Ferrari lancia Ferrari Portofino: scheda tecnica

In questi giorni, la fiammante italiana Ferrari ha presentato il suo nuovo modello: Ferrari Portofino. E ha scelto come palcoscenico i suggestivi Trulli di Alberobello. Un contrasto dunque tra il rosso sfavillante di un’auto sempre affascinante e una cittadina che ci riporta indietro ad epoche passate. Ferrari Portofino è stata presentata come “la Ferrari per tutti i giorni”, prendendo il posto della precedente California T. Questo nomignolo deriva dal suo essere molto confortevole, versatile e adattabile ai piccoli spostamenti. Quindi anche strade meno “californicane”, come quelle tortuose pugliesi. Ma ciò non deve far pensare che sia stata snaturata: la nuova Ferrari Portofino resta una “Rossa” a tutti gli effetti, nel temperamento e nelle qualità dinamiche.

Dalla California a Portofino, dunque, per quella voglia di italianità che non deve mai mancare. Come l’esaltazione dei nostri posti stupendi, senza doversi per forza trasferirsi altrove. Anche dall’altra parte dell’Oceano.

Certo, si presenta più malleabile e comoda delle altre, un po’ meno sportiva e più casual, ma comunque non manca in essa il tipico Dna di una sportiva di razza. E’ stata lanciata sul mercato dallo scorso ottobre 2017, a 196.061 euro per la versione base (comunque equipaggiata con freni carboceramici di serie). Mentre le consegne partiranno dalla prossima primavera (aprile-maggio 2018). E’ stata presentata, lo ricordiamo, al Salone di Francoforte nel settembre 2017.

Sommario

Ferrari Portofino: scheda tecnica in breve

Quali sono le caratteristiche della Ferrari Portofino? Questa auto presenta un lungo cofano, una coda compatta e una silhouette filante, E’ lunga 459 cm e alta appena 132 cm. Quindi non ha perso le caratteristiche della precedente California T; la quale, fin da subito, ha puntato a essere la spider-coupé sportiva più performante della categoria. Un primato che adesso è invece fuori discussione, considerando il fatto che il rinnovato 3.9 V8 turbo scarica sulle ruote posteriori ben 600 CV. La Ferrari California T ne aveva 560, mentre il 4.3 V8 aspirato delle origini “appena” 460 (490 dal 2012). Per quanto concerne le prestazioni, Ferrari Portofino accelera da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi (un decimo in meno della California T), raggiunge i 200 in 10,8 secondi e arriva ad un massimo di 321 km/h (contro i 316 m/h della California).

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Ferrari Portofino capacità baule

Quali sono le capacità del baule della Ferrari Portofino? La sagoma del baule è stata del tutto rivisitata, potendo ospitare due trolley da cabina quando la vettura è aperta e il tetto ripiegato sopra il vano, o tre trolley in configurazione coupé. Tuttavia, possiamo dire che la capacità sia però diminuita rispetto alla California T di 48 litri: la casa ne dichiara 292. Invariata invece l’omologazione 2+2, ottenuta grazie a due strapuntini posteriori con tanto di botola passante. Che ritorna utile per stivare oggetti lunghi.

Ferrari Portofino, cambia tetto

La Ferrari Portofino cambia anche il tetto rigido retrattile, il quale è ormai un tratto distintivo di questa vettura. Prevede infatti un nuovo meccanismo di apertura elettrica, che si apre totalmente in soli 14 secondi e può essere azionato anche con la vettura in movimento fino ad una andatura di 40 km/h. Una novità interessante rispetto alla California T, con la quale invece occorreva fermarsi completamente.

Ferrari Portofino più aggraziata e più leggera

La Ferrari Portofino presenta una coda diversa rispetto al modello precedente, ovvero più raccolta e slanciata sia con la vettura in configurazione coupé – e ciò tramite le due “creste” posteriori che raccordano il tettuccio – sia col tetto ripiegato, quando cioè si apprezzano i torniti parafanghi posteriori e un accenno di spoiler. Ma non solo la coda è stata rivisitata, bensì anche il frontale. La mascherina è stata spostata più vicina al suolo mentre i fari full-led a forma di L richiamano i fari della 812 Superfast.

Ottimo anche lo studio aerodinamico, che ricerca la massima efficienza con soluzioni tutt’altro che vistose. Si pensi agli ingressi d’aria anteriori (ben dissimulati di fianco ai fari) i quali creano pressione all’interno dei passaruota. Riducendo così l’effetto scia creato dal rotolamento delle ruote e pertanto la resistenza all’avanzamento (il Cx, pari a 0,312, è migliorato del 6%).

Completamente ridisegnati anche tutti i componenti della scocca e del telaio in alluminio. Il layout di alcuni di essi è stato semplificato al fine di integrare le parti nel migliore dei modi. Ottimizzata del 35% (almeno stando ai dati diramati dalla casa stessa) anche la rigidezza della struttura, mediante le nuove tecnologie costruttive utilizzate, come la fusione con anima (la quale facilita la realizzazione di elementi cavi) e la riduzione di un terzo della lunghezza delle saldature.

Ancora, la massa della vettura è stata ridotta di 80 kg e ciò grazie alle anime in lega di magnesio dei sedili ed alle modifiche alle componenti elettroniche, del motore, del tettuccio e del telaio. Il tutto ha portato benefici pure ai consumi e alle emissioni, soprattutto nel caso della versione HELE. La quale costa circa mille euro in meno rispetto alla versione base (197.281 euro contro 196.061 euro), la quale vanta il fatto di bere ed inquinare meno grazie alla tecnologia Stop&Start.

Ferrari Portofino motore

Com’è il motore della Ferrari Portofino? La potenza attuale è di 600 CV (che corrispondono a 156 CV/litro), che il 3.9 V8 turbo della Ferrari Portofino è ora in grado di esprimere a 7500 giri. Si tratta di profondi cambiamenti che hanno coinvolto tanto l’elettronica di gestione quanto la meccanica. Nuovi sono infatti i pistoni e le bielle, i condotti di aspirazione (che risultano essere più diretti ed efficienti), l’impianto di scarico (con un raffinato collettore monofusione e un diverso andamento). Riguardo quest’ultimo, peraltro, occorre dire che integra una valvola che riduce la rumorosità all’avviamento e la tiene sotto controllo in modalità Comfort. Per poi aprirsi e rendere più ruggente il suono del V8 quando si passa alla modalità Sport. Non manca poi il sistema di analisi della detonazione, che risulta essere attivo su ciascun cilindro, ottimizzandone l’erogazione.

Efficienza del motore ancor più ottimizzata grazie alla pompa del lubrificante a doppio livello di pressione, che assorbe di un terzo la potenza in meno se confrontata ad una di tipo convenzionale. Per quanto concerne invece il sistema di sovralimentazione, caratterizzato da compatte turbine a doppio stadio e da un nuovo intercooler che combacia ridotta resistenza fluidodinamica a superiori capacità di dispersione, troviamo il Variable Boost Management. Si tratta di un software che adatta la curva di coppia alla marcia innestata, stemperandone così la grinta quando il cambio robotizzato F1 a doppia frizione è posizionato sulla prima e sulla seconda marcia. Incrementandola poi raggiungendo i 760 Nm dalla 3^ alla 7^.

Ferrari Portofino con dinamica migliorata

Migliorata anche la guidabilità della Ferrari Portofino, con l’adozione di molle più rigide (del 15,5% davanti e del 19% dietro) e di ammortizzatori adattativi a controllo magnetico (optional a 4.026 euro) con doppio solenoide. Gestiti da una centralina di controllo evoluta. In questo modo, asserisce Ferrari, sono stati migliorati tanto il comfort quanto, in modalità Sport, la reattività della vettura. Da sottolineare poi l’introduzione del differenziale elettronico E-Diff3, la cui azione combinata con il controllo di trazione F1-Trac migliora l’esecuzione delle curve dalla fase d’ingresso a quella di uscita. E ciò lo si nota sia nella guida al limite in pista, sia su strada. Anche su quelle che si caratterizzano per la loro scarsa aderenza.

Cambiato anche il volante, che vanta una servoassistenza elettrica, che consente il dialogo con l’E-Diff3, con rapporto più diretto fino al 7%.

Ferrari Portofino interni

Come sono gli interni della Ferrari Portofino? Ferrari Portofino è il giusto mix tra sportività e lusso, grazie agli estesi rivestimenti in pelle e dal sopraffino grado di finitura. In fondo, pur presentandosi come una auto sportiva, risulta essere comoda: davanti lo spazio non manca, mentre dietro è stato incrementato fino a 5 cm. Sebbene i 2 strapuntini posteriori, seppur migliorati rispetto al passato, alla fine sono in grado di ospitare due bambini più che due adulti.

La posizione di guida è invece confortevole grazie ad un sedile sportivo molto comodo, sebbene l’imbottitura sia ridotta al minimo, specie nello schienale. E’ capace così di offrire il giusto supporto comodo quando si va veloci, e senza risultare scomodo quando si percorrono lunghe distanze. Le regolazioni elettriche permettono anche di regolare i due fianchetti laterali, il supporto centrale e lombare dello schienale.

Manco a dirlo, non manca un volante multifunzione: oltre alla presenza di un manettino che consente di selezionare le modalità di guida e al pulsante per regolare le sospensioni, troviamo anche il rosso bottone d’avviamento e quelli dei comandi ordinari (fari, frecce, tergicristallo, telefono, e così via). Inizialmente, occorre dimestichezza tra tutti i vari controlli, soprattutto per selezionare le frecce. Risultano invece lunghe e comode le palette per l’uso sequenziale del cambio, i cui comandi principali sono ridotti a 3 pulsanti sul tunnel.

Il cruscotto della Ferrari Portofino si presenta invece con una coppia di display TFT ai lati del contagiri analogico, con un largo monitor centrale per il sistema multimediale (che si presenta inevitabilmente multi-touch, con una diagonale di 10,25”) e un’ulteriore schermo sulla destra della plancia. Il quale dà al passeggero aggiornamenti sulla velocità, sul regime di rotazione del motore e sulla marcia inserita. Il climatizzatore è stato implementato rispetto al modello precedente, con una rumorosità ridotta del 20%. Migliorata anche l’efficacia del frangivento posteriore (optional, a sollevamento manuale), che rende ancora più piacevole la guida col tetto aperto riducendo così i vortici fastidiosi che vengono a crearsi nell’abitacolo.

Insomma, anche gli interni riescono a far sposare sportività ed eleganza. Malgrado sia ufficialmente una auto sprintosa, i designer hanno cercato comunque di lasciare spazio anche alla comodità. Il passaggio da una località sfavillante e votata agli eccessi come la California, ad una più rilassante e votata alle tradizioni come Portofino, è stata quanto mai azzeccato.

Ferrari Portofino per quale guida si adatta

Qual è la guida più adatta per Ferrari Portofino? Si presta bene sia a quelle rilassanti, magari su un lungomare proprio come quello della splendida località ligure, godendosi i panorami mozzafiato e l’odore di salsedine. Sia per guide più sprintose, magari dirigendosi verso le altrttanto splendide colline liguri. Basterà pigiare la modalità Sport per avere un’auto più sportiva. Potrete sia abbassare il tetto per godervi meglio la bella giornata di sole o un tetto stellato d’agosto, sia richiudendolo con soli 14 secondi.

Ferrari Portofino sterzo

Com’è lo sterzo di Ferrari Portofino? Questa auto dà il meglio di sé soprattutto sui saliscendi più tortuosi di montagna. Grazie alla sua equilibrata taratura delle sospensioni e l’agilità, accentuata (rispetto a quella della California T) dalla minore massa, dal differenziale a controllo elettronico E-Diff3 e dalla maggior prontezza di risposta di motore e sterzo rispetto alla California T.

Quest’ultimo, come detto a gestione elettrica, risulta solido in rettilineo, ma anche responsive quando si tratta di affrontare curve e controcurve (e per arrivare a Portofino, guarda caso, bisogna affrontarne diverse). Un equilibrio che si mantiene impeccabile dai 40 ai 120 orari di marcia, sebbene quando si inizi a pigiare di più la risposta viene un po’ a mancare, sebbene si riesca comunque a chiudere bene la curva senza accentuare la sterzata. Occorre poi dire che si percepisce anche una certa sensibilità e vaghezza quando si passa al di sopra di malformazioni longitudinali della strada.

Ottimi invece i freni carboceramici di serie. Forse si risente un po’ di lunghezza del pedale, ma mostrano tutta la loro efficienza quando si pigiano con decisione. Ancora, si fanno trovare comunque pronti e modulabili quando si applicano piccole pressioni.

Ferrari Portofino cambio

La Ferrari Portofino vanta un potenziato V8, che spinge con la forza di un diesel da appena 2000-2500 giri e allunga fino a 7500 giri pieni. Il cambio di fatto è velocissimo. I 600 Cv si fanno sentire, integrati come sono da 700 formidabili Nm di coppia distribuiti in una curva di erogazione che alla fine fanno sembrare questa rossa fiammante perfino “facile” da gestire. Ma bisogna stare attenti: il motore risulta sempre così poco impegnato (a 130 km/h effettivi lavora ad appena 2600 giri) che non fa percepire la reale andatura che stiamo sostenendo.

Il cambio risulta ottimo sia in modalità Comfort che Sport. Sebbene forse si sia un po’ ecceduto in quest’ultimo caso, considerato il fatto che cambiando ad alto regime, ogni passaggio di marcia si fa sentire pesantemente, quasi da far venire un soprassalto. Si percepisce quindi un “rinculo elastico” che risulta essere alquanto fastidioso quando si cambia percorrendo in piena accelerazione una lunga curva.

Ferrari Portofino difetti

Quali sono i difetti della Ferrari Portofino? In realtà ce ne sono davvero pochi, che per dovere di cronaca riportiamo. Ad esempio, la piastra di appoggio per i piedi del passeggero è in lega leggera, ma non risulta essere molto stabile. La serratura d’emergenza nella portiera lato guida risulta essere di qualità scarna. Il cruscottino per il passeggero sembra incastonato alla meglio nella plancia, senza avere anche un minimo di cornice; l’unico fissaggio è composto da 3 economiche tessere di plastica. Guidando, manca visibilità posteriore, ma anche di tre quarti anteriore, verso sinistra. Pertanto, si rende obbligatorio o quasi (se non si vuole graffiare questo gioiellino) l’ausilio delle telecamere per le manovre. Ma occorre anche dire che non costano poco: 4.392 euro.

Abbiamo poi detto dello sterzo che perde leggermente in prontezza quando si superano certe andature in curva. Inoltre, ha tanti comandi che possono far confondere l’autista, anche per mettere una semplice freccia. Mentre il cambio è stato reso troppo aggressivo in modalità Sport. Finendo per essere eccessivamente percepibile e fastidioso quando si va veloci.

Anche Ferrari, dunque, può perdersi in qualche dettaglio. Ma si può dire che sia una croce di un po’ tutte le case automobilistiche.

Ferrari Portofino pro

Vediamo perché scegliere una Ferrari Portofino:

  1. Sterzo precisissimo e qualità dell’assetto permettono di sfruttare appieno il poderoso V8 turbo. Il quale risulta essere fluido ai bassi regimi e “graffiante” a quelli superiori
  2. Sterzo altamente responsive e sospensioni molto equilibrate. Il tutto garantisce un’agilità e un equilibrio davvero sorprendenti, che la rendono difficilmente battibile sui percorsi misti e tortuosi
  3. Risulta essere gradevole da guidare a cielo aperto, mentre con il tetto chiuso e le regolazioni meno sportive, si trasforma comunque in una granturismo.

Ferrari Portofino contro

  1. Il cambio in modalità Sport è disturbato da un netto “stacco” che alla lunga si rivela fastidioso, specie quando si percorrono curve veloci
  2. Il volante ha troppi comandi, che se da un lato offrono un bell’effetto scenico, dall’altro mandano in confusione l’autista
  3. Visibilità posteriore è limitata, mentre davanti potrebbero disturbare occasionali riflessi nel parabrezza; nelle svolte a sinistra, invece, a dare poca visibilità potrebbe essere il montante, lungo e inclinato.
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