Fiat – Chrysler: i dettagli dello storico accordo

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Un’intesa che “rimarrà nei libri di storia”. Così, l’amministratore delegato Marchionne, ha definito lo storico accordo che ha permesso a Fiat di mettere le mani sull’intero pacchetto azionario di Chrysler, la casa automobilistica di Detroit che il Lingotto auspicava da tempo di poter possedere in pienezza.

Il merito del nuovo e improvviso passo in avanti è della faticosa conclusione della lunga negoziazione con il fondo Veba, proprietario del 41,5% delle quote della società americana, e ora in procinto di “disfarsi” di questo significativo pacchetto in cambio della nobile cifra di 3,65 miliardi di dollari, di cui 1,75 miliardi in liquidità, e 1,9 miliardi mediante dividendo straordinario della stessa Chrysler. In altri termini, per poter giungere alla conclusione dell’intesa, Fiat rinuncia alla propria parte di dividendo (1,1 miliardi di euro), ma rinunci altresì all’aumento di capitale originariamente ipotizzato per poter arrivare al 100 per cento del capitale sociale.

Le buone notizie, secondo gli analisti, non finiscono tuttavia qui. Il prezzo di 3,65 miliardi di dollari è infatti inferiore al prezzo di 4,2 miliardi inizialmente ipotizzato dalle banche, ed è altresì molto lontano dai 5 miliardi di dollari che erano stati abbozzati dal fondo assistenziale del sindacato. Insomma, anche tenendo conto di quanto già speso, Fiat ha investito meno di 4 miliardi di dollari per poter disporre del 100% di un’azienda che appena 15 anni fa i tedeschi della Daimler avevano pagato 36 miliardi di dollari.

Quanto basta, si dirà, per confermare e supportare l’entusiasmo del top management del Lingotto, con Marchionne che ha prontamente dichiarato che tale acquisto “permetterà di realizzare pienamente la nostra visione di creare un costruttore di auto globale con un bagaglio di esperienze, punti di vista e competenze unico al mondo (…)Nella vita di ogni grande organizzazione e delle sue persone ci sono momenti importanti, che finiscono nei libri di storia. L’accordo appena raggiunto con Veba è senza dubbio uno di questi momenti per Fiat e per Chrysler. Sarò per sempre grato al team di leadership per il sostegno e per il loro incessante impegno nel realizzare il progetto di integrazione che oggi assume la sua forma definitiva”.

Molto soddisfatto anche John Elkann, che ha affermato di attendere questo giorno “sin dal primo momento, sin da quando nel 2009 siamo stati scelti per contribuire alla ricostruzione di Chrysler. Il lavoro, l’impegno e i risultati raggiunti da Chrysler negli ultimi quattro anni e mezzo sono qualcosa di eccezionale