Euro, primi segnali di una prossima debolezza

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La giornata di ieri ha offerto qualche interessante spunto valutativo per comprendere, finalmente, cosa potrebbe accadere a euro e dollaro nel corso dei prossimi mesi. L’euro ha infatti messo a segno una rilevante correzione, portandosi al di sotto di 1,37 EUR / USD e rompendo quindi i supporti tecnici indicati dagli analisti proprio a quota 1,3700 EUR / USD. La “colpa” di questo deprezzamento è attribuibile più che altro alla BCE e non, come superficialmente si potrebbe immaginare, ai deludenti dati tedeschi.

La pubblicazione dello ZEW, con un calo maggiore delle aspettative, era infatti servito a deprezzare l’euro solo fino a quota 1,3740 EUR / USD, senza pertanto contribuire a minare la quota 1,3700. Il movimento più ampio è invece avvenuto sulla scia della diffusione della notizia, da parte del Wall Street Journal, dell’indiscrezioni Bundesbank, che avrebbero mostrato apertura a favore di un significativo stimolo da parte della Banca Centrale Europea già nel corso del mese di giugno in caso di una revisione al ribasso delle previsioni di inflazione sul 2016. Si tratterebbe dunque di indicazioni molto analoghe a quelle già fornite da Draghi giovedì scorso al termine della riunione BCE: contrariamente a quanto si pensava, tuttavia, ribadire spesso il concetto è stato molto importante per poter impattare più a lungo sul mercato.

Di contro, ieri il dollaro ha conseguito un ulteriore apprezzamento guidato proprio dalla correzione dell’euro e dalla tenuta del biglietto verde sui dati delle vendite al dettaglio, più deboli di quanto ci si potesse attendere, ma con buona resistenza conseguente della valuta a stelle e strisce. La sterlina ha in parte seguito l’euro, ma la mancanza di supporti interni ha limitato il suo deprezzamento in termini molto più limitati, riuscendo in tal modo a inaugurare un nuovo massimo contro la moneta unica.

Per quanto infine riguarda lo yen, la valuta giapponese sta faticando parecchio a scendere contro dollaro. Attendiamo comunque una regressione delle quotazioni della valuta giapponese nel corso delle prossime settimane, con il cambio USD / JPY che dovrebbe quindi portarsi intorno a quota 107 – 110 entro la fine dell’anno e, ancor prima, intorno ai 105 entro il pieno dell’estate.

Foto originale by blu-news.org