Finanza e Internet, un legame inaspettato

La più grande rivoluzione del periodo che si pone a cavallo tra il XX e il XXI secolo è internet. Non c’è dubbio su questo. Non c’è settore o sfera della vita (quotidiana e professionale) che non abbia subito delle conseguenze. Addirittura, alcuni mestieri sono stati spazzati via. Forse non tutti si rendono conto della portata del cambiamento, anche perché è difficile comprendere la forza di un fenomeno quando lo si sta vivendo.

Tra i “mondi” che sono stati coinvolti in una vera e propria rivoluzione, le cui dimensioni spesso non sono comprese, spicca quello della finanza. A tutti i livelli, la finanza è stata travolta dall’arrivo di internet. Anzi, è stravolta in continuazione, anche perché stiamo tutti vivendo una fase di transizione.

Ovviamente, la finanza non ha solo un volto. Da questo punto di vista, è possibile rintracciare dei trend più ampi, e in grado di interessare tutti i campi, e trend che riguardano alcuni settori più da vicino.

Tra i fenomeno “macro” c’è quello dell’apertura alla massa. La finanza non è più prerogativa di una elite. Potenzialmente, è aperta a tutti. Merito appunto della rete, che ha ridotto tempi e costi. Non solo, internet pone in essere una possibilità mai sperimentata dall’umanità: informarsi su larga scala, magari gratis. La condivisione della conoscenza nei modi e nei tempi ormai attuali rappresenta un unicum nella storia dell’uomo.

Questo vale tanto per la finanza speculativa che per quella più ancorata ai bisogni reali (come l’accensione di mutui o la richiesta dei prestiti). Internet, anche grazie ai molti software presenti in rete, permettono in modo semplice di confrontare i vari strumenti finanziari.

La persona comunque, quindi, può accedere in maniera autonoma alla finanza e può imparare, sempre in maniera autonoma, a investire o anche a speculare in modo profittevole. Tutto ciò, sia chiaro, in linea teorica. Nella pratica, rimane ancora tutto difficile. E’ però innegabile: chiunque abbia un capitale, può investirlo senza passare per i classici intermediari.

Un corollario di tutto ciò riguarda la questione della liquidità. Se sempre più persone accedono ai mercati finanziari, è ovvio che aumenta il denaro all’interno del sistema finanziario e quindi la liquidità. Ciò apre giocoforza la strada a profitti più sostanziosi.

Di questi macro-trend hanno beneficiato soprattutto alcuni settori, in cui i player sono stati bravi a cogliere su vasta scala le opportunità di internet, anche dal punto di vista dell’advertising. Molto semplicemente, alcuni broker hanno cominciato a utilizzare la rete per farsi pubblicità in modo più moderno di quanto non si vedesse in giro, e hanno portato visibilità all’intero comparto.

Questo fenomeno ha riguardato soprattutto le opzioni binarie e il forex, entrambi protagonisti di una formidabile ascesa.

Proprio il forex e le opzioni binarie rappresentano l’ideal tipo della finanza speculativa. Molto liquidi, molto volatili, molto frequentata e caratterizzata da una fervida vita di “community”. I trading si scambiano opinioni e strategie, e da queste conversazioni nascono nuove vie e nuovi approcci. Insomma, un mondo in profondo mutamento.

Una di queste strategie, praticamente sconosciuta nel passato, è lo scalping, ossia l’apertura e la chiusura febbrile di ordini, che spesso durano meno di due minuti. E’ alta speculazione. Soprattutto, è impossibile da realizzare senza l’online (che quasi azzera i tempi).

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Giuseppe Briganti, 1987. Nato a Reggio Calabria, blogger, laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Istituzionale e d’Impresa, sempre con il massimo dei voti. Appassionato di politica, economia, narrativa, ho cominciato a scrivere quando ho realizzato che pensare non mi bastava. Concepisco la scrittura come dialogo, battaglia tra idee e visioni del mondo. Consapevole che una verità unica ed eterna non esiste, mi piace persuadere il prossimo e, quando un’idea altrui mi conquista, farmi persuadere. Nella mia vita professionale ho scritto di qualsiasi argomento, ma trovo particolare piacere a scrivere di economia. Sono un attivista politico e ho collaborato durante la campagna elettorale con il candidato sindaco di Reggio Calabria per il centrosinistra.

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