Evasione Fiscale tra accordi e annunci

locker in a bank vault

L’evasione fiscale, sebbene sia un tema poco calcato in campagna elettorale, può essere considerato come il più grande problema italiano. L’evasione fiscale “ruba” alle casse dello Stato circa 300 miliardi di euro all’anno. Una cifra spaventosa, considerando che la spesa annuale è di 800 miliardi e che il debito pubblico è di 2000 miliardi. Una cifra che dovrebbe farci vergognare nei consessi europei: l’Italia rappresenta circa un sesto degli abitati dell’Unione Europeo ma produce un terzo dell’evasione fiscale di tutta Europea (poco sotto i 1000 miliardi).

Sono pochi i politici che brandiscono in campagna elettorale il tema dell’evasione fiscale. Uno di questi è Bersani che, pur sottolineando la necessità di risolvere il problema, fatica a mettere in campo nuove idee. Un’idea che certamente farà scalpore è quella di riservare il carcere per i casi più gravi (ad oggi si prevedono solo multe salatissime). Il leader del Partito Democratico e della coalizione di centrosinistra Italia Bene Comune ha comunque evidenziato la difficoltà di adottare un provvedimento simile: l’evasione fiscale è endemica e servirebbero troppe carceri. Certo i numeri degli evasori (piccoli grandi e totali che siano) sono impressionanti: il 42% delle barche di lusso sono in possesso di persone che dichiarano un massimo di 20mila euro all’anno (ossia 27 milioni di contribuenti). E’ evidente che qualcosa non va.

Mentre i politici fanno annunci e temporeggiano – sono altri i temi che spostano voti in campagna elettorale – ai piani più bassi dell’amministrazione si notano i primi segnali incoraggianti. E’ di recente stipula l’accordo tra l’Agenzia delle Entrate e un gran numero di associazioni di categoria. Ecco una lista esaustiva: Rete Imprese, Confartigianato, Confcommercio, Casartigiani, Cna, Confesercenti. L’accordo prevede l’ampliamento dei servizi telematici (che l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione degli iscritti agli ordini) e una più completa assistenza per i contribuenti appartenenti alle associazioni. In questo modo si spera di evitare errori nelle procedure che possono portare, sia in malafede che in buonafede, all’evasione fiscale.

Insomma, l’Agenzia delle Entrate dismette le vesti di figura oppressiva e si pone accanto alle imprese e agli imprenditori per assisterli nel processo, spesso complicato, del pagamento delle imposte. In una nota dell’Agenzia, infatti, si legge: “L’Agenzia si impegna a fornire risposta alle richieste di assistenza inviate tramite Pec o di riesame di irregolarità e delle cartelle di pagamento inviate attraverso “Civis” entro 10 giorni lavorativi”.

Ovviamente, siamo tutti in attesa di provvedimenti più corposi e in grado di recuperare denaro sufficiente a colmare i buchi di bilancio e a garantire un welfare decente.