Fondi Pensione: la crisi porta a sospendere i versamenti

E’ tempo di crisi anche per i Fondi Pensione. Secondo una recente indagine della Covip (la Commissione di vigilanza sui Fondi pensione), 1,6 milioni di persone hanno sospeso i loro regolari versamenti a causa della crisi. I dati sono allarmanti, sebbene il numero di persone che decidono di aderire ad un fondo pensionistico stia lentamente aumentando. Ma andiamo a snocciolare alcuni dati.

Gli aderenti alla previdenza integrativa dovrebbero raggiugere i 6,5 milioni entro la fine del 2015. La crescita è senza dubbio evidente: nel 2014 si è rgistrato un 5,4% in più rispetto all’anno precedente, e anche le stime del 2015 sono ottimistiche.

Questo possibile aumento degli aderenti alla previdenza integrativa è dovuto anche all’aumento delle adesioni individuali ai cosiddetti Pip, ovvero i Piani individuali pensionistici, e ai fondi aperti. Le forme pensionistiche hanno raggiunto il tetto dei 131 miliardi di euro, il 12% in più rispetto alla fine del 2013.

Lo stesso Francesco Massicci, presidente Covip, ha ammesso nella sua relazione annuale che tutte le forme pensionistiche hanno avuto una buona resa grazie, anche, al buon andamento dei mercati finanziari. Questi hanno goduto del sostegno delle politiche monetarie espansive e delle migliori condizioni dell’economia mondiale.

I dati presentati durante la relazione di Massicci sono evidenti: 6,5 milioni di iscritti a fine 2014. I fondi negoziali sono giunti a 1,94 milioni di isccritti, metre i Pip hanno raggunto la quota pari a 2,44 milioni. Infine, i fondi aperti sono a quota un milione.

Eppure, in tutto questo settore c’è un piccolo “ma” che preoccupa: 1,6 milioni di persone hanno sospeso i versamenti a causa del protrarsi della crisi economica. La percentuale sta lentamente aumentando: a fine 2012 i cosiddetti “contribuenti silenti” erano 1,2 milioni. Questa cifra è aumentata, salendo a 1,6 milioni, nel 2014.

Nel corso della relazione della Covip sono emersi anche altri dati riguardanti il finanziamento dele imprese italiane: gli investimenti dei fondi pensione sono destinati per il 35% al nostro Paese, ma di questa percentuale solo il 3% va  afinanziare le imprese nazionali.

Infine, un’ultima osservazione (questa volta positiva): alla fine del 2014 il totale inerente le forme pensionistiche complementari ha raggiunto la quota di 131 miliardi di euro, ovvero il 12% in più rispetto alla fine dle 2013. Nel corso dell’anno, poi, sono stati raccolti contributi per 13 miliardi di euro (circa 600 milioni in più rispetto al 2013), e di questi 5,3 miliardi provengono da flussi di Tfr (di cui l’82% finisce nei fondi pensione negoziali). 

Se le assicurazioni, in questo momento, giocano al rialzo con tutti i loro prodotti pensionistici, è altrettanto vero che i una parte dei clienti acquisiti si è ritrovato in difficoltà, ed ha dovuto sospendere i pagamenti. Una situazione destinata a peggiorare?