Fondi di investimento: consigli per i tuoi risparmi

Dieci domande, e dieci risposte, sui fondi di investimento: un vademecum per aiutare i risparmiatori a compiere scelte consapevoli

Vorresti far fruttare i tuoi risparmi massimizzando i guadagni e contenendo i rischi? I fondi comuni d’investimento rappresentano una soluzione adatta anche ai piccoli risparmiatori e alle famiglie: consentono di aumentare il potere contrattuale e di ottenere un portafoglio diversificato dei titoli senza dover spendere troppo tempo ed energie a seguire i mercati finanziari. Prima di scegliere un fondo d’investimento, tuttavia, è bene sapere come funzionano questi strumenti finanziari, con tutte le opportunità e i rischi che li riguardano. Raccogliendo le dritte di Assogestioni, l’associazione italiana del risparmio gestito che organizza ogni anno il Salone del risparmio, suggeriamo un vademecum per assistere i risparmiatori a raggiungere i propri obiettivi d’investimento.

Che cos’è un fondo comune di investimento?

I fondi comuni d’investimento sono simili a casse comuni nelle quali confluiscono capitali di piccoli e grandi risparmiatori. Costituiti da società specializzate nella gestione del risparmio (Sgr), in genere istituti bancari, assicurativi e finanziari autorizzati dalla Banca d’Italia, i fondi offrono la possibilità di avvalersi di competenze professionali, e di sopperire allo scarso potere contrattuale qualora l’entità del capitale da investire fosse limitata.

Chi fornisce la sicurezza dell’investimento?

A vigilare sulla trasparenza dei fondi comuni di investimento, dalle politiche di investimento ai costi e alle modalità di sottoscrizione e rimborso, sono le due massime autorità di controllo: la Banca d’Italia, che deve rilasciare alle società di gestione del risparmio l’autorizzazione a costituire fondi comuni, e la Consob (Commissione di controllo sulle società e la Borsa), presso la quale è depositato il prospetto con tutte le informazioni relative ai fondi.

Perché investire in un fondo comune?

Gli investimenti in fondi comuni presentano diversi vantaggi di rilievo. Oltre all’opportunità di avvalersi di professionisti nella gestione del risparmio, che hanno come unica mission la massimizzazione degli utili, e di aumentare il proprio potere contrattuale attraverso l’unione con altri risparmiatori, i fondi comuni si caratterizzano per la diversificazione del portafoglio dei titoli, che comporta un aumento delle possibilità di guadagno e un serio contenimento dei rischi.

A quanto ammonta il rendimento di un fondo comune?

I fondi comuni, a differenza dei Bot o di altre formule d’investimento a rendimento fisso, non permettono di conoscere in anticipo l’entità del guadagno a una scadenza determinata. Tutto dipende dall’andamento dei titoli nei quali è stato investito il capitale e dalla bravura del gestore, che decide in autonomia – in conformità al regolamento del fondo e alle norme vigenti ma senza alcuna possibilità per i risparmiatori di influire sulle scelte d’investimento – quando e quali titoli comprare o vendere.

Quanto costa sottoscrivere un fondo di investimento?

Tutti i costi di un fondo comune d’investimento devono essere riportati nel suo prospetto informativo, che quindi va sempre consultato con attenzione. In genere, il costo principale è rappresentato dalla commissione di gestione, che viene prelevata dalle Sgr direttamente dai patrimoni dei fondi come remunerazione per l’attività svolta e per la copertura delle spese di intermediazione. Ogni anno le Sgr pubblicano il cosiddetto Ter (Total Expense Ratio) che misura in termini percentuali tutti i costi che hanno interessato il fondo nell’esercizio precedente.

Esiste un capitale minimo di investimento?

Normalmente, l’importo minimo per partecipare a un fondo comune d’investimento è 500 euro, ma in alcuni casi le sottoscrizioni sono aperte già a partire da 50 o 100 euro. Anche con un capitale così modesto è possibile prendere parte ai vantaggi dei fondi comuni, a partire dalla diversificazione dei titoli. Sarà sempre possibile aumentare l’entità dell’investimento in un secondo momento, magari una volta accumulati nuovi risparmi, per approfittare delle quotazioni ancora lontane dai massimi.

È possibile investire a rate?

Alcuni fondi comuni, denominati Piani di accumulo del capitale (Pac), offrono la possibilità di effettuare investimenti attraverso il versamento periodico di una somma prefissata, come nel caso dei pagamenti a rate. In genere, i Piani di accumulo si completano in 5 o 10 anni ma, diversamente dalle rate di un mutuo, è sempre possibile sospendere o modificare i versamenti senza andare incontro ad alcuna penalità.

È possibile uscire quando si vuole dai fondi, ritirando i propri soldi?

Come per i Pac, chi sottoscrive un fondo comune non subisce nessun vincolo e può ritirare il proprio capitale quando vuole, in genere senza alcuna commissione d’uscita, riscattando il controvalore dei titoli posseduti secondo le quotazioni del momento. La cosa da evitare è farsi prendere dal panico e decidere di ritirare tutto in un momento di forte discesa dei mercati, perdendo le occasioni di recupero in un periodo di rialzo successivo.

Quali rischi si corrono sul capitale investito in un fondo comune?

Ciascun risparmiatore può decidere, sentito il proprio consulente presso la Sgr, di aumentare il livello di rischio in cambio della possibilità di rendimenti maggiori, magari puntando su azioni anziché su titoli di Stato e obbligazioni. In ogni caso i rischi sono ridotti al minimo dalla diversificazione degli investimenti propria dei fondi comuni, che ammortizza le eventuali perdite subite su singoli titoli. Il tuo capitale resta al sicuro anche in caso di fallimento della Sgr che amministra il fondo, poiché il patrimonio dei fondi per legge è distinto da quello delle Sgr.

Quali sono i migliori fondi di investimento sul mercato?

Per valutare le capacità dei fondi di produrre guadagni e l’affidabilità dei loro gestori, il modo migliore è osservarne la storia recente e compararne le performance, anche se naturalmente non è detto che un fondo che ha fatto bene in passato dia gli stessi risultati nel futuro. Come in altri ambiti finanziari, esistono società indipendenti che assegnano un voto di affidabilità (rating) ai fondi comuni, sulla base delle buone performance ripetute nel tempo e dei rischi assunti per raggiungerle. Nel 2015, i fondi in area Euro che fin’ora hanno riportato le migliori performance sono stati, secondo i dati del Sole 24 Ore, BGF Euro Markets D2RF e l’italiano Eurizon Azioni Pmi, specializzato su piccole e medie imprese quotate in Piazza Affari.

Fondi di investimento: Credits: r.nial.bradshaw, flickr
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