Euro ai minimi da 4 mesi

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L’euro ha toccato il livello minimo nel corso degli ultimi quattro mesi nei confronti del dollaro: a pesare sull’andamento delle quotazioni della valuta unica europea sono soprattutto le turbolenze che si aggirano intorno a Cipro, con una ristrutturazione del debito sempre più ardua.

Sempre in ambito continentale, registriamo l’ottimo passo in avanti da parte del fiorino ungherese, che ha guadagnato notevolmente contro l’euro (per un trend record dallo scorso mese di gennaio), grazie al taglio dei tassi di interesse di riferimento da parte della Banca Centrale: una riduzione di 25 punti base, al 5 per cento, che ha consentito al fiorino di rafforzarsi fino a 304,34 per euro.

Per quanto concerne invece l’andamento delle valute extra continentali, segnaliamo il passo indietro dello 0,4 per cento da parte della rupia indiana: un trend che sembra poter essere prolungato, almeno fino a quando il governo non mostrerà sufficienti rassicurazioni sulla sua capacità di contrastare il deterioramento del deficit pubblico. Gli andamenti evolutivi più interessanti sembrano invece esser relativi al won sud coreano, che ha guadagnato terreno nei confronti del dollaro statunitense, toccando il livello record negli ultimi due settimane.

Tornando in sede europea, recente è il nuovo declassamento da parte dell’agenzia di rating Fitch verso le due maggiori banche cipriote, Bank of Cyprus e Laiki Bank. Un fatto dovuto – osservano i più – conseguente alla ristrutturazione che porterà sostanzialmente allo smantellamento della seconda banca e alla fusione dei suoi asset sani (la c.d. “good bank”) con la prima. Pesanti le perdite imposte ai creditori privati dei due istituti di credito, con quelli della terza banca maggiore dell’isola, la Hellenic Bank, che iniziano a fare i conti con le maggiori paure.

Proprio le più note banche di Cipro continueranno ad essere oggetto di forte monitoraggio ancora per tanto tempo, così come, per lungo periodo, si cercherà di monitorare il flusso di denaro dall’isola. Intanto, al fine di arginare l’emorragia di contante, i prelevamenti agli sportelli sono stati finora limitati tra i 100 e i 120 euro. Per quanto invece concerne il prelievo forzoso sui conti correnti, una indiscrezione suggerisce che questo possa essere innalzato fino al 40 per cento per i depositi più ricchi: in cambio, i depositanti dovrebbero ottenere delle azioni delle banche debitrici che, pertanto, andrebbero quindi a contribuire a salvare.

Oltre che il rating delle banche, Fitch minaccia altresì di procedere a un declassamento del rating del Paese, attualmente giudicato in “b”, ma indebolito da un rating watch negativo che profuma di ulteriore deterioramento del giudizio.

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