La Finanza Etica esiste e fa il boom di Investimenti

euro money

La finanza, come anche il solo concetto di investimento, non gode di buona fama. E’ associata a qualcosa di sporco, al profitto a tutti i costi, all’egoismo e a tante altre spiacevoli cose. Gli avvenimenti delle ultime settimane, legate allo scandalo Mps, hanno contribuito a rafforzare questa percezione.

Eppure, esista una finanza buona, altruista, persino etica. E’ quella in cui operano le imprese socialmente responsabili. In mezzo a scandali, crisi devastanti, perdite di immagine, opera e cresce da decenni. Internazionalmente è riconosciuta come Esg, acronimo che riassume le tre dimensioni attraverso cui si declina: ecologia, attenzione al sociale, governance democratica.

La notizia positiva è che il volume della finanza etica sta crescendo a vista d’occhio. Attualmente, un quinto di tutti gli investimenti mondiali è “etico”, nonostante i derivati e la finanza creativa. Si parla di cifre impressionanti: 13 trilioni di dollari, equivalenti a 10mila miliardi di euro. Come dire il debito pubblico italiano moltiplicato per cinque.

Questo dato è stato raccolto dalla GSIA (Global Sustainable investment alliance). Nel rapporto è presente anche una speciale classifica tra i paesi – e i continenti – più virtuosi. Al primo posto, staccata nettamente dagli altri, spicca l’Europa. Il Vecchio Continente fa registrare il 65% degli investimenti etici mondiali (8.700 miliardi di dollari). Il secondo posto è invece appannaggio degli Stati Uniti (3.700 miliardi), mentre il terzo lo è del Canada (580 miliardi). L’Asia, pur contenendo Cina e Giappone, rispettivamente il secondo e il terzo paese con il Pil più alto, fa registrare un risultato bassissimo (appena 75 miliardi). L’Africa, pur con i suoi limiti economici, le è davanti (200 miliardi).

C’è comunque un “ma” dietro questi numeri. La definizione di investimento etico, come anche di finanza etica, non è unanimemente condivisa. Alcune associazioni pongono sotto la categoria “investimento etico” alcuni investimenti considerati, di contro, in maniera radicalmente diversa da altre associazioni. Ad ogni mondo, la creazione di una “alleanza” come la GSIA sottintende la volontà da parte delle imprese a responsabilità sociale e degli addetti ai lavori di parlare con una sola voce. L’intento è evidente: diffondere la percezione di una finanza giusta, che c’è, esiste e gioca un ruolo che non è di secondo piano rispetto alla finanza conosciuta dai più, “sporca” e per questo disprezzata.

Il rapporto della GSIA, oltre a presentare numeri e classifiche, offre uno spaccato della dimensione etica della finanza, esponendo modalità, mentalità e fini degli stessi.