Fed e Giappone insistono con le Politiche espansive: previsioni

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L’Europa continua la sua discesa agli inferi senza tentennamento alcuno e a preservare le politiche di austerity mentre negli Stati Uniti e in Giappone, liberatisi dai vincoli finanziari (se mai li hanno avuti) si proiettano felici e contenti fuori dalla crisi. E’ questo il quadro dell’Occidente che è emerso dopo gli eventi di questi mesi. Gli Usa finanziano la loro crescita stampando moneta, il Giappone finanzia la crescita stampando moneta, l’Europa finanzia la crescita – o spera di farlo – tassando i cittadini, tagliando i servizi e così via.

Tassare per crescere: una frase che risulta strana alle orecchie dei profani e che risultava una bestemmia già alle orecchie di famosi statisti del passato. Come Winston Churchill, autore di un celebre aforisma: “Una nazione che si tassa nella speranza di diventare prospera è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico“.

Da Italia, Spagna e Grecia si stanno levando alte le suppliche affinché l’Unione Europea allenti i vincoli di bilancio e permetta un po’ di crescita tramite il Deficit Spending. Non è detto che ci saranno aperture a breve. Probabilmente, bisognerà aspettare il turno elettorale in Germania e la definitiva dipartita della Merkel dallo scenario politico europeo.

Nel frattempo Stati Uniti e Giappone si godono il buon momento e dichiarano di voler perseverare nelle politiche espansive fin quando ce ne sarà bisogno, ossia fino a quando l’economia reale non dimostrerà di potercela fare con le sue gambe. Ben Bernanke, presidente della Fed, la banca centrale americana che stampa moneta, ha dichiarato: “Una prematura stretta sulla politica monetaria porterebbe il rischio di un rallentamento o una fine della ripresa economica e farebbe scendere ulteriormente l’inflazione. La Fed ridurrà gradualmente il ritmo degli acquisti di asset se il mercato del lavoro migliora in maniera concreta e sostenibile“. Per “acquisti di asset” si intende la “stampa di moneta”, perché quest’ultima si concretizza attraverso l’acquisto diretto da parte di una banca centrale del debito pubblico via via emesso dal Tesoro. La Bce non può comprare direttamente il debito dei paesi sotto la sua giurisdizione  ma deve approvvigionarsi dal mercato finanziario come è costretto a fare qualunque investitore.

Anche il Giappone sta rassicurando gli interessati circa la continuazione delle politiche espansive, che da quelle parti, in verità, stanno meritandosi la definizione di “ultra-espansive” (La Fed compra titoli per 45 miliardi al mese, la Bank of Japan il doppio). Il Governatore della BoJ ha dichiarato: “la banca supporterà i positivi movimenti nell’attività economica e nei mercati finanziari, contribuendo a un rialzo delle aspettative di inflazione, e guiderà l’economia giapponese verso il superamento della crisi e della deflazione che è durata per quasi 15 anni“. Il Giappone, infatti, ha vissuto – e sta vivendo tutt’ora – un periodo di crescita zero o di recessione unito all’assenza di inflazione, una concomitanza di eventi davvero dannosa per una economia e risolvibile solo con politiche monetarie estremamente espansive. Anche in Europa l’inflazione è bassa, anche se lontana dai livelli giapponesi, ulteriore fenomeno che stimola la riflessione circa un cambio delle regole in Europa, capaci solo di contenere l’inflazione anche a costo di tarpare le ali alla crescita economica.