Fondo di emergenza: cos’è, quanto serve e dove tenerlo nel 2026
Fondo di emergenza 2026: quanto accantonare, dove parcheggiarlo e come costruirlo mese dopo mese. Guida pratica.
Dal 2021 al 2025 i prezzi in Italia sono saliti di oltre il 16%. In concreto: 10.000 euro parcheggiati sul conto corrente quattro anni fa oggi valgono circa 8.400 euro in potere d’acquisto. Soldi che se ne sono andati senza che tu spendessi un centesimo. Se poi ci metti un imprevisto, la riparazione dell’auto da 2.000 euro, un’urgenza dal dentista, un licenziamento che nessuno si aspettava, capisci quanto è sottile il filo che tiene in piedi le finanze di chi non ha un piano B.
Il fondo di emergenza è quel piano B. Niente di astratto: un conto separato, con soldi liquidi che puoi prelevare in uno o due giorni lavorativi, pensato per affrontare gli imprevisti senza indebitarti e senza svendere investimenti nel momento sbagliato. È la differenza tra gestire una crisi a mente fredda e farsi trascinare dal panico.
Eppure quasi il 40% degli italiani non ha abbastanza risparmi per coprire una spesa improvvisa di 1.000 euro. Il reddito, spesso, non c’entra: quello che manca è un metodo.
In questa guida cercherò di spiegare cos’è un fondo di emergenza, quanto dovresti accantonare per la tua situazione, dove mettere quei soldi per farli rendere senza perdere la possibilità di usarli subito, e come costruire il tutto mese dopo mese anche partendo da zero.
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Cos’è il fondo di emergenza e perché ti serve davvero
Il fondo di emergenza è una somma di denaro liquida, tenuta su un conto a parte rispetto ai risparmi di tutti i giorni, riservata a spese impreviste e urgenti. Il punto è “a parte”: non sono i soldi che hai sul conto corrente, non quelli che usi per gli acquisti, non il portafoglio investito in ETF. Stanno lì, raggiungibili in uno o due giorni, pronti quando serve.
Senza questa riserva le opzioni, quando arriva un imprevisto, si riducono in fretta. Perdi il posto e ti servono mesi per trovarne un altro. La caldaia smette di funzionare in pieno inverno, preventivo 3.000 euro. Arriva una spesa medica che il SSN non copre. A quel punto o tiri fuori la carta revolving (interessi fino al 20% annuo), o chiedi un prestito, oppure vendi gli investimenti nel momento peggiore, magari con i mercati giù del 15%.
🛠 GUIDA PRATICA Come creare un portafoglio di investimentiFondo di emergenza vs fondo di riserva: due concetti diversi
Capita spesso di fare confusione tra i due. Il fondo di emergenza serve per gli imprevisti, eventi che non puoi programmare.
Il fondo di riserva è pensato per spese future già previste: le vacanze estive, il cambio macchina fra due anni, la caparra di un appartamento.
La differenza è pratica: il fondo di emergenza resta liquido e non si tocca; il fondo di riserva può finire in strumenti con vincoli temporali, perché sai già quando ti serviranno i soldi.
Quando usare il fondo (e quando non toccarlo)
La domanda giusta è una: “Potevo prevederla, questa spesa?”. Se sì, non è un’emergenza. Il tagliando dell’auto ogni due anni non lo è. Il regalo di Natale nemmeno. La bolletta del gas in inverno tantomeno. Lo sono, invece, la lavatrice che si rompe di colpo, una multa che non ti aspettavi, un intervento dal dentista che non può aspettare.
Ogni volta che attingi al fondo per qualcosa di prevedibile, lo svuoti un pezzo alla volta, e quando arriva il vero imprevisto, non hai più nulla.
Fondo emergenza: quanto serve in base alla tua situazione
La raccomandazione più condivisa tra i consulenti finanziari è mettere da parte l’equivalente di 3-6 mesi di spese essenziali. Un dettaglio che molti trascurano: si ragiona sulle spese, non sullo stipendio. Se porti a casa 2.000 euro al mese ma le uscite obbligate (affitto, bollette, spesa, trasporti, assicurazioni) pesano 1.400 euro, il fondo si calcola su 1.400.
Il numero giusto cambia in base a quanto è stabile il tuo reddito. Con un contratto pubblico o un impiego in un’azienda consolidata bastano 3-4 mesi. Chi lavora nel privato in settori ciclici (tech, startup, ristorazione, turismo) fa bene a puntare a 6 mesi.
Per autonomi, freelance e partite IVA con entrate altalenanti l’obiettivo ragionevole sale a 9-12 mesi. Le famiglie con un unico reddito e figli a carico dovrebbero tenere almeno 6 mesi di riserva anche con un posto fisso.
Come calcolare le tue spese essenziali mensili
Prendi l’estratto conto degli ultimi tre mesi e tira fuori solo le voci che non puoi eliminare: affitto o rata del mutuo, bollette di luce, gas, acqua e internet, spesa alimentare, trasporti, rate di finanziamenti in corso, assicurazioni obbligatorie, eventuali spese mediche fisse.
Tutto il resto, streaming, cene fuori, vestiti, vacanze, esce dal conteggio. Il totale mensile che ottieni è la cifra su cui dimensionare il fondo.
Il calcolatore: stima il tuo fondo in 3 passaggi
Primo: somma le spese fisse di un mese (affitto 700 euro + bollette 150 + alimentari 350 + trasporti 100 + assicurazione 50 + varie 150 = 1.500 euro).
Secondo: moltiplica per i mesi che vuoi coprire (1.500 × 6 = 9.000 euro).
Terzo: sottrai quello che hai già messo da parte (9.000 – 2.000 = 7.000 euro ancora da accumulare).
Accantonamento mensile | Per 6.000 € | Per 9.000 € | Per 12.000 € | Per 18.000 € |
100 €/mese | 60 mesi (5 anni) | 90 mesi (7,5 anni) | 120 mesi (10 anni) | 180 mesi (15 anni) |
200 €/mese | 30 mesi (2,5 anni) | 45 mesi (3,7 anni) | 60 mesi (5 anni) | 90 mesi (7,5 anni) |
300 €/mese | 20 mesi (1,7 anni) | 30 mesi (2,5 anni) | 40 mesi (3,3 anni) | 60 mesi (5 anni) |
500 €/mese | 12 mesi (1 anno) | 18 mesi (1,5 anni) | 24 mesi (2 anni) | 36 mesi (3 anni) |
Tempi di costruzione del fondo per obiettivo e importo mensile. Interessi esclusi.
La regola 50/30/20: quanto destinare al fondo ogni mese
L’ha teorizzata Elizabeth Warren, economista e senatrice di Harvard: il 50% del reddito netto va alle spese obbligate (affitto, bollette, cibo), il 30% a quelle voluttuarie (svago, shopping, cene fuori), il 20% a risparmio e investimenti. Il fondo di emergenza rientra in quel 20%.
Numeri alla mano: con 1.500 euro netti al mese, il 20% fa 300 euro. Finché il fondo non è completo, quei 300 euro, o almeno 200, vanno tutti lì. Il PAC su ETF e gli altri investimenti possono aspettare: prima viene la rete di sicurezza.
Con 2.000 euro netti il budget risparmio sale a 400 euro: 300 al fondo e 100 a investimenti, e in 30 mesi arrivi a 9.000. Con 2.500 euro netti hai 500 euro da gestire: 350 al fondo, 150 a investimenti, e in meno di due anni il fondo è pronto.
Come adattare le proporzioni alla tua realtà
La 50/30/20 è una bussola, non una legge. A Milano o Roma, dove l’affitto pesa il doppio che nel resto d’Italia, le spese obbligate possono mangiare il 60% del reddito, a quel punto funziona meglio un 60/20/20.
Chi è giovane, vive con i genitori e ha spese fisse minime può ribaltare le proporzioni con un 30/20/50 e accelerare.
Con la partita IVA serve un quarto scomparto per le tasse: accantoni il 25-35% del lordo e applichi la regola a quello che resta.
Dove tenere il fondo di emergenza nel 2026
Il conto dove parcheggi il fondo deve rispettare quattro condizioni. Primo: liquidità rapida, cioè poter avere i soldi in mano entro uno o due giorni lavorativi.
Secondo: separazione dal conto delle spese quotidiane, altrimenti finisci per spenderli. Terzo: un rendimento che almeno limiti l’erosione dell’inflazione. Quarto: copertura del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 100.000 euro per banca.
Nel 2026, dopo i rialzi della BCE del 2022-2024 e la successiva discesa, i conti deposito offrono tra il 2% e il 4% lordo. Meno dei picchi di un paio d’anni fa, ma abbastanza per tenere il passo dell’inflazione. Ad esempio Fineco può essere un conto ideale dove tenere questa liquidità.
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Conto deposito libero vs vincolato: quale scegliere
Il conto deposito libero ti lascia svincolare quando vuoi, con accredito in 1-2 giorni. I tassi nel 2026 vanno dal 2% al 3% lordo (netto: 1,48-2,22% dopo il 26% di ritenuta). Il vincolato paga di più, fino al 4,50% lordo per 36 mesi, ma il denaro resta fermo per tutta la durata, oppure perdi gli interessi se svincoli prima.
Per il fondo di emergenza, la via di mezzo funziona meglio: 70% su conto libero (quello che ti serve nelle prime 48 ore) e 30% su vincolato a 6 mesi (rendimento migliore, svincolabile con una piccola penale).
È il compromesso che paga di più tra rendimento e disponibilità.
Conto | Tipo | Tasso lordo | Tasso netto | Liquidità | FITD |
Conto Arancio (ING) | Libero (promo 12m) | 4,00% | 2,96% | Svincolo immediato | Sì |
BBVA Conto Online | Remunerato | 3,00% | 2,22% | Immediata | Sì |
Trade Republic | Remunerato | 3,00% | 2,22% | Immediata | Sì (DE) |
Scalable Capital | Remunerato | 2,50% | 1,85% | Immediata | Sì (DE) |
Banca AideXa | Vincolato 12 mesi | 4,15% | 3,07% | 12 mesi | Sì |
Confronto conti deposito e conti remunerati maggio 2026. Tasso netto = ritenuta 26%.
Le alternative: BOT, fondi monetari e conti remunerati
I BOT a 3-6 mesi rendono circa il 2,5-3% lordo con tassazione al 12,5%, ma obbligano ad acquistare in asta o sul secondario e ad aspettare la scadenza.
I fondi monetari in euro offrono il 2-3% netto con disponibilità a 1-2 giorni, però hanno commissioni di gestione. I conti remunerati tipo BBVA o Trade Republic sono i più comodi da usare, ma generalmente pagano meno dei conti deposito dedicati.
Per un fondo di emergenza il conto deposito libero rimane la scelta più pratica: si apre in pochi minuti, rende quanto basta e i soldi sono subito disponibili. I BOT possono fare da complemento per la porzione di fondo che non ti serve nelle primissime ore.
Come costruire il tuo fondo di emergenza passo dopo passo
Costruire un fondo di emergenza non richiede sacrifici enormi. Richiede regolarità. Il punto è partire, anche con cifre piccole, e non mollare. ING la mette giù semplice nel suo approfondimento: “meglio iniziare con poco che aspettare di avere le condizioni ideali”. Cinque passaggi e sei in carreggiata.
Ecco alcuni conti deposito che puoi usare:
| Conto deposito | Miglior tasso lordo | Vincolo | FITD | Svincolo | Costi | |
|---|---|---|---|---|---|---|
Conto ING
ING
|
2,50% | 12 mesi | ✅ Sì | Sì | Gratis | Apri conto → |
Conto Deposito Fineco
Fineco Bank
|
2,00% | 3 mesi | ✅ Sì | Sì | Gratis | Apri conto → |
|
Conto Deposito Illimity
Illimity Bank
|
3,00% | 12 mesi | ✅ Sì | Sì | Gratis | Apri conto → |
Investire comporta rischi. I tassi indicati possono variare. Dati aggiornati a Luglio 2026.
Step 1: fotografa la tua situazione attuale
Tira fuori gli estratti conto degli ultimi tre mesi. Separa le uscite in due colonne: da una parte quelle che non puoi evitare (affitto, bollette, cibo, trasporti), dall’altra tutto il resto.
Fai la media mensile delle spese obbligate. Quel numero è la base del fondo. Segna anche quanto riesci a mettere da parte al momento, anche se è zero. A questo stadio l’obiettivo è vedere chiaro, senza giudicarti.
Step 2: fissa l’obiettivo e la tempistica
Moltiplica le spese obbligate per i mesi di copertura che hai scelto (3, 6, 9 o 12). Spese di 1.500 euro × 6 = 9.000 euro. Togli quello che hai già: con 1.500 euro da parte, mancano 7.500. A 300 euro al mese sono 25 mesi, poco più di due anni. Non è una distanza impossibile.
Step 3: automatizza il bonifico ricorrente
Qui si decide tutto. Imposta un bonifico automatico dal conto corrente al conto deposito del fondo, programmato il giorno dopo l’arrivo dello stipendio.
Il concetto si chiama “pagarsi per primi”: il risparmio esce prima che tu possa spenderlo. L’importo può essere 100, 200 o 300 euro, in base a quello che riesci a gestire.
Il dettaglio che conta è l’automatismo: nessuna decisione mensile, nessuna tentazione di rimandare.
Step 4: taglia le spese superflue (almeno per un po’)
Passa in rassegna le spese non obbligate degli ultimi tre mesi. Ci sono abbonamenti che non usi quasi mai? Pranzi fuori quattro volte a settimana? Acquisti d’impulso online?
Spostare 100-150 euro al mese da queste voci al fondo può dimezzare i tempi di costruzione. Non si tratta di tirare la cinghia per sempre, basta una fase più intensa all’inizio per dare velocità al tutto.
Step 5: usa le entrate extra come acceleratore
La tredicesima, un bonus, il rimborso del 730, la vendita di roba che non usi più su Vinted o Subito: sono tutte occasioni per accorciare i tempi. Se versi il 50-100% delle entrate straordinarie nel fondo finché non hai raggiunto il target, guadagni mesi.
Una tredicesima di 1.500 euro messa tutta nel fondo vale cinque mesi di accantonamento da 300 euro.
I 5 errori più comuni con il fondo di emergenza
Il primo è non averne uno. Tanti vivono convinti che le cose brutte capitino solo agli altri, oppure che in caso di guai i parenti daranno una mano. Ma gli imprevisti non mandano avvisi, e il prezzo di farsi trovare impreparati è sempre più salato dell’accantonare 100-200 euro al mese.
Il secondo è investire il fondo in strumenti volatili, azioni, ETF azionari, criptovalute. Il rischio è concreto: l’emergenza può piombarti addosso quando i mercati sono giù del 20-30%, e a quel punto ti tocca vendere in perdita. Un fondo di emergenza deve proteggere il capitale, punto.
Il terzo è lasciare i soldi sul conto corrente di tutti i giorni, mischiati con quelli per le spese. Quando vedi un saldo alto, la mano corre più facilmente verso acquisti non previsti. Un conto dedicato funziona come barriera: sai che quei soldi hanno un altro scopo.
Il quarto è calcolare il fondo sullo stipendio invece che sulle spese. Entrano 2.500 euro ma ne spendi 1.500 di necessità? Il fondo copre 1.500 al mese, non 2.500. Chi ragiona sullo stipendio si ritrova con obiettivi fuori scala che scoraggiano in partenza.
Il quinto è attingere al fondo per cose che non sono urgenti: il weekend fuori, il telefono nuovo, il corso online che “magari torna utile”. Ogni prelievo di questo tipo abbassa la protezione e richiede settimane o mesi per essere recuperato.
Fondo completato: e adesso? Come far fruttare il resto dei risparmi
Una volta che il fondo è al livello giusto, non smettere di risparmiare. Quel 20% del reddito che prima confluiva nel fondo ora può andare verso investimenti di lungo periodo. Un PAC su ETF global, tipo MSCI World o FTSE All-World, ti permette di mettere la stessa cifra ogni mese con costi contenuti e una buona diversificazione.
🛠 GUIDA PRATICA Migliori ETF MSCI World: classifica aggiornataIl fondo, da quel momento, va solo tenuto d’occhio. Ricalcola l’importo una volta l’anno: se le spese obbligate sono cresciute (un affitto nuovo, un figlio in arrivo), aggiusta il target.
Se hai dovuto usarlo per un’emergenza vera, rimpolparlo viene prima di qualsiasi investimento: metti in pausa o riduci il PAC finché non torni al livello stabilito.
Fase | Periodo | Accantonamento mensile | Saldo progressivo |
Mini-fondo iniziale | Mese 1-3 | 300-500 €/mese | 1.000-1.500 € |
Copertura 3 mesi | Mese 4-8 | 250-400 €/mese | 4.500 € |
Copertura 6 mesi | Mese 9-18 | 200-300 €/mese | 9.000 € |
Mantenimento + investimenti | Dal mese 19 | 0 € fondo, 300 € PAC | 9.000 € (stabile) |
Piano d’azione per un fondo da 9.000 € (spese 1.500 €/mese × 6).
Domande frequenti sul fondo di emergenza
In linea di massima no, perché il fondo copre gli imprevisti e non i debiti programmabili. L’eccezione sono i debiti con interessi molto alti. carte revolving al 15-20%: in quel caso, chiuderli col fondo ti fa risparmiare più di quanto renderesti lasciando i soldi sul conto deposito. Prima via il debito costoso, poi si ricostruisce il fondo.
Dipende da quanto metti via ogni mese. Con 200 euro arrivi a 6.000 in due anni e mezzo, con 300 ci metti 20 mesi, con 500 un anno. Più della cifra, conta la regolarità: 100 euro al mese per cinque anni battono l’attesa del momento perfetto, che nella pratica non arriva mai.
Il capitale depositato no. Sugli interessi maturati la banca trattiene il 26% alla fonte. Con i BOT o i titoli di Stato l’aliquota scende al 12,5%. In ogni caso, anche il rendimento netto è meglio di zero, che è esattamente quanto guadagni lasciando tutto fermo sul conto corrente.
Considerazioni finali
Se sei arrivato qui, hai tutto quello che ti serve per agire. Il fondo di emergenza non è un extra per chi guadagna tanto e non è un concetto da manuale: è la prima mossa concreta che separa chi ha il controllo dei propri soldi da chi li subisce. Senza questa base, qualsiasi investimento o piano di accumulo poggia su terreno cedevole.
Cosa ricordare. Il fondo è una riserva liquida e separata, disponibile in uno o due giorni, riservata agli imprevisti. L’importo cambia con la situazione: 3-4 mesi di spese obbligate con un lavoro stabile, 6 in settori incerti, 9-12 per autonomi e freelance. Si calcola sulle spese, affitto, bollette, alimentari, trasporti, non sullo stipendio.
Nel 2026 il conto deposito libero resta lo strumento più adatto, con tassi tra il 2% e il 4% lordo. La regola 50/30/20 indica la strada: il 20% del netto va al risparmio, e il fondo ha la precedenza finché non è pieno.
Cinque passaggi per costruirlo: fotografa le spese, fissa un target, automatizza un bonifico, sforbicia le uscite superflue, sfrutta le entrate extra. Anche 100 euro al mese spostano l’ago della bilancia col tempo.
Apri un conto deposito dedicato, imposta il primo bonifico automatico e parti oggi. L’importante come sempre è iniziare.
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