Fisco: controlli allargati su conti correnti e carte di credito

Il 31 marzo 2016 è il giorno X per il fisco italiano. Da domani, infatti, tutti i dati sui conti correnti e sulle carte di credito dovranno essere resi disponibili da istituti di credito, poste ed operatori finanziari per un controllo da parte dell’Anagrafe dei rapporti finanziari.

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Controlli del Fisco anche sulle giacenze medie e sulle operazioni bancarie effettuate durante tutto l’anno

I controlli dell’Anagrafe dei rapporti finanziari

L’Anagrafe, costituita con il decreto Salva Italia nel 2011, avrà il compito di raccogliere tutti i saldi di inizio e di fine anno, le giacenze medie e le movimentazioni bancarie dare/avere di tutti i cittadini italiani, tutti dati riferiti allo scorso anno. Parliamo quindi di conti correnti, carte di credito, carte di debito, bonifici, assegni, depositi, investimenti, accessi alle cassette di sicurezza, posizioni in oro e altri metallo preziosi, cambio valuta, etc.
Non si tratta di una novità assoluta. Già dal 2012 gli istituti di credito e gli intermediari finanziari sono tenuti ad inviare all’Agenzia delle Entrate i saldi di fine anno della loro clientela. Tuttavia, la Legge di Stabilità 2016 ha allargato l’entità dei controlli anche alle giacenze medie e alle operazioni bancarie effettuate durante tutto l’anno.
Le informazioni così ricavate dovranno essere cancellate dopo sei anni, limite massimo di tempo per effettuare gli accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

La lotta all’evasione

Tutto questo rientra nella più ampia lotta all’evasione, che ogni anno costa alle casse statali ben 120 miliardi di euro. I dati trasmessi dagli operatori bancari e finanziari verranno, infatti, incrociati con i redditi dichiarati dai contribuenti al fine di appurare eventuali situazioni sospette. Gli accertamenti concreti saranno in realtà pochi ma l’esistenza di questo ulteriore controllo può rappresentare un deterrente.
Inoltre i dati raccolti verranno usati per appurare la correttezza dell’ISEE, l’indicatore adoperato al fine dell’ottenimento di alcune importanti prestazioni assistenziali. Nell’indicatore sintetico della ricchezza familiare deve infatti essere inserita anche la giacenza media del conto corrente.