Crypto Winter: Exchange in caduta libera del 39% nel primo trimestre 2026
Tre mesi. Seicentoventidue miliardi di dollari evaporati. E la sensazione, sempre più diffusa tra gli operatori del settore, che questa volta non si tratti di una correzione passeggera.
Il report trimestrale di CoinGecko sul Q1 2026 è arrivato oggi e non lascia molto spazio all’ottimismo: il mercato delle criptovalute ha attraversato uno dei trimestri più duri degli ultimi due anni, con i grandi exchange centralizzati che hanno visto i loro volumi ridursi quasi della metà e il valore complessivo del mercato scendere ben sotto i 2,5 trilioni di dollari.
Eppure, a guardare bene i dati, qualcosa di interessante sta emergendo sotto la superficie. Le stablecoin reggono, i derivati sulle commodity esplodono, e il mercato sembra stia cercando nuovi elementi per ritornare a crescere.
Quasi 3 trilioni di volumi svaniti in tre mesi
Partiamo dai numeri, perché sono quelli che fanno più impressione. I primi dieci exchange centralizzati al mondo, ovvero Binance, Bybit, OKX, Coinbase, HTX e gli altri, hanno scambiato in totale 2,7 trilioni di dollari nel primo trimestre. Sembra tanto, ma è quasi la metà dei 4,5 trilioni registrati nell’ultimo trimestre del 2025. Un crollo del 39,1% in tre mesi.
Il volume medio giornaliero si è fermato a 117,8 miliardi di dollari, 27,2% in meno rispetto ai tre mesi precedenti.
E il mese di marzo? Il peggiore di tutti: solo 800 miliardi scambiati, un livello che non si vedeva da novembre 2023, quei giorni cupi subito dopo il tracollo di FTX. HTX ha fatto peggio di tutti, perdendo il 55% dei volumi: un segnale che la sua marginalizzazione nel panorama globale sta diventando strutturale.
A guidare il calo, due fattori che raramente fanno bene ai mercati.
Il primo: la nomina di Kevin Warsh alla presidenza della Federal Reserve, interpretata dagli investitori come un segnale di politica monetaria più restrittiva.
Il secondo: il conflitto USA-Iran-Israele, che ha tenuto alta l’incertezza geopolitica per tutto il trimestre, spingendo capitali verso asset rifugio più tradizionali.
Ecco i migliori CEX del mercato:
Migliori Exchange Crypto
Mercato dimezzato dai massimi: -44% dal picco di Ottobre
La capitalizzazione totale del mercato crypto ha chiuso marzo a 2,4 trilioni di dollari. In termini assoluti, il trimestre ha bruciato 622 miliardi di dollari di valore.
Se poi si guarda al quadro complessivo, la prospettiva è ancora più negativa: rispetto al picco di circa 4,3 trilioni toccato nell’ottobre 2025, il mercato ha perso oltre il 44%.
Bitcoin ha lasciato il 22% nel trimestre, scendendo dai circa 95.000 dollari di fine 2025 agli attuali 74.000-75.000 dollari. Il massimo storico, fissato il 6 ottobre 2025 a 126.198 dollari, sembra lontanissimo.
Ethereum ha fatto ancora peggio: -43% rispetto ai massimi, con il prezzo attorno ai 2.300-2.360 dollari.
Eppure, stranamente, chi ha investito in barili di petrolio si è portato a casa un +76,9%. Il greggio Brent è stato l’asset più performante del trimestre, con i mercati tradizionali (Nasdaq -7,1%, S&P 500 -4,8%) che hanno tutto sommato tenuto molto meglio del mondo cripto.
Le stablecoin resistono, Hyperliquid sorprende tutti
Anche se molti dati son negativi, le stablecoin hanno tenuto bene.
La loro capitalizzazione complessiva è rimasta pressoché invariata a 309,9 miliardi di dollari. Ma al loro interno si agitano correnti interessanti: USDT ha registrato la sua prima riduzione dell’offerta dal secondo trimestre 2022, scendendo dell’1,6%.

USDC invece ha continuato a crescere, guadagnando il 2,4% e portandosi a 77,1 miliardi di dollari, un segnale di fiducia istituzionale verso la stablecoin di Circle, che tuttavia in questi giorni si trova al centro di una delicata causa legale legata all’hack di Drift Protocol.
Il dato più sorprendente del report, però, riguarda Hyperliquid. La piattaforma di derivati decentralizzata ha visto i contratti perpetui sulle commodity, petrolio, gas naturale, materie prime fisiche, raggiungere circa il 30% del suo open interest totale.
Non è un dettaglio da poco: significa che i trader stanno usando infrastrutture blockchain per scommettere sui mercati tradizionali. Il confine tra finanza cripto e finanza classica si sta assottigliando in modo molto concreto.
Aprile apre con qualche spiraglio
Nonostante tutto, aprile ha portato qualcosa di nuovo. La tregua tra USA e Iran ha fatto scendere il prezzo del petrolio, fatto rimbalzare i mercati azionari verso nuovi massimi storici e riacceso un po’ di ottimismo anche nel mondo cripto.
Bitcoin ha recuperato dai minimi intorno ai 67.000 dollari fino a sfiorare i 76.000. Gli ETF spot americani continuano a registrare afflussi: BlackRock IBIT ha catturato quasi 292 milioni di dollari in una singola sessione.
E il nuovo Morgan Stanley Bitcoin Trust ha superato i 103 milioni di dollari in appena sei giorni.

Che sia l’inizio di un nuovo ciclo o solo un rimbalzo tecnico, per ora è presto per dirlo. La scadenza della tregua il 22 aprile, le prossime mosse della Federal Reserve e i dati macro globali diranno molto sulla direzione dei prossimi mesi.
Quello che è chiaro è che il mercato crypto sta forse aspettando il momento giusto per ripartire. Il crypto winter non è finito ma occhio a cosa potrebbe accadere nelle prossime settimane.
Disclaimer: le previsioni degli analisti non devono essere considerate come un consiglo finanziario, ognuno deve fare le proprie valutazioni in tema di investimenti.
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