EUR / USD, previsti deprezzamenti nei prossimi giorni

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Apriamo la settimana con una nostra periodica analisi sull’evoluzione del cambio EUR/USD. Iniziamo con il decifrare cosa accadrà sul territorio statunitense dove – salvo inconvenienti e clamorose sorprese – la settimana non offrirà grandi spunti. Mercoledì è previsto il discorso del numero 1 della Fed, Yellen, e la pubblicazione dei verbali FOMC; giovedì si attendono i dati sulle case, mentre tra martedì e venerdì potrebbero esservi alcune dichiarazioni da parte dei membri Fed. Stando alla povertà di spunti, riteniamo che, complessivamente, il biglietto verde possa consolidare il recupero ottenuto nel corso delle ultime settimane.

Maggiore attenzione sul fronte euro. La valuta unica europea è oramai posta con le spalle al muro, e il taglio del refi a giugno potrebbe diventare via via sempre più probabile. È quindi possibile che la pressione generata sull’euro possa portare a un ulteriore abbassamento del cambio EUR / USD, ribassando i livelli minimi della scorsa settimana (quando il cambio toccò quota 1,3648) e avvicinandosi a 1,3550. A fornire una mano al deprezzamento della valuta unica potrebbero essere i dati PMI flash dell’area euro attesi per giovedì e l’IFO tedesco attedo per venerdì. Entrambi i dati statistici sono previsti in leggero calo: uno scenario che, se confermato, potrebbe permettere una flessione del cambio verso i livelli sopra anticipati.

Per quanto invece concerne la sterlina, è probabile che la settimana possa offrire degli elementi di grande attenzione e significatività nella conduzione delle interpretazioni sul cambio nei confronti del dollaro. In particolare, domani escono i dati sull’inflazione (l’attesa è di un lieve e contenuto aumento), mentre mercoledì verranno pubblicati i dati relativi alle vendite al dettaglio, previste in buon miglioramento. Non ci attendiamo invece novità dai verbali della Bank of England, considerato che quanto era possibile dire è già stato espresso nell’inflazione report della scorsa settimana. Giovedì verranno inoltre pubblicate le nuove previsioni sull’andamento del Pil, in attesa allo 0,8% su base trimestrale.

Per quanto riguarda lo yen, vale lo stesso discorso già avviato per il dollaro: la settimana offre davvero pochi spunti per poter valutare un eventuale andamento positivo o negativo. Il cedimento di breve termine della valuta giapponese è abbastanza improbabile, a meno che dal territorio statunitense non vengano pubblicate statistiche particolarmente positive (o, di contro, in Patria escano fuori indicazioni negative della crescita nipponica del secondo trimestre).

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