Fondi strutturali europei: cosa sono e come funzionano

Vediamo il meccanismo che ne è alla base e come andrebbero meglio utilizzati

Il nostro Paese, in quanto membro dell’Unione europea, versa ogni anno all’Europa dei capitali che poi, almeno in parte, tornano indietro sottoforma di Fondi strutturali europei. I quali saranno poi sfruttati attraverso progetti creati dai Comuni, rivolti a ditte, associazioni e fondazioni per scopi sociali o in favore della collettività. Tali progetti sono presentati alle Regioni, che fungono da intermediarie tra l’Unione europea e gli enti locali, erogando poi i fondi richiesti. Questo in estrema sintesi il meccanismo alla base dei Fondi strutturali europei. Di seguito però vediamo meglio nel dettaglio cosa sono, come funzionano e come andrebbero migliorati. Soprattutto per un loro miglior sfruttamento in Italia.

fondi strutturali europei
La programmazione prevista è ora dal 2014 al 2010

Fondi strutturali europei: cosa sono

Aiutandoci con l’ebook uscito nel 2014, Il disastro dei fondi strutturali europei, scritto a quattro mani da Roberto Perotti e Filippo Teoldi, entriamo nel dettaglio della questione. Partiamo da un esempio, quello dell’anno 2012. L’Italia ha versato all’Unione Europea sedici miliardi di euro, ricevendone poi undici. Di questi, 3 miliardi riguardano i fondi strutturali che I’UE distribuisce alle cosiddette aree meno sviluppate. Per quanto concerne quelli destinati al nostro Paese, essi si dividono in due veicoli, a seconda dei soggetti e degli scopi cui sono destinati: il Fondo Sociale Europeo (FSE), che si occupa prevalentemente di formazione, sussidi al lavoro, inclusione sociale, e il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR), che si occupa prevalentemente di sussidi alle imprese e infrastrutture. In parole povere, il primo serve per scopi prettamente sociali e di inclusione, il secondo per migliorare o realizzare ex novo infrastrutture e lavori urbani.

Il nuovo ciclo di programmazione europeo previsto per gli anni 2014-20, prevede invece per l’Italia 41 miliardi, di cui oltre 24 solo alle regioni del Sud. Ma non è l’unica cifra, giacché essa sarà raddoppiata col cosiddetto co-finanziamento italiano.

Fondi strutturali europei: come funzionano

Abbiamo dunque già visto come funzionano questi fondi. Una sorta di salvadanaio i cui importi però ci vengono restituiti solo in parte. Tuttavia, ad essi vanno aggiunto il cosiddetto co-finanziamento. Per cui ogni euro di fondi strutturali europei che riceviamo ci viene a costare due euro: un euro che dobbiamo versare all’Unione Europea, e un euro che dobbiamo mettere come cofinanziamento. Quindi, ricapitolando, tali fondi sono tutti pagati, e due volte,  dal contribuente italiano. Dall’Unione europea non piovono soldi aggratis, come crede qualcuno. Anzi. Eppure, in linea di principio, il co-finanziamento è un’ottima idea. Esso è un sistema atto a coinvolgere il beneficiario, al fine di assicurarsi, avendoci investito, che abbia un reale interesse nel progetto e sia incentivato a portarlo avanti in modo efficace. Ma all’atto pratico non è così.

Com’è andata nel periodo 2007-2012? Quasi 700.000 progetti sono stati finanziati in Italia con il FSE, per 13,5 miliardi. Buona parte di questi fondi sono stati usati per finanziare circa 500.000 progetti di formazione di vario tipo, per una spesa totale di 7,4 miliardi.

Tuttavia, sebbene questi corsi di formazione siano stati tutti organizzati da regioni e province, solo il 4% di essi è stato finanziato dalle regioni (quasi niente dalle province); tutto il resto in parti uguali da stato italiano e Unione europea. Ciò significa che questi corsi di formazione, oltre che criticabili per la loro scarsa utilità reale, hanno presentato pure un costo molto elevato per lo Stato italiano. Per di più essendo organizzati dalle Regioni stesse, che poi fungono anche da controllori dei progetti, vi sono anche forti dubbi sul fatto che siano state organizzati a dovere, che si siano svolti realmente e che siano davvero serviti a qualcosa. Il sentore, in più casi, è che fungano solo da parcheggio per disoccupati e inoccupati. I quali diventano una miniera d’oro per chi fa affari con questi progetti, diventati un ottimo oggetto di scambio anche in campagna elettorale.

fondi strutturali europei
Il logo dei fondi strutturali europei

Fondi strutturali europei: come vengono controllati

Come si possono correggere le storture in seno al sistema alla base dei Fondi strutturali europei? Premesso che non esistono soluzioni perfette, bisogna partire dall’assunto che vi sono due componenti alla loro base: primo, i benefici che si sarebbero potuti ottenere utilizzando in modo alternativo quei soldi; secondo, i costi diretti provocati dalle storture derivanti dalla tassazione in questione.

Altri Paesi eseguono il seguente esperimento: si creano due gruppi casuali composti da mille persone disoccupate; al primo gruppo si mette a disposizione un corso di formazione, al secondo no. Dopo uno o due anni, si valuta quante persone nel primo gruppo sono occupate e quante lo sono nel secondo gruppo. Qualora vi sia una netta distinzione, occorre poi prendere in considerazione altri due fattori: quanto guadagna chi è occupato dopo aver seguito il corso di formazione e quanto è costato il corso di formazione stesso?

In Italia esiste una valutazione dei progetti, ma è alquanto formale, inefficace e rappresenta essa stessa un’industria. Solo nel periodo 2007-2011 sono stati prodotti 280 documenti di valutazione del FSE. Ma questa è certamente una sottostima, perché molte Regioni tendono a produrne più del dovuto.

In queste valutazione, si considerano sviluppi positivi questi fattori: un alto numero di progetti iniziati o completati; una percentuale elevata di utilizzo della risorse disponibili; un buon andamento degli indicatori di risultato prescelti, come per esempio il tasso di disoccupazione femminile. Ma nessuno di essi è una reale valutazione dei fondi strutturali europei. Bisogna capire quanto un progetto iniziato o completato sia davvero utile per la collettività e il mercato del lavoro; utilizzare tanti fondi non vuol dire che ciò venga fatto nel modo migliore; il miglioramento della disoccupazione femminile può essere comportato da fattori esogeni del mercato del lavoro.

La Regione Lazio ha fatto qualcosa in tal senso. Tuttavia, anche qui siamo di fronte a delle falle. Infatti i due numeri non possono essere messi a confronto, giacché la prima indagine effettuata è stata basata sulle comunicazioni obbligatorie registrate dai centri per l’impiego, quindi su dati tutto sommato istituzionali. La seconda, invece sulla base di interviste a quanti hanno frequentato quei corsi. Inoltre, occorrerebbe sapere quanto sono costati i corsi, quanto guadagnano gli occupati, se i posti di lavoro creati sono effettivamente “addizionali” (ossia non ci sarebbero stati senza la creazione del corso) e se sì, bisognerebbe vedere se I’azienda non ha licenziato un numero equivalente di lavoratori già in forza.

E l’Unione Europea in tutto questo cosa fa? Incarica un network di esperti che valuta a sua volta i rapporti di valutazione espressi da tutti i paesi membri, così come le valutazioni  di singoli programmi. Ma si ferma a ciò, non scendendo in profondità. L’Italia, ad esempio, non esprime alcun test di valutazione che soddisfi i quesiti prima espressi. Il sentore è che siamo di fronte a un enorme sperpero di denaro e che nulla sia cambiato per la seconda tranche di fondi per il settennato 2014-2020. Un caso che fece molto discutere si consumò a Napoli, quando coi fondi europei fu organizzato un concerto di Elton John a Piazza Plebiscito. Per un costo totale di 750 milioni di euro. Uno spettacolo suggestivo ed imperdibile certo, anche perché gratuito, ma che a fronte dei problemi sociali di quella città, appare un enorme spreco di denaro utilizzabile per ben altro. Gli organizzatori si difesero affermando che viene dato poco tempo per organizzare progetti, dunque si prediligono scelte immediate. Ammesso e non concesso (come diceva Totò, volendo restare in tema) che sia così, allora il problema è anche a monte. E non stentiamo a crederlo.