Euro sì o euro no? La terza via: le monete locali

monete-locali

Il dibattito in Italia come nella gran parte dell’Europa, soprattutto quella più disastrata dalla crisi economica, verte su una domanda in particolare: euro sì o euro no? E’ necessario uscire dall’euro per risollevare le economie nazionali? Tra i fautori dell’abbandono della moneta unica ci sono, almeno in Italia, i partiti che si dichiarano populisti. A favore dell’euro sono invece i partiti di Governo. Anche gli economisti si dividono, sebbene la maggior parte concordino nella necessità di “piantarla” con l’austerity.

In questa dialettica tra sovranità monetaria ed eurozona si inserisce, per ora abbastanza in sordina, una terzia via. Poco considerata, sì, ma potenzialmente rivoluzionaria: quella delle monete locali. A livello internazionale è sostenuta dal movimento Occupy Money, che fa capo a Margrit Kennedy, professoressa tedesca dell’Università di Hannover. A livello locale, il sostegno viene da quelle associazioni o movimenti che propugnano una qualche idea di federalismo e di autonomia locale. Ma pensare che il tema delle monete locali sia di dominio esclusivo dei “secessionisti” o vada ridotto a mera stravaganza autonomista, è sbagliato. Il concetto di moneta locale, almeno secondo la Kennedy e i suoi sodali, potrebbe rappresentare realmente la soluzione alle distorsioni dell’euro e la riduzione – all’insegna dell’equilibro – della diatriba tra europeisti ed euro-scettici.

C’è da dire che la moneta locale è già una realtà nel Regno Unito e, in misura assai minore, anche in Italia. Nel Bel Paese, ad esempio, abbiamo – limitatamente alla Sardegna – la valuta Sardex, ma oltre Manica si apprezzano monete locali in molte città che, lungi dal rappresentare un mero richiamo turistico, donano vigore e sostentamento all’economia del posto.

Ma in che cosa consiste una moneta locale? Si tratta sostanzialmente di una moneta da affiancare a quella principale, in questo caso all’euro. Per il resto è una moneta vera e propria, con l’unica differenza che, almeno sotto alcuni aspetti, è limitata.

Per moneta si intende una “merce” che funge assolve a tre funzioni: mezzo di scambio tra altre merci, riserva di valore, unità di conto per stabilire il valore di altre merci. Ebbene, la moneta locale, per essere tale, non deve assolvere alle ultime due funzioni. Il suo scopo, infatti, è quello di stimolare le economie locali, dunque non deve sostanziare riserve di valore, perché creerebbe denaro “immobile” e non investito; non deve nemmeno fungere da unità di conto, perché altrimenti “pesterebbe” i piedi all’euro. Inoltre, proprio per la sua natura di “catalizzatore”, la moneta locale deve, per l’appunto, essere limitata a una certa zona.

Ovviamente, sono in molti a pensare che una siffatta soluzione sia inutile o addirittura dannosa. Dannosa perché si porterebbe in essere una circolazione di liquidità che non è sotto controllo e, in fondo, nemmeno controllabile. I “localisti” replicano a questa critica asserendo che la quantità di valuta “alternativa” è minima rispetto a quella ufficiale e quindi non in grado di provocare, per esempio, processi inflattivi.

C’è poi, una barriera dal punto di vista ideologico. Com’è stato anticipato all’inizio di questo articolo, all’idea di moneta locale è legata quella di federalismo, autonomia e, in alcuni casi, di scontro con le autorità centrali. Si tratta di associazioni azzardate, non corrispondenti al vero, come dimostrato dagli scritti di Margrit Kennedy, che tendono a sottolineare un connubio (e non uno scontro) tra monete ufficiali e monete locali.

Responsabilità: L'autore dell'articolo pubblicato su webeconomia.it esprime le sue libere opinioni in merito alle analisi in oggetto. Dichiara che tutte le considerazioni fatte all'interno del post e le eventuali altre analisi sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e raccomandazioni di investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di invstimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali. L'Utente, quindi, solleva lo staff di webeconomia.it e i suoi autori dalla responsabilità di qualunque perdita o danno subito legato ad attività di investimento che scaturisce dalla consultazione dei dati contenuti nel sito.

3 commenti

  1. La migliore soluzione sarebbe togliere tutte le monete dalla circolazione, dotare ciascuna persona di una carta come quella del codice fiscale o di una carta bancomat che contenga tutti i dati personali compresa la foto e patente, i punti sulla patente, stato di famiglia, di residenza ed altro, con cui si paga e si acquista ogni cosa senza digitare il codice ma imprimendo il dito per il riconoscimento dell’impronta digitale.Ognuno avrà un conto dove riceverà i soldi con lo stesso sistema di come si fa oggi pagando col bancomat che trasferirà o pagherà con la firma dell’impronta digitale invece del codice.Nessun medico, industriale o società potrà più evadere, nessuno può portare all’estero una moneta che non esiste, tutti pagheranno le tasse ma sicuramente in modo assai minore e con benefici per tutti.La tecnologia per questo già esiste basterebbe applicarla saremmo tutti più uguali e più onesti.Il cambiamento di questo sistema metterebbe in moto una industria del settore che risveglierebbe l’economia, la circolazione della moneta, del lavoro e di tutto.Una moneta virtuale che ci renderà più liberi, primo o poi succederà come stanno le cose sarà inevitabile.

LEAVE A REPLY