Europa: le soluzioni d’emergenza per la Grecia

L’Europa avrebbe già pronto un piano d’emergenza per salvare la Grecia. Le recenti trattative, infatti, non sono certo andate  a buon fine, e la preoccupazione mondiale è ormai evidente. Per questo m0tivo si inizia a discutere sulle possibili, e future, mosse di Atene. Queste potranno essere semplicemente volute. Oppure imposte.

Già, perchè senza il pagamento al Fondo Monetario Internazionale (previsto per fine mese), è assolutamente evidente come le quotazioni delle attività finanziarie greche perderebbero velocemente terreno. Una situazione pronta ad innescare un effetto “domino” devastante.

Già, perchè se questa situazione si dovesse verificare, la qualità dei collaterali che le banche greche dovrebbero offrire alla Banca nazionale greca per ottenere liquidità di emergenza (rinominate Ela) peggiorerebbe senza altra soluzione.

In questo scenario “apocalittico”, la Grecia potrebbe seguire solo un’unica strada, ovvero quella intrapresa da Cipro nel marzo del 2013. In quel periodo le circostanze erano sicuramente un po’ diverse (la crisi era prettamente bancaria), ma in quel caso il governo dovette introdurre nuovi controlli di capitali, e in alcuni casi anche sui cambi al fine di evitare evasioni all’estero. Non solo: il governo chiuse le banche per evitare le corse agli sportelli, nazionalizzandole e ricapitalizzandole.

Successivamente venne introdotto anche un prelievo forzoso fatto sui conti correnti e sui depositi non coperti da garanzia (in quest’ultimo caso, però, la richiesta arrivò direttamente dalla Troika). La recessione di Cipro, quindi, fu evidente e molto profonda.Tuttavia, lo stesso scenario potrebbe accadere anche alla Grecia: l’Unione Europea sarebbe pronta ad imporre al paese ellenico la chiusura delle banche, e i controlli di capitale. Al momento, Atene ha smentito la possibilità, ma la situazione potrebbe molto presto diventare una “questione” di cui parlare.Secondo alcune indiscrezioni, però, il Governo Tsipras avrebbe già elaborato un piano simile. Di sicuro, se entro la fine del mese il presidente della Grecia e l’Unione Europea non troveranno un accordo per salvare Atene, sarebbe d’obbligo far scattare un piano di emergenza.Quest’ultimo riguarderebbe, senza ombra di dubbio, l’introduzione dei controlli di capitali, e probabilmente la chiusura delle banche stesse. Una situazione davvero drammatica e, soprattutto, molto delicata.
Gli ultimi incontri, avvenuti a Bruxelles, tra il ministro delle finanze greco Varoufakis e i più alti esponenti dell’Unione Europea non hanno avuto esiti positivi. Non solo: le recenti dichiarazioni di Tsipras hanno ulteriormente arroventato le polemiche innescate negli ultimi giorni. L’Eurogruppo giovedì si riunirà, ma prima di quel giorno (e ricordiamo che mancano meno di 48 ore al fatidico incontro), Tsipras troverà una soluzione?