Festival dell’Economia di Trento, Cottarelli minaccia: “Tagliare pensioni, sanità, personale”

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Pensioni, sanità, personale. E’ questo il triplo bersaglio che andrebbe colpito secondo Carlo Cottarelli, ex commissario per la Spending Review. Ha espresso le sue idee sulla razionalizzazione della spesa pubblica nel corso del Festival dell’Economia di Trento. Un’occasione per fare il punto sul lavoro da lui svolto, per sfatare qualche mito sul suo conto e – soprattutto – per fornire un orientamento, anche se da esterno, all’azione di Governo.

Il primo capitolo è quello delle pensioni, e non potrebbe essere altrimenti visto il clamore che la sentenza della Corte Costituzionale ha suscitato. Nonostante quasi tutti i partiti stiano esprimendo la necessità o di aumentare le minime o di restituire parte dell’indicizzazione per quelle più alte, Carlo Cottarelli individua proprio nel sistema previdenziale una fonte di spreco. Il riferimento non è alla pensioni d’oro,  almeno non è un riferimento diretto. L’opinione dell’ex commissario della Spending Review è di attaccare i diritti acquisiti, ossia fare una distinzione tra pensioni frutto del metodo contributivo e pensioni frutto del metodo retributivo, e colpire queste ultime.

Carlo Cottarelli ha detto la sua anche sul Sistema Sanitario Nazionale. Non individua i nuclei di spreco – anche perché ormai sono ben noti – ma si limita a constatare che la sanità è l’area in cui è stato tagliato di meno, suggerendo implicitamente che occorre partire proprio da lì.

Deciso l’attacco contro i modi di gestione del personale da parte della Pubblica Amministrazione. La situazione che descrive è in effetti grottesca. La digitalizzazione della PA ha esautorato alcuni dipendenti dalle loro mansioni, ma questi non sono stati licenziati o riadattati, sicché passano la loro giornata a oziare. La proposta di Carlo Cottarelli è semplice: internalizzare con risorse interne – appunto i dipendenti male impiegati – i servizi che attualmente acquista all’esterno. Ciò è valido soprattutto sul fronte della sicurezza e per quanto riguarda le Forze dell’Ordine.

Poi ci sono i miti da sfatare. Il commissario alla Spending Review ne racconta uno sul suo conto e uno sull’Italia in generale. Afferma, per esempio, che non ha mai proposto di spegnere le luci delle strade per risparmiare qualche spicciolo, bensì ha chiesto di spegnere solo quelle posizionate, in sovranumero, nelle zone in cui passano pochi pedoni e molte automobili. Infine, una nota sulla spesa pubblica. Non è vero che in Italia è più alta di altri paesi. Anzi, siamo in linea con i più virtuosi. Il nostro problema è il costo dei servizi sul debito, ossia gli interessi, che vanno lievitare in modo preoccupante la voce “uscite”.