Europee 2014: le proposte Economiche dei tre poli

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Le elezioni europee del 2014 si avvicinano. Si tratta di un appuntamento doppiamente importante. Importante perché, ovviamente, il Parlamento Europeo è l’unico organo dell’UE eletto dai cittadini ma è importante perché l’Europa, specie dal punto di vista economico, assume oggi una valenza straordinaria. Nel bene e nel male.

Nel bene, l’Unione Europea è il faro che guida, saggiamente, i singoli paesi europei, sebbene questa sia un’interpretazione che appartiene a uno sparuto manipolo di ultra-europeisti – e a molte élite governative.

Nel male, l’Unione Europea è l’origine di tutti mali, l’istituto che ha imposto l’austerity e quindi disoccupazione, povertà e quant’altro.

Ovviamente sono due estremi. Tra – e attraverso – questi si muovono i programmi dei partiti circa l’economia dell’Unione Europea. In Italia, attualmente, abbiamo tre poli: il centrodestra, il centrosinistra, il Movimento 5 Stelle. Le loro posizioni e, soprattutto, le loro promesse sono abbastanza disomogenee. Ecco cosa propongono in vista delle elezioni europee.

Centrodestra. Questo schieramento comprende Forza Italia, Lega, Nuovo Centrodestra. Riguardo a quest’ultimo partito le posizioni europee non sono ben chiare. E’ nato per essere filo-governativo, dunque non dovrebbe allontanarsi troppo dal mainstream imposto da Bruxelles. Discorso a parte per il partito di Berlusconi e per quello di Salvini. La loro posizione è di netta critica nei confronti dell’impianto europeo. Peccato, però, che a muovere le loro azioni e le loro parole sia una spinta decisamente populista. Si conoscono, ad oggi, solo gli slogan ma nessuna proposta concreta. In genere si va dalla fine dell’euro a una semplice rivisitazione dei trattati europei.

Centrosinistra. Pd e poco altro. Sel, infatti, ha deciso di porsi tra le sinistre radicali (Tsipras e soci). Per conoscere le proposte del Partito Democratico è sufficiente andare a leggere l’ultimo programma di colui che oggi è il segretario: Renzi. Il programma delle primarie conteneva molta “Europa”. Anche qui – è un vizio dell’Italia o solamente mancanza di idee – tutto appare molto generico, ma qualcosa di concreto c’è. Nella fattispecie, nel testo presentato al Congressi Pd di qualche mese fa si legge “allargamento del mandato della Bce”. Renzi, in estrema sintesi, vorrebbe trasformare la Bce in un qualcosa di molto simile alla Fed, dunque dotarla di strumenti di politica monetaria non solo accomodante (come già è) ma anche espansiva.

Movimento Cinque Stelle. Paradossalmente, è l’unico partito – o formazione politica – la cui proposta sull’Europa è chiara. Certo, magari non condivisibile, ma chiara. Il paradosso sta nel fatto che in genere i grillini vengono tacciato di nullafacenza o di populismo.

Cosa vuole Grillo per l’Europa? La risposta è: “tante cose”. Innanzitutto, vuole eliminare il Fiscal Compact, considerato (non certo a torto) un vero e proprio strumento di morte. In secondo luogo, vuole scompattare l’euro in almeno due monete; una che sia attiva nei paesi “forti” e un’altra, più debole, che sia attiva nei paesi più “deboli”, come l’Italia, la Spagna, la Grecia e il Portogallo. Tutto ciò per ridare ai singoli Stati una sovranità monetaria che certo oggi non hanno. Propone, dunque, a mo’ di corollario, una sorta di intesa tra i paesi del Sud Europa, in modo da creare politiche monetarie condivise e autonome dalla Germania.

Grillo chiede anche la modifica dei trattati, soprattutto per quanto riguarda la regola del 3% del deficit e il congelato del debito.

Vuole la Luna? Per ora sì, ma è sicuro che se il Movimento 5 Stelle riuscisse a conquistare un risultato incredibile allora la Luna apparirebbe molto più vicina

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