Fattura elettronica dal 2018: come fare, novità

fattura pa

La lotta all’evasione fiscale sta passando inevitabilmente anche per la tecnologia informatica e così dal 2018 sarà obbligatoria la fatturazione elettronica tra privati. Detti anche scambi commerciali di tipo B2B, che avvengono tra imprese e professionisti. In questo modo, sia l’Agenzia delle entrate che il Governo puntano ad eliminare la ancora tanta evasione che vige in economia. Oltre a puntare alla semplificazione fiscale, riducendo il numero di adempimenti fiscali da compiere.

Vediamo dunque come funziona la fatturazione elettronica tra i privati che andrà in pratica a partire dal 2018, quali sono i vantaggi della fattura elettronica B2B obbligatoria e cosa cambia per imprese e professionisti.

Cos’è la Fattura elettronica tra privati

Partiamo col dire cos’è la fatturazione elettronica tra privati. Trattasi di una fattura normale B2B (acronimo di Business to Business). Con la differenza che viene emessa, ricevuta, firmata e conservata in formato digitale. Anziché nel tradizionale formato cartaceo.

Il formato dovrà essere di tipo elettronico al fine di assicurarne l’autenticità, l’interezza del contenuto e la leggibilità della fattura da quando viene emessa fino a quando viene archiviata. In realtà, la fattura elettronica è già una realtà dal giugno 2014, era obbligatoria per quanti detengono la Partita IVA e hanno relazioni commerciali con la Pubblica amministrazione. Ad idearla l’Agenzia delle entrate in collaborazione con la Sogei, mediante un sistema gratuito per le fatture elettroniche PA. Il nome è SdI, acronimo di Sistema di interscambio.

Il SdI può essere utilizzato sia dalla PA che dalla società, dalle imprese e dai professionisti per emettere e ricevere, seguendo sempre la procedura standardizzata prevista dalla Agenzia delle entrate, appunto la fattura elettronica per ogni operazione commerciale che si concretizza. In questo modo viene preservata l’autenticità e l’integrità della stessa, anche tramite la firma elettronica di chi la emette e la loro conservazione per 10 anni. Quindi, ora lo scopo è quello di introdurre la fatturazione elettronica B2B, ideata dall’Agenzia delle Entrate per trasmette e ricevere fatture elettroniche anche tra i privati. Con la finale archiviazione digitale.

Fattura elettronica B2B tra privati: quali sono i motivi

La fatturazione elettronica B2B tra privati sarà introdotta nel 2018 tramite Legge di Bilancio 2018. Ciò introdurrà una importante novità per imprese e professionisti, le quali dovranno pertanto subito adeguarsi alla nuova normativa ed essere in grado di partecipare al succitato sistema SdI, o altre analoghe piattaforme digitali, aventi gli stessi requisiti richiesti dalla legge. In questo modo le parti potranno emettere e ricevere fatture in completo formato digitale.

Quali sono gli obiettivi che Governo e Agenzia delle Entrate vogliono perseguire introducendo la fattura elettronica B2B anche tra privati a partire dall’anno prossimo? Lo abbiamo accennato prima: dematerializzando le fatture si riduce drasticamente l’evasione fiscale, controllandole più facilmente e facendo sì che non siano emesse fatture false. Eludendo il Fisco (ricordiamo che l’elusione fiscale è diversa dall’evasione, in quanto le tasse vengono sì pagate ma in misura ridotta). Poi c’è la sburocratizzazione del Fisco. Meno carte da firmare, meno passaggi, rendendo la vita di imprese e professionisti un po’ meno complicata. L’Agenzia delle entrate otterrà così più facilmente una grande mole di dati da parte dei contribuenti: dichiarazioni annuali, certificazioni uniche, il 770. Che saranno già precompilati, con possibilità di aggiungere dei dati.

Fattura elettronica tra privati: come funziona ora in maniera facoltativa

In realtà, la fatturazione elettronica è già in vigore tra i privati, ma in maniera facoltativa. Ossia, dal primo gennaio 2017. Mentre sarà obbligatoria dal prossimo anno. Secondo le intenzioni del Governo Gentiloni in carica, la prossima Legge di Bilancio 2018 imporrà in via obbligatoria la fatturazione elettronica B2B tra privati. Come funziona per ora in via facoltativa? Dal primo gennaio 2017, l’Agenzia delle Entrate e la SOGEI, hanno adeguato il SdI alla fatturazione elettronica tra privati alla fattura PA.

Che come detto è prevista dal 2014. Mentre per i privati possessori di Partita Iva, vi era la possibilità di aderire alla fatturazione elettronica entro il 31 marzo 2017. Tale adesione alla trasmissione digitalizzata delle fatture comporta comunque dei vantaggi e non è solo un vezzo per essere a passo coi tempi. Vediamo quali sono i vantaggi di aderire alla fatturazione elettronica tra i privati:

  • Esenzioni dallo spesometro, dalle comunicazioni acquisti effettuati da operatori di San Marino, dal modello Intrastat, dalla comunicazione dei dati relativi ai contratti stipulati dalle società di leasing
  • Rimborsi Iva prioritari, entro 3 mesi dalla trasmissione della dichiarazione
  • Riduzione dei tempi per l’accertamento, passati da 5 a 4 anni, come invece avveniva prima con la tradizionale fattura cartacea

Oltre a ciò, questa tecnologia digitale ha consentito l’automazione dei processi per la gestione dei documenti contabili sia in entrata che in uscita. Comportando una riduzione dei tempi ma soprattutto dei costi, quantificati dalla Ce in dieci euro a fattura. Non male, per chi ne emette centinaia al giorno. Dal 2018, invece, la nuova Legge di Bilancio potrebbe introdurla definitivamente in via obbligatoria, anche perché dal primo gennaio 2018, è stato introdotto per la prima volta anche nel nostro Paese l’obbligatorietà di emettere la fattura elettronica tra privati per quanto concerne le fatture emesse per quanto concerne il tax free shopping.

Cosa significa ciò? Che dal prossimo anno, l’emissione delle fatture tax free shopping, deve avvenire dal venditore in modalità elettronica per le cessioni nei confronti di viaggiatori residenti fuori dall’Unione europea nel caso di fatture superiori a 155 euro. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere del tutto digitalizzato il visto doganale da apporre sulla fattura tax free shopping, per acquisire il riconoscimento dello sgravio dell’Iva o del suo rimborso. Per altre info come quelle sul funzionamento della fatturazione elettronica tax free 2018; relative alla trasmissione al Sistema di Interscambio con la possibilità per il viaggiatore di recuperare le fatture di viaggio tramite il numero di passaporto; il controllo dei dati del visto doganale in forma digitale da parte di O.T.E.L.L.O. (che non ha niente a che vedere con il romanzo di Shakespeare, ma è un acronimo di Online tax refund at exit: light lane optimization) dell’Agenzia delle Dogane, il Governo ha rinviato ad un apposito provvedimento.

Come si fa una fattura elettronica tra privati B2B

Ricapitolando, se la fattura è il documento emesso da un professionista o da una società con Partita Iva, in seguito ad un acquisto o all’erogazione di un servizio, quella in formato elettronico è appunto in formato digitale. La fattura elettronica tra privati viene definita B2B – Business to Business – per distinguerla da quella già esistente tra privati ed Agenzia delle entrate dal 2014. Un’altra tipologia è la fatturazione elettronica B2C, Business to Consumer (B2C), quella invece che viene emessa da un possessore in Partita Iva ad un privato cittadino.

La fattura elettronica viene creata, ricevuta, firmata, trasmessa e conservata in formato elettronico mediante una piattaforma digitale finalizzata alla generazione, gestione e conservazione delle fatture elettroniche. Il suo nome è SdI, acronimo di Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate.

Come si fa una fattura elettronica?

Il privato, l’impresa o il professionista devono seguire i seguenti passi:

  • Accedere al Servizio e scegliere l’utenza di lavoro
  • Generare la fattura elettronica
  • Selezionare il formato della fattura elettronica

Dopodiché si potrà creare una nuova fattura, visualizzare l’ultima fattura elettronica P2P creata ed archiviarla, importarla in formato XML. Ricordiamo altresì che ogni fattura elettronica deve essere firmata dal professionista o dall’impresa mediante firma digitale. L’unica ammessa per legge e che dà ufficialità al documento.

Come si invia una fattura elettronica B2B

Una volta che il contribuente titolare di Partita IVA ha generato il file xml che contiene una o più fatture, l’operatore economico può trasmettere la fattura elettronica tra privati con il Sistema di Interscambio o altro software. Dopo averla inviata, occorre trasmettere il file e l’emittente dovrà attendere la conferma dell’avvenuta ricezione del file mediante l’applicazione presente nella sezione strumenti SdI. O tramite altri portali quali Fisconline o Entratel, anche essi ideati ed autorizzati dalla Agenzia delle entrate.

Siamo certi che sarà più semplice da farsi che da dirsi. Occorre solo verificare se la fattura elettronica tra privati partirà a tutti gli effetti dal prossimo anno.

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