Fondo Monetario cambia direzione: shock di Berlino

Cosa succede tra il Fondo Monetario Internazionale e Berlino? L’Fmi, di fatto, ha shockato tutti decidendo di cambiare strategia, e facendo molti passi indietro dopo l’intesa raggiunta tra Atene e l’Eurogruppo. Ma andiamo con ordine, e cerchiamo di capire bene cosa sta succedendo.

Il Fondo Monetario Internazionale è sempre stato il custode indiscusso del rigore economico. Non solo: per anni è stato un gestore attento per tutto ciò che riguardava i prestiti condizionati. Non a caso, ne ha eseguiti parecchi, compreso quello dato all’Italia negli anni ’70.

Tuttavia, dopo l’intesa raggiunta tra Atene e l’Eurogruppo qualcosa è cambiato: il Fmi non parteciperà al cosiddetto “bailout” se non vi sarà una ristrutturazione definitiva del debito. Ma cosa significa bailout? E quale nuovo scenario si apre sul fronte economico?

Bailout significa letteralmente “salvataggio”, ed indica una situazione in cui un ipotetico governo mette dei soldi al fine di prevenire le conseguenze che derivano dalla caduta di un pilastro fondamentale del paese. Si tratta, quindi, di veri e propri salvataggi che possono assumere la forma di prestiti, obbligazioni, titoli o contanti. In questi casi, poi, si può o non può esigere il rimborso.

Tornando alla nostra situazione, gli europei contavano sui famosi 16,4 miliardi che dovevano aggiungersi a quelli fino ad oggi corrisposti. In tutto, il Fmi ha partecipato al rifinanziamento di Atene per un totale pari a 26,7 miliardi di euro, e di questi soli 21 dovrebbero essere restituiti (ricordiamoci, poi, che il termine per restituire i 2 miliardi è già scaduto).

A questo punto, la situazione tra Fmi e Berlino si fa più ingarbugliata, visto che la Merkel non pensava di arrivare a questo nodo. Il Fmi, infatti, non può più prestare fondi a chi si trova in arretrato. Anche se volesse aiutarlo. Di conseguenza, non appena arriverà il famoso prestito ponte, la Grecia dovrà subito saldare gli arretrati. Solo dopo questi fondamentali step si dovrebbe avviare la parte più coinsistente dei finanziamenti.

Il condizionale è d’obbligo, proprio perchè è qui che l’Europa contava sul Fmi. Ma il cambio di direzione di Christine Lagarde (presidente Fmi) rimette tutto in discussione.

Una delle discussioni che animano maggiormente i membri del Fmi riguarda proprio l’intervento attuato verso la Grecia. Si tratta, infatti, dell’intervento più consistente e massiccio mai intrapreso in 70 anni di storia. I timori dei membri più deboli, quindi, di essere danneggiati sono reali. E il Fmi sta cercando di tutelarli?

Una situazione davvero caotica ed inaspettata. La stessa situazione si vive anche in Grecia, dove è nata una spaccatura profonda nel principale partito di Atene. Due situazioni parallele, unite da un comune problema: la lotta economica interna.