Flotta Etihad: i numeri impressionanti della compagnia emira

A capo c'è Khalifa bin Zayed Al Nahyan, 66enne presidente degli Emirati Arabi Uniti (Uae) ed Emiro di Abu Dabhi

Nel 2014, nell’ennesimo tentativo di dare ad Alitalia un futuro certo e senza nuovi rischi precipitazioni, si era anche parlato di una acquisizione da parte della compagnia araba Etihad. Per fortuna, poi, la compagnia dell’emiro Khalifa bin Zayed Al Nahyan ha rilevato il 49% della nostra compagnia di bandiera il 10 agosto 2014, portando a un potenziamento della sua flotta con nuove destinazioni internazionali. Cambiato anche il lato estetico degli interni degli apparecchi, che hanno acquisito lo stile proprio della compagnia emira. Sebbene le storture di naso da parte dei nazionalisti duri e puri non mancano. D’altronde fa sempre un certo effetto sapere che quasi la metà della proprietà di Alitalia sia finita in mani stranieri. Ma questo è un rischio che Alitalia corre dal 2009, quando si parlò di Air France. Ora l’obiettivo è raggiungere l’utile di bilancio entro il 2017. Ma cerchiamo di conoscere meglio la strepitosa flotta Etihad e chi c’è al suo comando.

Flotta Etihad: chi è Khalifa bin Zayed Al Nahyan

Khalifa bin Zayed Al Nahyan
Khalifa bin Zayed Al Nahyan

Per parlare di Etihad, non possiamo non partire dal suo vertice: Khalifa bin Zayed Al Nahyan, 66enne presidente degli Emirati Arabi Uniti (Uae) ed Emiro di Abu Dabhi. Un potente uomo d’affari, un riformatore e un filantropo. Piazzato dalla rivista Forbes (quella che si diverte a stilare classifiche sui più ricchi e potenti del Pianeta) al 34esimo posto, controlla riserve di petrolio per 97,8 miliardi di barili. Khalifa bin Zayed Al Nahyan gestiste anche il secondo fondo sovrano più grande al mondo con un patrimonio di 627 miliardi di dollari. La sua Etihad Airways è considerata la migliore compagnia aerea del Mondo, per sicurezza e servizi offerti ai passeggeri. Al Nahyan trasforma in oro tutto ciò che tocca: si pensi che ha comprato 250mila metri quadri alle Seychelles e vi ha costruito un palazzo. Ha assunto la presidenza degli Uae il 3 novembre 2004, giorno successivo alla morte di suo padre, Zayed Bin Sultan Al Nahyan. La sua formazione giovanile si svolge tutta ad Al Ain, sito culturale e Città Giardino di Abu Dabhi. Sposato con una sola donna, ha avuto 8 figli, sei femmine e due maschi. Il suo attivismo inizia nel 1966, nei progetti di sviluppo dell’agricoltura. Tre anni dopo, nel 1969, Khalifa assume la responsabilità della Difesa di Abu Dhabi e ne trasforma il piccolo esercito con funzioni di controllo in una forza armata all’avanguardia. Dal 1974 lo Sceicco Khalifa è presidente del Consiglio Esecutivo degli Emirati. E in questo ruolo dà un contributo decisivo alla modernizzazione e allo sviluppo dell’area, sottolineano sempre i biografi ufficiali. Dal 1976 presiede anche la Abu Dhabi Investment Authority, che supervisiona la gestione degli investimenti finanziari negli Emirati.

La sua opera più importante viene però considerata The Sheikh Khalifa Committee, che si occupa della distribuzione della ricchezza tra i cittadini, concedendo prestiti senza esigere interessi a chiunque abbia un progetto di sviluppo. Dal 1981 il dipartimento ha investito 35 miliardi di dirham (10 miliardi di dollari, ndr), utilizzati per costruire 6mila tra torri residenziali e complessi commerciali. Di lui si dice che sia calmo, ascoltatore, cortese e modesto nei rapporti con gli altri. Ama la storia, la poesia e la letteratura; segue il calcio e lo sponsorizza. Non a caso è sponsor di un grande club europeo: il Manchester city.

Flotta Etihad: i numeri della società

I numeri di Etihad sono impressionanti e il confronto con Alitalia è imbarazzante. L’azienda araba vanta la flotta aerea più giovane di tutte, con un’età media di 4,9 anni, 86 velivoli e nuovi ordini per 230 apparecchi; 8mila dipendenti e fatturato, nel 2012, di 4,8 miliardi di dollari, in crescita del 17%. Dal canto suo, Alitalia è un carrozzone su cui grava un miliardo di debiti maturati solo negli ultimi cinque anni e un valore prossimo allo zero. Da anni oggetto di ristrutturazioni e salvataggi pubblici, destinato a precipitare e a finire in mani stranieri. Non solo in quote di minoranza.

Flotta Etihad
Uno dei tanti aerei Etihad

La flotta Etihad è stata fondata il 12 novembre 2003, iniziando fin da subito le sue operazioni di volo. La compagnia effettua oltre 1.000 voli settimanali verso 96 destinazioni sia passeggeri che cargo in Medio Oriente, Africa, Europa, Asia, Australia, America del Nord e America del Sud, con una flotta di 85 aerei di Airbus e Boeing. Etihad Airways è la quarta più grande compagnia aerea del Medio Oriente ed è la seconda più grande compagnia aerea degli Emirati Arabi Uniti, dopo Emirates Airline, la compagnia aerea di bandiera di Dubai. Ha registrato il suo primo utile netto per l’intero anno nel 2011, di 14 milioni di dollari, incrementando ogni anno il suo numero di passeggeri.

Oltre ad aver acquisito il 49% di Alitalia, negli ultimi anni la flotta Etihad è entrata in altre importanti compagnie europee e non, rilevando: il 29,21% di Air Berlin, la sesta più grande compagnia aerea d’Europa, prendendone anche la vicepresidenza; il 40% di Air Seychelles; il 3% circa di Aer Lingus; il 10% di Virgin Australia; il 24% di Jet Airways; il 49% di Air Serbia; il 33,3% di  Darwin Airline. La flotta Etihad ha numeri importanti anche per quanto concerne i voli privati.

Flotta Etihad: gli investimenti nello sport

etihad manchester city
L’aereo con cui vengono trasportati i giocatori del Manchester city

Etihad vanta una presenza importante anche nello sport. Vanta di essere: title sponsor del Gran Premio di F1 Etihad Airways Abu Dhabi; Sponsor Diamond e Compagnia Aerea Ufficiale del Campionato di Golf di Abu Dhabi; uno dei maggiori sponsor di Sport Australia Hall of Fame, massimo riconoscimento sportivo in Australia da oltre 25 anni; sponsor del torneo GAA All-Ireland Senior Hurling Championship, il più importante torneo di Hurling in Irlanda; sponsor ufficiale del Manchester City FC. Insomma, investimenti in tanti Paesi del Globo e per sport diversi. Per una compagnia che ha basato le proprie fortune non solo sui petrol dollari, ma anche sulla competenza e l’intraprendenza.