EUR / USD, pesa ancora incertezza politica italiana

La situazione politica italiana incerta influenza ancora pesantemente i mercati e il cambio EUR / USD. Sono passati ormai quasi tre mesi dal voto del 4 marzo e la situazione è ancora in alto mare. Sergio Mattarella ha provato prima egli stesso un mandato esplorativo, per poi affidarlo ai due Presidenti delle due Camere Fico e Alberti Casellati. Ma nulla. Ancora un altro giro di tentativi e ancora niente. Fino a quando il Movimento cinque stelle ha aperto un dialogo con la Lega, che fino a quel momento parlava solo in termini di coalizione.

Le due parti politiche hanno così stilato un programma e una lista di Ministri. Ma il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha posto il veto sul nome di Paolo Savona come Ministro dell’economia. In quanto, malgrado la sua lunga esperienza istituzionale, in passato ha avuto parole pesanti contro Euro e Germania. Il M5S ha addirittura avanzato l’ipotesi di stato di accusa nei confronti del Presidente, in base alla legge costituzionale n.1 del 1953, e avrebbe rischiato addirittura il carcere a vita.

E così si è tornati “capo dodici”, con Mattarella che ha deciso di affidare il mandato di formare un Governo a Carlo Cottarelli, un tecnico che in passato ha già rivestito il ruolo di Commissario alla spending review. Tuttavia, anche il suo incarico sembra in bilico, poiché non avrebbe comunque una maggioranza in Parlamento. Pertanto, si paventa una ipotesi voto addirittura il prossimo luglio.

Infatti, l’iter potrebbe essere questo: Cottarelli verrebbe richiamato sul Colle per giurare con i suoi ministri. Seguirebbero dibattito in Parlamento, scontatissima bocciatura e scioglimento immediato delle Camere. E voto il 29 luglio. La fretta è dettata dal fatto che lo Spread ha già sfondato quota 300, cosa che non accadeva da quel terribile 2011. E aspettare ad ottobre significherebbe ritrovarsi già la Troika a Roma.

Tuttavia, anche andando al voto a luglio, si rischierebbe non solo un’altissima astensione ma anche un risultato elettorale simile a quello di adesso. Se non più evidente. Con M5S e Lega che si vedrebbero aumentare il consenso in nome di un risentimento anti-europeo cresciuto e che non si vedrebbero accordare la propria squadra di Governo da Mattarella.

L’unico modo per uscire da tutto ciò è ritirare il nome di Savona e mettercene un altro. Come in un primo tempo aveva chiesto lo stesso Mattarella. Ad esempio, il nome di Giorgetti, vice di Salvini, all’economia. Sebbene pare che egli stesso non se la senta di andare in Europa a fare il moderato.

Ammesso e non concesso poi che il governo M5S-Lega si faccia, non è detto che ciò calmi i mercati. In quanto l’establishment europeo e mondiale lio vede come un esecutivo di improvvisati, populisti e anti-europeisti. Insomma, la situazione è seria e pure grave. Il tutto però fa capire quanto ormai ci sia una sospensione della democrazia e ogni elezione è pesantemente influenzata da Bruxelles.

EUR / USD risente di situazione italiana

L’incertezza politica italiana ha stimolato nuove vendite dell’euro negli scambi europei martedì, con la moneta unica in calo rispetto a tutte le sue principali controparti. La coppia EUR / USD ha toccato un minimo di 10 mesi prima di rimbalzare leggermente davanti all’handicap 1.15. La coppia è al passo per realizzare una settima settimana consecutiva di perdite in assenza di una ripresa evidente.

Le linee guida relative alla politica italiana hanno dominato i mercati mentre gli investitori sono fuggiti dalle attività a rischio. I mercati azionari erano sotto pressione a livello globale, mentre le valute di rifugio sicure come lo yen giapponese e il franco svizzero hanno sovraperformato. Le sofferenze politiche dell’Italia si sono estese ai mercati obbligazionari, con il differenziale dei rendimenti dei titoli italiani e tedeschi che si è ampliato al livello più alto dal 2014.

I titoli del Tesoro USA sono diminuiti, con rendimenti decennali attorno al 2,8%. Ad eccezione delle valute rifugio , il dollaro USA ha guadagnato tra le sue principali controparti nella sessione europea di oggi. La coppia EUR / USD ha toccato un minimo di 1,1510 nei primi scambi, mentre la coppia GBP / USD ha toccato un minimo di sei mesi vicino a 1,32 prima di trovare alcuni acquirenti. Le perdite prolungate di USD / JPY sono scese sotto l’handle di 109,00. La coppia ha avuto una brusca inversione all’inizio della scorsa settimana da un picco di 111.40 e ha pubblicato una candela ribassista sul grafico settimanale, fornendo un suggerimento tecnico di continuazione ribassista questa settimana.

I driver politici sono emersi per EUR / USD proprio quando il tema delle divergenti aspettative di politica monetaria ha iniziato a svanire. In aprile, i partecipanti al mercato si aspettavano che la Banca centrale europea seguisse la Federal Reserve nel restringere la politica monetaria, fissando completamente un rialzo dei tassi in Europa per il giugno 2019. Le aspettative sono state respinte, con i mercati che abbandonano il punto di vista della stretta globale sincronizzata e non cercando un aumento di 10 punti base fino a ottobre del prossimo anno. Allo stesso tempo, i tori dell’euro sono stati persistenti, almeno nei mercati dei futures.

L’ultimo rapporto di Commitment of Traders (COT) ha rivelato che la posizione netta dell’euro detenuta tra le società non commerciali è diminuita per la quinta settimana consecutiva. Tuttavia, i lunghi lordi in euro rimangono sostanzialmente invariati rispetto ai dati COT pubblicati all’inizio del mese. Con gli orsi dell’euro che dominano i cambiamenti di posizionamento nella moneta unica, EUR / USD rimane a rischio di una breve contrazione, anche se la moneta unica è già in pista per registrare la peggiore performance tra le major di questo mese.

Le scommesse ribassiste sul dollaro sono state ridimensionate considerevolmente nel corso del mese, come evidente nei turni di posizionamento in altre principali valute. La sterlina britannica rimane l’unica altra valuta principale che mantiene una propensione rialzista tra i commercianti di futures, anche se un debole pregiudizio considerando la dimensione della posizione.

La sterlina è tenuta a lungo da circa 6.000 contratti rispetto all’euro, che è detenuto al netto da 110.000 contratti. US. i dati riportati martedì sono risultati in linea con le attese. Il Conference Board ha rivelato un aumento dell’indice di fiducia dei consumatori negli Stati Uniti per maggio a seguito di un modesto calo al ribasso in aprile. I dati non hanno avuto un impatto significativo sul tasso di cambio. Il rilascio economico del mercato di questa settimana sarà probabilmente il rapporto sui posti di lavoro degli Stati Uniti, in programma per l’uscita nei primi scambi nordamericani il venerdì.

Altre pubblicazioni degne di nota di questa settimana includono dati preliminari sul PIL negli Stati Uniti nonché dati sulle vendite al dettaglio e sull’inflazione in Europa. L’indicatore di inflazione preferito dalla Fed, l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali di base, sarà pubblicato giovedì, anche se il rilascio spesso accompagna una muta reazione nei mercati valutari.

Da un punto di vista tecnico, EUR / USD si sta avvicinando al supporto maggiore trovato in tempi più lunghi telai. Nello specifico, la coppia di valute si avvicina ad una zona di confluenza maggiore trovata su un grafico settimanale vicino a 1,1450. Un livello orizzontale si trova lì che è stato responsabile di inversioni multiple sia nel 2015 che nel 2016.

Inoltre, il livello segna il punto a metà strada tra il minimo pubblicato all’inizio dello scorso anno e il massimo di quest’anno. Leggermente al di sotto del livello, si vedono due medie mobili ben guardate che convergono per fornire supporto aggiuntivo.

Le medie mobili settimanali a 100 e 200 periodi si trovano rispettivamente a 1.1409 e 1.1429. Ricordiamo che una convergenza delle stesse medie mobili su un grafico mensile entrò in gioco nel primo quarto, quando la coppia era nel bel mezzo di ritagliarsi una cima.

Nel momento in cui scriviamo, il cambio EUR USD è fissato a 1,15.

EUR USD analisi tecnica

Inversione del rischio EUR / USD: tendenza al ribasso più forte da aprile 2017. Le inversioni del rischio delta un mese di EUR / USD 25 (EUR 1MRR) sono scese a -1,3 il mercoledì 30 maggio – il livello più basso dal 24 aprile 2017. Le inversioni di rischio si sono attestate a -0,5 due settimane fa. Il calo da -0,5 a -1,3 rappresenta l’aumento premio di volatilità implicita o aumento della domanda per gli euro put (scommesse al ribasso) a fronte del calo dell’EUR / USD da 1,20 a 1,1510. In realtà, gli investitori temono un calo più marcato del cambio EUR / USD e quindi probabilmente acquisteranno le put dell’EUR.

La moneta unica continua a scendere, guidata sempre più in basso dalla crescita dei rendimenti dei titoli italiani. Lo sconvolgimento politico in Italia e il reale rischio che le prossime elezioni siano viste come un referendum sull’EUR, stanno riportando la moneta unica ai minimi da più mesi.

Inoltre, l’EURUSD viene anche soppesato da un dollaro USA forte con il trading del paniere di dollari (DXY) al suo livello più alto da metà novembre. L’Italia tornerà alle cabine di voto entro la fine dell’anno nel tentativo di eleggere un nuovo governo e la paura a Bruxelles è che il voto sarà visto come un referendum sull’appartenenza dell’Italia all’UE.

Lunedì il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, ha dichiarato che le nuove elezioni “non saranno politiche, ma invece un vero e proprio referendum” tra persone che vogliono un’Italia libera e coloro che vogliono essere “servili e ridotti in schiavitù”. L’Italia è la terza economia più grande nella zona euro e l’ottava più grande per PIL nel mondo.

EUR USD continua a scendere con la coppia che si avvicina al minimo del 7 novembre a 1.1554. Il prossimo livello di resistenza ha preso il via a 1.1427, il doppio-top è stato effettuato a fine giugno 2017. Il recente ammasso di massimi inferiori e minimi inferiori continua a dipingere un’immagine negativa per la coppia, sebbene l’indicatore RSI sia attualmente ipervenduto e possa fornire un freno contro ulteriori pesanti cadute.

L’euro ha esteso le proprie perdite anche contro il franco svizzero.

Il tono negativo rimane intatto in particolare con il consolidamento vicino ai minimi quotidiani. Sembra probabile un test di 1.1500 durante la sessione asiatica, al di sotto del prossimo forte supporto potrebbe essere visto a 1.1475. Al rialzo, la resistenza immediata è vista a 1.1590 / 1.1600 e sopra a 1.1640. Un recupero superiore a 1,1,740 eliminerebbe il pregiudizio ribassista a breve termine.

Incertezza politica italiana pesa anche sulla Borsa

Mercoledì 30 maggio, Piazza Affari conferma il rialzo dell’apertura (Ftse Mib +0,6%) spinta da Italgas (+2%), dopo le considerazioni degli analisti di Berenberg e da Poste (+1,9%) e Intesa (+2,21%) dopo il calo dello spread a 268 punti, in vista di una possibile soluzione della crisi di governo. Lo spread tra il titolo italiano e quello tedesco ieri era volato fino a quota 313 punti ai massimi dal 2012.

Acquisti anche su Mediobanca (+2,58%), Moncler (+2,04%), Fineco (+1,81%), Banca Generali (+1,5%) e Pirelli (+1,28%). Deboli Saipem (-0,88%), Mps (-0,64%), Cnh (-0,54%) ed Stm (-0,54%), mentre sono invariate Unicredit e Ubi Banca. Tra i titoli a minor capitalizzazione sprint di Banca Ifis (+5,82%) e de Il Sole 24 Ore (+4%), in calo invece Mondadori (-1,33%) e Coima Res (-1,25%).

A livello europeo, Parigi cede lo 0,33% a 5.420 punti, mentre Francoforte (+0,21% a 12.693 punti) e Londra (+0,1% a 7.639 punti) sono in lieve rialzo.

Il petrolio resta sotto la soglia dei 67 dollari con la tempesta politica europea che si aggiunge alle valutazioni dell’Opec sul raggiungimento degli obiettivi dei tagli che avevano provocato i cali dei giorni scorsi. Le quotazioni del greggio Wti con scadenza a luglio restano sui livelli della chiusura di ieri a New York a 66,74 dollari al barile. Il brent scivola a74,81 dollari.

L’instabilità tocca anche l’oro sui mercati asiatici che risalgono verso quota 1.300 dollari l’oncia. Il lingotto con consegna immediata guadagna così lo 0,1% a 1.299,73 dollari l’oncia.

L’incertezza italiana pesa anche sull’Asia. A pesare soprattutto è il dubbio che l’Italia resti o meno nell’Ue. Sebbene, come detto dagli stessi protagonisti dell’attuale scenario politico italiano, la permanenza del nostro Paese nell’Eurozona non è messa in discussione.

I timori di una riapertura del dibattito sulla permanenza del Belpaese nell’Eurozona ha colpito oggi Tokyo (-1,52%), in rosso per l’ottavo giorno consecutivo, come non avveniva dal settembre del 2016. Segno meno anche per Taiwan (-1,3%) e Seul (-1,68%), mentre proseguono le trattative tra Usa e Corea del Nord per l’incontro tra i rispettivi presidenti Donald Trump e Kim Jong Un. Negativi i futures sull’Europa, positivi invece quelli su Wall Street, in attesa di numerosi dati macro e del Beige Book della Fed. In aumento le vendite al dettaglio in Germania, da dove sono in arrivo il tasso di disoccupazione e quello d’inflazione. In arrivo dall’Ue la fiducia industriale, dei servizi e dei consumatori.

Crolla anche il mercato cinese. Shanghai chiude a -2,53%. L’indice Composite di Shanghai cede il 2,53%, fermandosi a 3.041,44 punti, mentre quello di Shenzhen perde il 2,82%, franando a 1.736,34.

EUR USD, non solo fronte italiano

Certo è che se l’Euro piange, il Dollaro non ride. Sul fronte del biglietto verde, infatti, incide la rinnovata tensione commerciale tra Cina e Stati Uniti, dopo che la Casa Bianca ha ritirato fuori dazi al 25% su 50 miliardi di import dall’economia asiatica. Anche il fronte con la Nord Corea resta caldo. Chiusura in netto calo questa mattina per la Borsa di Tokyo, con l’indice Nikkei che ha ceduto l’1,52% a 22.018,52 punti. Hong Kong lascia sul terreno l’1,4%, Sidney lo 0,48% e così la Borsa di Bombay (-0,4%).

Anche Wall Street ha pagato cara l’incertezza italiana e gli indici industriali hanno archiviato la terza giornata di fila in ribasso, la peggiore dal 6 aprile scorso. Vendite copiose anche sulle banche. Il Dow ha perso alla fine l’1,6%, lo S&P500 l’1,16% e il Nasdaq lo 0,5%.

Riguardo ai dati macroeconomici in generale, in Giappone ad aprile le vendite al dettaglio sono aumentate più delle attese dell’1,4% rispetto a marzo, quando si era registrato un calo dello 0,6% su base congiunturale. Su base tendenziale le vendite sono aumentate dell’1,6 per cento. In Germania il commercio ha registrato un +2,3% congiunturale ad aprile, +1,2% annuo. In Francia, la crescita del Pil del primo trimestre è stata rivista in ribasso allo 0,2%: limato lo 0,1 per cento.

Anche la moneta rumena preoccupa

Venerdì, il tasso di cambio di riferimento era RON 4.6288 / EUR e RON 3.9524 / USD. Gli esperti affermano che il deprezzamento del RON è dovuto alla maggiore liquidità del mercato monetario in merito all’intervento inferiore deciso dalla banca centrale. Il 7 maggio, la banca centrale della Romania ha alzato il tasso di interesse monetario dal 2,25% al 2,5%, il livello più alto da febbraio 2015, in linea con le aspettative degli economisti, che vedono la decisione come conseguenza di una revisione al rialzo delle previsioni di inflazione.

A seguito della mossa della banca centrale, il tasso del mercato monetario della Romania (ROBOR), l’indicatore principale che fissa i tassi di interesse per i mutuatari di valuta RON, ha raggiunto martedì un record di 3,5 anni del 2,82%. La banca centrale rumena ha anche avuto sette operazioni di mercato aperto durante le ultime sette settimane, assorbendo liquidità in eccesso nel mercato. Ma l’intervento della banca centrale martedì ha assorbito solo 1,8 miliardi di RON attraverso un’offerta di deposito di 1 settimana, rispetto ai 6,2 miliardi di RON del 21 maggio.

EUR USD segnali di trading

Ecco alcuni suggerimenti sul trading EUR USD:

Short trade

Entrata breve a seguito di un’inversione dell’azione dei prezzi al ribasso sull’intervallo di tempo H1 immediatamente dopo il tocco successivo di 1.1600 o 1.1676. Posizionare lo stop loss 1 pip sopra l’altalena locale. Spostare lo stop loss per pareggiare una volta che il trade è di 20 pips in profitto . Prendi il 50% della posizione come profitto quando il prezzo raggiunge i 20 pips in profitto e lascia il resto della posizione a cavalcare.

Long trade

Ingresso lungo a seguito di un’inversione dell’azione di prezzo rialzista sull’intervallo di tempo H1 immediatamente dopo il tocco successivo di 1.1496 o 1.1447. Posizionare lo stop loss 1 pip sopra l’altalena locale alta. Spostare lo stop loss per pareggiare una volta che il trade è di 20 pips in profitto Prendi il 50% della posizione come profitto quando il prezzo raggiunge i 25 pips in profitto e lascia il resto della posizione a cavalcare. Il metodo migliore per identificare un classico “ribaltamento dell’azione dei prezzi” è che una candela ogni ora si chiuda, come un pin bar, un doji, un esterno o anche solo una candela inghiottente con una chiusura più alta. È possibile sfruttare questi livelli o zone osservando l’azione di prezzo che si verifica ai livelli specificati.

Ieri era evidente che ci fosse una tendenza fortemente ribassista e un sacco di sentimento negativo in generale sull’euro, mentre il dollaro è forte, quindi l’idea era che fosse semplice prendere una tendenza ribassista. Questo ha funzionato bene, con il prezzo in forte calo, raggiungendo un minimo climatico vicino al livello psicologicamente importante di 1.1500. L’azione sembra ancora debole, suggerendo che è probabile un ulteriore movimento verso il basso. Tuttavia, vale la pena notare che il prezzo è stato tenuto qui da 1.1500 e EUR / JPY allo stesso tempo dall’area 125.00, suggerendo che l’euro sta raggiungendo un supporto chiave che potrebbe reggere nonostante l’ambiente ribassista.

Tuttavia, i grafici a lungo termine suggeriscono che il prezzo ha spazio per scendere ulteriormente se lo desidera, quindi è il caso di tenere un pregiudizio prudentemente ribassista nella giornata di oggi.

Lo Spread torna sotto livello 300

Se martedì 29 maggio lo Spread aveva toccato quota 320 punti, che mancavano dal 2012, oggi la distanza tra il rendimento dei titoli italiani e tedeschi avvia la giornata sotto i 270 punti. Il rendimento del decennale tricolore scende al 3%. Forte riduzione anche sulla scadenza a due anni, che ieri ha vissuto un’impennata che non si vedeva dai primi anni Novanta per arrivare fin sopra i 340 punti: un chiarissimo segnale di apprensione per l’immediato futuro del Paese. Stamattina il differenziale a due anni è sceso di una cinquantina di punti a quota 285.

Ma l’Italia resta sotto la lente d’ingrandimento internazionale. Lo stesso Tesoro americano ha fatto sapere che il il nostro Paese sarà sul tavolo del G7 canadese dei prossimi giorni. Bloomberg afferma che sembra di esser tornati al 2012, con il debito di Portogallo e Grecia, oltre che quello italiano, sotto pressione. Inoltre, si mette di nuovo in dubbio la sopravvivenza dell’Eurozona.

Chi è Guenther Ottingher, autore della frase che ha scatenato polemiche

Ieri sui Social è circolata una frase che ha stizzito non poco molti italiani: “I mercati insegneranno all’Italia a non votare per i populisti”. Certo, come sempre accade, è anche vero che la frase sia stata un po’ troppo sintetizzata e quindi stravisata. Per intero, il pensiero di Ottingher era questo: “La mia preoccupazione e la mia aspettativa è che nelle prossime settimane si vedrà che gli sviluppi saranno così drastici che ciò potrebbe essere un segnale agli elettori per non scegliere i populisti di destra e di sinistra”.

Forse il significato finale è lo stesso. Ma tant’è. Si sa che da Bruxelles ci guardano con timore e disprezzo. Ma anche da Berlino, come dimostrano le frasi e le vignette circolate in questi giorni. Che rievocano quelle circolate in occasione della partita di calcio Germania-Italia del 2006. poi sappiamo tutti come è andata a finire.

Ma Ottingher non è nuovo a queste frasi. Già cinque anni fa si fece notare nel nostro Paese perché sentenziò che “l’Italia, la Bulgaria e la Romania sono essenzialmente ingovernabili”.

L’ex governatore del Baden-Wuerttenberg, il “Autoland”, quello dell’industria più potente della Germania, fino a pochi minuti fa risultava sulla pagina italiana di Wikipedia come esponente dell'”Unione cristiano nazista” – ora è stata corretta – e in patria è stranoto per le sue leggendarie gaffe e per le proposte demenziali. Ma anche per un motivo molto più serio.

Negli anni ’90, quando era capo della Cdu nel Baden-Wuerttenberg, Oettinger emerse nelle intercettazioni dell’inchiesta “Stige” sui rapporti tra la ndrangheta e i ristoratori italiani trapiantati in Germania per la sua amicizia con un uomo legato ai clan, Mario Lavorato, arrestato poi quest’anno. Il politico conservatore non fu mai incriminato di nulla ma quelle chiacchierate con Lavorato fecero rumore, anche perché l’esponente delle ndrine aveva organizzato delle serate elettorali con raccolte di fondi per la Cdu.

Oettinger è anche noto per le sue gaffe. C’è un esilarante video su youtube, girato durante le contestazioni per la nuova stazione dei treni di Stoccarda, in cui spiega che Parigi ha una stazione di testa “perché a ovest di Parigi non c’è più nessuno, solo mucche e l’Atlantico”.

Famosa anche la sua proposta, quando era già Commissario europeo, di tenere le bandiere dei Paesi molto indebitati a mezz’asta, rigettata dopo un’ondata di proteste dei parlamentari europei. Malgrado ciò, comunque, Angela Merkel, si fida così tanto di lui da averlo voluto per ben due volte a Bruxelles come Commissario europeo. E poi gli sgangherati e governati da cialtroni populisti, se non addirittura barbari, saremmo noi.

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