercato. Per lo stesso motivo, il trader può saggiare la cosiddetta market depth. Può vedere i volumi disponibili e i prezzi reali di mercato. Ha quindi a disposizioni un numero maggiore di informazioni.
  • Spread bassi. I broker ECN non guadagnano con la differenza tra spread reale e spread “offerto”. Quindi si nota sempre qualche pip in meno rispetto ai market maker.
  • Lo scalping è permesso. I broker ECN fungono solo da intermediari, il loro destino è quindi in mano al trader. Lo scalping non li danneggia e lo stesso si può dire di altre modalità di trading borderline.

Gli svantaggi sono i seguenti.

  • Le commissioni. I broker ECN devono pur guadagnarsi da vivere, e lo fanno attraverso le commissioni. Queste possono essere anche piuttosto alte. Vengono espresse in percentuale sul volume di trading.
  • Leva e depositi non appetibili. Nonostante alcuni broker ECN si stiano conformando ai market maker per una questione di concorrenza, in genere i broker ECN offrono leve ridotte e depositi minimi elevati.
  • Bassa accessibilità. L’approccio è diretto e quindi l’interfaccia offerta è molto scarna. Per questo motivo, è poco intuitiva. Per utilizzare i broker ECN occorre essere abbastanza esperti.

Broker STP

E’ la terza tipologia, ma per alcuni è un ibrido. In ogni caso, non è molto diffusa. STP sta per Straight Through Processing. Sostanzialmente, è un market maker ma ha in comuna una caratteristica con gli ECN: l’assenza di Dealing Desk. Pur creando una condizione di mercato interno, l’esecuzione degli ordini è automatizzata, in modo da limitare al minimo il rischio di manipolazione dei prezzi. Questa tipologia è stata creata a seguito delle accuse mosse contro i broker Market Maker, che secondo alcuni remerebbero – in virtù della loro natura “Dealing Desk” dalla parte del broker. Per tutti il resto, però, sono dei veri e propri Market Maker, con pregi e difetti annessi.