Euro forte: vantaggi e svantaggi per l’economia

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L’Euro non può essere svalutato direttamente. Questo perché la BCE non può “stampare” moneta (creare moneta significa creare inflazione). Negli altri paesi, però, si può fare. Ciò causa qualche problema: il valore della nostra moneta è in mano ad altri.

L’Euro è scambiato ora a circa 1,33 dollari. Molti pensano che entro pochi mesi potrà essere raggiunta quota 1,40, e ciò dipende da quel che accadrà negli USA piuttosto che da quel che accadrà in Europa. Perché gli Stati Uniti hanno questo potere sull’Euro? E quali sono i vantaggi e gli svantaggi di una moneta forte?

Gli Stati Uniti possono svalutare la propria moneta. A farlo è, ovviamente, la banca centrale del grande paese americano, la Federal Reserve. Lo strumento è quello classico: la “stampa” di moneta, quindi l’acquisto di titoli di debito americani e l’immissione di denaro in circolazione. Svalutare il dollaro, però, significa rivalutare l’euro. Il motivo è intuitivo: in uno scontro tra due termini, se uno si indebolisce l’altro si rinforza. Il valore dell’euro potrebbe aumentare anche rispetto ad altre valute importanti, come lo Yen. Probabilmente accadrà proprio questo: la Fed ha promesso 85 miliardi al mese di nuova moneta fino a quando l’occupazione scenderà al 6,5 ma è un procedimento lungo e quindi “l’irroramento” è destinato a durare; la Bank of Japan ha presentato un piano di creazione di moneta a lungo termine.

Insomma, lo scenario è il seguente: un Euro sempre più forte. Il vantaggio è, almeno nell’immediato, per i cittadini europei. Viaggiare, soggiornare, comprare all’estero costerà sempre meno. Anche per lo Stato, a brevissimo termine, vi saranno benefici: l’Europa, specie l’Italia, importa molto e una moneta forte garantisce l’acquisto di beni a un minor costo.

I problemi, e dunque gli svantaggi, sono però più numerosi e seguono a breve distanza di tempo i benefici fin qui descritti. In primis, una moneta forte compromette due delle quattro voci che compongono il PIL: bilancia commerciale e investimenti. La bilancia commerciale, in presenza di una moneta forte, tende al negativo, poiché esportare è più difficile, visto che la merce ha un prezzo più alto fuori dai confini nazionali (o europei). Gli investimenti, analogamente, vengono ostacolati perché un’impresa estera per – poniamo come esempio – costruire da noi spenderebbe molti di più che costruire nel paese d’origine, dovendo pagare necessariamente con la moneta forte. Anche il benefit dell’import, presto o tardi, perde la sua dimensione: molte aziende italiane, per esempio, importano materia prima per poi trattarla e infine per vendere il prodotto finito all’estero. Ma se all’estero la nostra merce costa troppo, allora si venderà di meno e il vantaggio dell’import “scontato” si dissolverebbe come neve al sole.

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