Fondi pensione: cosa sono e quali tipologie esistono?

Cosa sono i fondi pensione? Quali tipologie di fondi pensione esistono? Come funzionano i fondi pensione? Dato che la pensione, per tanti, sta diventando una sorta di chimera, o un reddito che rischia di far tracollare nella soglia di povertà, in tanti si stanno ponendo le suddette domande riguardo i fondi pensione. Cercando informazioni a riguardo.

Di seguito, dunque, vediamo tutte le info utili sui fondi pensione.

Fondi pensione cosa sono

Cosa sono i fondi pensione? Si tratta di casse che raccolgono e investono in modo sicuro gli importi di denaro che il lavoratore decide in maniera autonoma di versare durante gli anni di servizio per un determinato periodo di tempo. In genere, al raggiungimento della pensione.

Il fondo pensione è una scelta libera del lavoratore, non obbligatoria. Esso però funziona come una pensione standard. In virtù di ciò, la contribuzione versata durante l’attività lavorativa verrà erogata solo quando saranno maturati i requisiti per la pensione.

Attivare un fondo pensione non comporta la rinuncia ad altre forme di pensione, ma significa godere di 2 contributi differenti: uno per l’Inps e uno appunto per il fondo pensione, per poi ottenere una doppia contribuzione a fine lavoro.

Ciò che principalmente differisce la pensione Inps da un fondo pensione, è il fatto che si può chiedere e ottenere a determinate condizioni anticipi e riscatti.

Ancora, i lavoratori possono anche decidere di destinare il proprio TFR a un fondo pensione. Così facendo, alla fine della propria carriera lavorativa, non si percepirà quella che viene comunemente definita liquidazione. Bensì una seconda pensione, erogata in base alle modalità stabilite precedentemente.

Fondi pensione requisiti

Quali sono i requisiti per aderire ai fondi pensione? Essere lavoratori dipendenti sia pubblici che privati, lavoratori autonomi, professionisti e lavoratori o soci di cooperative. Per i quali non sono già previsti fondi aziendali o di categoria o di settore.

Avere già una pensione non significa non poterne avere una seconda. Non ci sono dunque requisiti particolari, né specifiche caratteristiche o rispondere a parametri minimi di reddito.

L’importante è versare dei contributi e al raggiungimento della quota stabilita si avrà la pensione.

Non è previsto alcun tipo di contribuzione statale ed è solo il lavoratore (o in alcuni casi specifici l’azienda) a versare dei soldi e a effettuare questo investimento.

Fondi pensione scopo

Qual è lo scopo dei fondi pensione? Ottenere una somma integrativa alla pensione. Il patrimonio accumulato durante gli anni di servizio, infatti, viene convertito in capitale e può essere erogato in un’unica soluzione oppure come rendita mensile.

Lo scopo, dunque, soprattutto se si sceglie la modalità della rendita mensile garantita, è quello di mantenere lo stesso stile di vita avuto durante gli anni di servizio. Così da aggirare il problema della riduzione degli importi delle pensioni.

Un modo quindi per assicurarsi un futuro sereno e per non avere problemi con i tagli alle pensioni che sembrano essere sempre più pesanti. Aderendo ad un fondo pensione non si avrà solo la mensilità dell’Inps, ma anche una forma aggiuntiva di contributo.

Effettuando questo tipo di investimento si potranno avere meno problemi per il futuro e avere una stabilità finanziaria anche quando si sarà terminata l’attività lavorativa.

Fondi pensione tipologie

Quali tipologie di fondi pensione esistono? Ecco quali:

  1. Fondi pensione chiusi: riservati solo ad alcune categorie di lavoratori, per i quali le sigle sindacali e organizzazioni imprenditoriali di settore
  2. Fondi aperti: essi sono gestiti da banche, assicurazioni o altri enti aperti a tutte le tipologie di lavoratori. Dai pubblici ai privati fino agli autonomi
  3. PIP o piani individuali pensionistici: una tipologia complementare ideata per il lavoratore che ne fa richiesta e strutturato in base alle proprie esigenze

Fondi pensione da chi sono gestiti

Chi gestisce i Fondi pensione? In Italia sono autorizzati a creare questa tipologia di pensioni i seguenti soggetti:

  • Banche
  • Società di gestione del risparmio
  • SIM
  • Società fiduciarie autorizzate
  • Compagnie di Assicurazione
  • Imprese di investimento comunitarie
  • Tali categorie investono le risorse del fondo in strumenti finanziari, come: azioni
  • titoli di stato
  • obbligazioni
  • certificati di deposito

in base al piano di investimento fissato nel Regolamento del fondo stesso. Alcuni fondi pensione, inoltre, prevedono la garanzia di restituzione del capitale. Vale a dire il riconoscimento di un rendimento minimo.

A vigilare su questi soggetti finanziari sono apposite autorità di vigilanza interne. E’ stata altresì istituita una Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione con lo scopo di controllare che la trasparenza e la corretta gestione sia eseguita nella gestione dei fondi.

Fondi pensione chiusi cosa sono

Cosa sono i Fondi pensione chiusi? Essi nascono da accordi collettivi tra lavoratori e datori di lavoro per garantire una forma di pensione integrativa a determinate categorie di lavoratori.

Chi sono i destinatari dei fondi pensione chiusi? I lavoratori di una determinata categoria contrattuale, i lavoratori di un’ impresa o di un gruppo di imprese di un determinato territorio, in cui gli organi di amministrazione e controllo sono gestiti dal 50% dei rappresentanti dei lavoratori iscritti e per il restante 50% dai datori di lavoro.

Essi sono anche detti fondi negoziali e sono regolati dalla Covip (acronimo stante per Commissione di Vigilanza per i fondi pensione).

Chi gestisce i fondi pensione chiusi? Gli istituti bancari e le compagnie assicurative che depositano le somme versate presso l’istituto di credito scelto. Ad erogarli, invece, le compagnie di assicurazione.

Fondi pensione aperti cosa sono

Cosa sono i fondi pensione aperti? Si tratta di fondi istituiti da istituti bancari, società di gestione risparmio e compagnie di assicurazione. Gli interessati potranno sottoscriverli sia in forma individuale sia in forma collettiva.

In questo tipo di fondi, il capitale versato dai lavoratori viene separato dall’attività dell’istituto bancario o dell’ente che li gestisce.

I fondi pensione aperti sono disciplinati da un Regolamento apposito che definisce nome, istituzione, scopo, caratteristiche, profili organizzativi e rapporti con gli aderenti.

Dal punto di vista della contribuzione, invece, il lavoratore dipendente privato e il lavoratore autonomo può scegliere quando aderisce sia l’importo che la periodicità del versamento. Il lavoratore privato può altresì pure decidere di versare il flusso Tfr. Quello pubblico, invece, può versare solo il contributo individuale e non il flusso Tfr.

In caso di adesione collettiva, le regole della contribuzione e, in particolare il contributo minimo da versare, sono stabilite da contratti e accordi collettivi pure con l’azienda.

Quando un lavoratore decide di aderire a un fondo pensione di tipo aperto può scegliere uno o più tipi di investimento. La scelta non sarà comunque definitiva, ma potrà essere modificata in seguito in base a quanto prevede il Regolamento del fondo.

Anche la gestione dei fondi aperti è vigilata dalla COVIP (Commissione di Vigilanza per i fondi pensione).

E’ possibile aderire ai fondi pensione aperti in maniera volontaria e non prevede particolari requisiti. Perfino chi non ha alcun lavoro.

Ci sono però differenze tra il lavoratore dipendente privato, pubblico e il lavoratore autonomo.

L’adesione per i lavoratori dipendenti privati può essere:

  • individuale
  • collettiva

L’adesione collettiva avviene nel caso in cui i lavoratori appartenenti a una certa impresa aderiscono al fondo pensione aperto in base a quanto stabilito dai contratti di lavoro, dagli accordi o dai regolamenti aziendali.

Questo tipo di adesione si concretizza pure quando il lavoratore non esprime alcuna scelta sulla destinazione del proprio Tfr: in tal modo verrebbe in automatico iscritto al fondo pensione aperto individuato dall’accordo o dal regolamento aziendale.

Sia i lavoratori dipendenti pubblici che quelli autonomi o liberi professionisti, possono aderire ai fondi pensione aperti solo su base individuale.

Piani Individuali Pensionistici (PIP) cosa sono

Cosa sono i Piani Individuali Pensionistici (PIP)? Come funzionano i Piani Individuali Pensionistici (PIP)? Si tratta di un altro tipo di fondo pensione, tramite il quale il lavoratore decide di sottoscrivere un’assicurazione vita caso vita. Si tratta di una polizza che consente di avere un capitale nel momento in cui, quando scade la polizza, l’assicurato è ancora in vita.

Anche in tal caso il capitale versato dal lavoratore risulta separato dall’attività dell’ente che gestisce il fondo. A vigilare è sempre la succitata Covip.

La carrellata sui fondi pensione si chiude con quelli presenti in maniera precedente all’entrata in vigore del Decreto Legislativo 252 del 2005 sui fondi pensione. Anche in questo caso a vigilare è la più volte citata Commissione di Vigilanza per i fondi pensione.

Commissione di Vigilanza per i fondi pensione cos’è

Cos’è la Commissione di Vigilanza per i fondi pensione? Nota anche con l’acronimo Covip, è un’autorità amministrativa indipendente della Repubblica Italiana, che ha come scopo quello di regolare il mercato della previdenza complementare.

La Commissione di Vigilanza per i fondi pensione venne istituita con Decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, ed ha iniziato ad operare nella sua attuale configurazione – come persona giuridica di diritto pubblico – agli inizi del 1996. E’ stato poi varato il decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, art. 18, col quale si disciplinano i compiti della COVIP, in seno alla riforma della previdenza complementare.

Commissione di Vigilanza per i fondi pensione compiti

Quali sono i compiti della Commissione di Vigilanza per i fondi pensione? I seguenti:

  • autorizzare i fondi pensione ad esercitare la propria attività
  • approvare gli statuti e i regolamenti delle forme previdenziali complementari
  • tenuta dell’albo dei fondi pensione autorizzati
  • vigilare sulla corretta gestione tecnica, finanziaria, patrimoniale e contabile dei fondi pensione e sull’adeguatezza del loro assetto organizzativo
  • assicurare che i principi di trasparenza nei rapporti tra i fondi pensione ed i propri aderenti siano rispettati
  • formulazione di proposte di modifica legislativa in materia di previdenza complementare
  • predisposizione annuale di una relazione sull’attività svolta, e sul mercato della previdenza complementare
  • attività ispettiva nei confronti degli enti previdenziali sottoposti alla sua vigilanza
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