Ferrari sbarca a Wall Street e a Piazza Affari

Questa settimana è partito il road show dell’amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, presso gli investitori americani, in vista del collocamento della Ferrari alla Borsa di Wall Street. Fca, detentrice del 90% del capitale di Ferrari, collocherà 17.175.000 azioni, pari a circa il 9% del capitale con un prezzo compreso tra 48 e 52 dollari per azione. Alle banche collocatrici sarà riservata un’opzione per l’acquisto di ulteriori 1.717.150 azioni ordinarie (l’1%). Le azioni saranno negoziate con il simbolo Race. Complessivamente, la valutazione si aggira quindi tra i 9 e i 10 miliardi di dollari.

Secondo le previsioni, Ferrari chiuderà il terzo trimestre 2015 con ricavi netti tra 720 e 730 milioni di euro, Ebit tra 140 e 145 milioni, Ebitda tra 210 e 215 milioni. Queste sono solo “stime del management basate sulle informazioni al momento disponibili” in quanto “i risultati consolidati netti non sono ancora disponibili”.
All’inizio del 2016, Ferrari sarà poi scorporata da Fca e passerà sotto il controllo di Exor, la holding della famiglia Agnelli. Il restante 10% del capitale resterà di proprietà di Piero Ferrari che non venderà alcuna azione e non riceverà alcun ricavo dalla vendita.

La data di inizio del collocamento delle azioni Ferrari alla Borsa di New York non è stata ancora resa nota, ma si ipotizza che possa essere mercoledì 21 ottobre. Intanto si viene a sapere che si profila nel 2016 lo sbarco di Ferrari anche a Piazza Affari. Questo è quanto si legge nel prospetto presentato da Fiat Chrysler Automobiles alla Sec per la quotazione sul listino statunitense: “Potremo chiedere l’ammissione agli scambi delle azioni ordinarie sul Mercato telematico azionario gestito da Borsa Italiana. La quotazione avverrebbe in concomitanza o dopo il completamento della separazione”.