Fisco: tutte le scadenze di giugno e luglio 2014

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Giugno e luglio rappresentano storicamente due mesi particolarmente propizi per le entrate nelle casse dello Stato, visto e considerato che in circa 60 giorni gli italiani saranno chiamati a onorare quasi 30 scadenze fiscali, per un gettito che si stima essere di 40 miliardi per le famiglie e 35 miliardi per le imprese: in totale, dunque, 75 miliardi di euro che gli italiani si stanno apprestando a pagare. Ma quali sono le scadenze più importanti del periodo?

L’appuntamento più significativo è probabilmente relativo al versamento delle imposte e dei contributi che risultano dal Modello Unico: dall’Irpef all’Ires, passando per i contributi previdenziali in saldo e in acconto, non mancheranno di certo le occasioni per lagnarsi dell’elevato ammontare degli oneri da versare nelle casse statali. Come se non bastasse, inoltre, bisognerà pagare la prima rata dell’Imu e della Tasi (per la quale sembra purtroppo rientrata l’ipotesi di effettuare uno slittamento della scadenza oltre il 16 giugno). In molti Comuni entra in gioco anche la rata della Tari (la nuova tassa sull’asporto rifiuti), per la quale sono proprio i sindaci a dover stabilire il numero e le scadenze delle rate.

Ancora, a giugno scadono i versamenti mensili delle ritenute Irpef dei dipendenti e dei lavoratori autonomi, il pagamento dei contributi previdenziali e il versamento dell’imposta sul valore aggiunto relativa al mese precedente.

Particolarmente critico – è non è una novità – Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, secondo cui la situazione per le imprese e per le famiglie è devastante: “sfiancate dalla crisi e sempre più a corto di liquidità, c’è il pericolo che molte famiglie e altrettante piccole imprese non riescano a superare questo vero e proprio stress test fiscale“.

Ancora, precisa la Cgia, “oltre all’imponente sforzo economico che nel prossimo bimestre famiglie e imprese saranno chiamate a sostenere, i contribuenti italiani dovranno sopportare anche un costo aggiuntivo legato alla burocrazia che attanaglia queste operazioni (…) Secondo una nostra elaborazione su dati della Banca mondiale, per pagare le tasse in Italia sono necessarie 269 ore all’anno, pari a 33 giorni lavorativi. Nell’area dell’euro solo il Portogallo registra una situazione peggiore della nostra“.

Per quanto concerne i meccanismi di calcolo che hanno condotto a giungere a tale rilevante ammontare, la Cgia sottolinea come il proprio Ufficio studi si sia basato sui dati statistici del 2013, aggiungendo inoltre gli effetti stimati delle principali novità previste per il 2014. “Si arriva a questa cifra considerando il gettito realizzato negli anni scorsi delle seguenti imposte: Irpef, Ires, Iva e stimando il gettito dell’Imu e della Tasi” – conclude Bortolussi.