Finanziamenti imprese: il Governo annuncia un piano per la crescita

Finanziamenti Imprese

Il problema del credito, nonostante il progressivo miglioramento del panorama creditizio italiano, rimane serio. Ne è consapevole il Governo, che si è dichiarato pronto a intervenire nel giro di qualche mese. Lo ha fatto per bocca di Fabrizio Pagani, capo della segreteria tecnica del MEF (Ministero dell’Economia), il quale ha annunciato nuovi finanziamenti imprese.

Lo strumento, a dire il vero, è già noto agli analisti: si tratta di una riedizione del piano “Finanza per la Crescita”, varato in una prima versione già nel 2014. Si parla, nello specifico, di incentivi fiscali per chi investe sul tessuto imprenditoriale italiano.

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Sommario

Finanziamenti a imprese: l’ostacolo è l’atteggiamento delle banche

Il pacchetto di misure dovrebbe essere varato entro l’estate. Ecco cos’ha dichiarato il funzionario all’Ansa. “Il piano è finalizzato a canalizzare il risparmio verso le pmi. In un momento in cui i rendimenti bancari sono molto bassi, c’è la naturale ricerca del rendimento più alto. Non vogliamo che i risparmi vadano a finire solo in fondi internazionali che investono nelle Borse di Shanghai o di Hong Kong, ma anche nella nostra economia reale. L’obiettivo è dunque favorire questa canalizzazione, che in Italia c’è ma è un po’ fragile”.

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L’analisi è esatta. La questione ruota attorno alle politiche monetarie della Bce, che tanto spazio stanno occupando in questi giorni. E’ vero che il mercato creditizio è stato (e verrà) inondato di liquidità, ma è anche vero che tale fiume di denaro fatica a giungere all’economia reale. La finanza speculativa rimane lo strumento preferito dalle banche per generare profitto. Le imprese sono giudicate soggetti a rischio, dunque gli istituti di credito si rivolgono altrove, nei mercati emergenti e nei prodotti ad alto rendimento, ma che non giocano praticamente nessun ruolo nell’ambiente economico.

Finanziamenti imprese 2016: un progetto organico

Eppure il vento potrebbe presto cambiare. Già le misure di Mario Draghi impongono, oggi più che due anni fa (al tempo del primo piano Finanza per la Crescita) di rivolgersi alle imprese, o almeno lo favoriscono. La politica degli incentivi italiana appare organica alle mosse della Bce, e questo è un fatto positivo.

A tutto ciò si aggiunge l’impegno governativo nei finanziamenti di natura prettamente statale, simboleggiate dalla piattaforma Invitalia, che però si rivolge più che altro alle startup. La volontà comunque è palese: rendere più agevole lo “scorrimento” del denaro, da un livello più alto a quello più basso. Solo in questo modo, le belle parole e le azioni coraggiose (e quelle di Mario Draghi lo sono) non rimarranno carta bianca.

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