Forex Broker, come scegliere quello giusto!

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Il forex non esisterebbe senza broker. Sono questi, infatti, a permettere ai trader di operare nel mercato valutario. Sono a tutti gli effetti degli intermediari. Il loro compito, ovviamente, non si esaurisce qui. A loro sono deputate molte funzioni e opportunità di cui, però, molti investitori non sono a conoscenza. Se queste vengono esaudite, vuol dire che la scelta è stata giusta. Di seguito, una panoramica dei “segnali” che dimostrano che il broker scelto è… quello giusto!

Piattaforma friendly. L’elemento attraverso il quale i broker si trasformano in intermediario è la piattaforma. Si tratta semplicemente di un software che permette di aprire le posizioni – ma anche fare molto altro. In questo senso, un segnale positivo riguarda l’interfaccia. Quando è semplice, facile da comprendere e veloce, il broker può essere definito un buon broker. Di contro, se è lenta, confusionaria e di difficile lettura, allora siamo di fronte a un cattivo broker.

Consulenza dellesperto. Purtroppo, questa funzione non è sempre presente. Alcuni broker, che quindi appartengono alla categoria dei “migliori”, offrono l’esperienza di un consulente ad hoc. Questi – che è identificabile con una persona fisica e non con un software – è deputato a dare consigli al trader. Quando c’è, va sfruttato a pieno perché non solo permette all’investitore di risolvere le emergenze, ma assume il ruolo di vero e proprio formatore (il segreto è porre le domande giuste).

Strumenti dell’analisi tecnica. Un broker è essenzialmente un intermediario, ma non è solo un intermediario. Un buon broker è anche una miniera di informazioni, soprattutto sul piano dell’analisi tecnica. La piattaforma dovrebbe quindi offrire un servizio di grafici, funzionalità analitica (come le bande di Bollinger) e soprattutto i segnali. Questo è il materiale che serve per redigere una buona strategia.

Spread bassi. I broker non guadagnano una percentuale delle vincite, bensì dagli spread. Questo meccanismo è fonte di dubbi e perplessità perché dà adito a squallidi sospetti: i broker sperano che il trader perda. In verità le due cose non sono così collegate, ma tant’è: il trader è costretto a “cedere un po’ di risorse” ad ogni operazione. Ovviamente, un buon broker impone spread bassi o, come minimo, equilibrati.

Centro di assistenza online. Tutti i broker sono tenuti a tenere un centro di assistenza online. Ne esistono però di tutti i tipi e qualità. Segnale della bontà del broker è, in questo senso, la disponibilità del centro, la reperibilità e la capacità di assistenza.

Servizio di news Feed. Non sono in tanti ad offrirlo, quindi la sua presenza è decisamente sinonimo di qualità. Le notizie, nel Forex, sono importanti. Per fare un esempio, risultano essenziali ai fini dell’analisi fondamentale.

Servizio di trading sociale. Questa funzionalità è ancora più rara, ma in rapida diffusione. Per ora, l’alfiere è eToro. Di cosa si tratta? Semplicemente dell’accesso alle community di investitori. Un po’ come si frequentasse un social network, è possibile entrare in contatto con i “colleghi”, raccogliere opinioni e considerazioni. E’ anche possibile emulare le loro gesta dal momento che, spesso, anche le strategie sono condivise.