Fisco e Scuola: Renzi deve sciogliere i nodi

In questi giorni, Matteo Renzi ha due grossi nodi da sciogliere: quello sul Fisco e sulla Scuola. Già, perchè mentre la riforma del primo punto è stata clamorosamente bloccata, sulla scuola si palesano ottime opportunità. Per lo meno, l’intenzione è di assumere almeno 100 mila precari. Ma andiamo con ordine.

Durante la giornata di ieri era già emersa la notizia relaiva alla riforma catastale: il nuovo piano non sarebbe nemmeno approdato sul tavolo del Consiglio dei Ministri per l’approvazione finale. E’ stato lo stesso Renzi a bloccare il tutto, in quanto preoccupato che questa piccola “rivoluzione” potesse essere intesa come un aumento delle tasse sulla casa a discapito dei cittadini.

Nulla di fatto anche per i decreti attuativi della riforma del Fisco: se ne riparlerà venerdì, durante l’ennesima riunione. Questa, però, dovrebbe presentarsi come quella definitiva, in quanto la scadenza del 27 giugno è davvero molto vicina ( il Parlamento ha imposto questa dead line al governo per presentare i provvedimenti di attuazione della delega fiscale).

Per ora, ciò che è certo è che oltre all’accantonamento della riforma catastale è stato messo da parte anche il codice dei giochi. Venerdì, invece, si tornerà a discutere degli altri 5 decreti del giorno, ovvero quelli inerenti le sanzioni penali, la riscossione, la riforma delle Agenzie fiscali, il contenzioso e il monitoraggio dell’evasione.Il secondo nodo da sciogliere riguarda la scuola, e il Premier Matteo renzi sa bene quanto sia delicata questa questione. Oggi il ddl arriverà in aula al Senato, e al termine della presentazione del Maxiemendamento si andrà al voto di fiducia.

Giovedì, quindi, sarà la giornata definitiva.Matteo Renzi crede molto in questo cambiamento, ed ha anche spiegato che grazie a questa rivoluzione scolastica si potranno assumere 100 mila insegnanti precari. Già, perchè questo maxiemendamento si compone di punti di incontro tra le due fazioni.
Le 100 mila assunzioni dovrebbero avvenire entro il mese di agosto, ma se non ci sarà la fiducia verranno assunti solo 20-25 mila insegnanti. Altri cambiamenti si avranno sulla figura del Dirigente Scolastico: questi verranno valutati da ispettori esterni sulla base di una serie di parametri dettagliati. Verrà istituito, infine, un membro esterno che valuterà gli insegnanti.I punti all’ordine del giorno sono davvero tanti: il Premier Matteo Renzi si è ritrovato nel mezzo di una settimana davvero infuocata tra il rinvio della riforma del Fisco, e la richiesa di fiducia sul Ddl della Scuola. Entro venerdì, però, questi due nodi dovrebbero essere definitivamente sciolti…salvo nuovi rinvii!