eToro compra il wallet self custodial Zengo per 70 Milioni
E’ arrivata la conferma ufficiale: eToro mette le mani su Zengo. Settanta milioni di dollari, quasi tutti cash, per portarsi a casa uno dei wallet crypto più innovativi del mercato.
L’annuncio è stato dato durante la Paris Blockchain Week, e non è una mossa qualsiasi. È la dichiarazione d’intenti di una piattaforma che fattura quasi 14 miliardi di dollari all’anno (di cui oltre 12 miliardi dal crypto) e che ora vuole andare oltre il semplice trading.
Quando un gigante come eToro decide di puntare sul self-custody, significa che il mercato sta cambiando davvero.
Zengo non è un wallet come gli altri. Dimentica le seed phrase che rischi di perdere o che qualcuno potrebbe rubarti. Questo wallet usa la tecnologia MPC, Multi-Party Computation, che divide la tua chiave privata tra il tuo dispositivo e i server di Zengo.
Risultato? Protezione molto più solida contro errori umani e attacchi. Yoni Assia, il CEO di eToro, ha spiegato che l‘obiettivo è attrarre utenti più consapevoli, quelli che vogliono controllare direttamente i propri asset e magari smanettare con DeFi, mercati predittivi, futures perpetui.
Zengo: perché questo wallet è diverso dagli altri

Il problema numero uno dei wallet crypto? La seed phrase. Quelle 12 o 24 parole magiche che se le perdi hai perso tutto, e se te le rubano pure. Zengo ha eliminato il problema alla radice. Usa un sistema chiamato MPC: la tua chiave privata non esiste mai in un solo posto.
Metà sta sul tuo telefono, metà sui server di Zengo. Per hackerare il wallet, un attaccante dovrebbe compromettere entrambi contemporaneamente. Difficilissimo.
Per te che hai già perso notti di sonno pensando a dove hai scritto le tue seed phrase (o se le hai scritte abbastanza bene), questa è musica per le orecchie. Mantieni il controllo totale, ma con una rete di sicurezza molto più robusta. E quando questa tecnologia sarà integrata in eToro, diventerà disponibile per decine di milioni di persone che oggi usano solo custodia centralizzata.
Dopo il crollo di FTX e altri exchange centralizzati, il mantra “not your keys, not your coins” è tornato prepotente. eToro sta costruendo il ponte tra il mondo regolamentato (dove la maggior parte delle persone si sente sicura) e quello decentralizzato
Cosa cambia per chi usa eToro
Se sei uno dei 35 milioni di utenti registrati su eToro, preparati. Con l’integrazione di Zengo potrai fare cose che prima non erano possibili senza uscire dalla piattaforma: gestire i tuoi token on-chain, accedere alla DeFi, partecipare ai mercati predittivi, guadagnare yield. Tutto dentro l’ecosistema eToro.
Il closing è previsto entro il 2026, dopo le approvazioni regolamentari. Bloomberg parla di 70 milioni, prevalentemente in contanti. Non male per un wallet che fino a ieri era conosciuto soprattutto tra i crypto-nativi.
eToro
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Bitcoin verso nuovi massimi?
A Parigi, Yoni Assia non si è limitato ad annunciare l’acquisizione. Ha anche lanciato una previsione che farà discutere per mesi: Bitcoin arriverà a 250.000 dollari. E poi a 500.000. E poi oltre. Non domani, chiaro. Il CEO di eToro prevede ancora un trimestre difficile, poi una fase di accumulo, e infine il decollo.

Non è il primo a dirlo. Arthur Hayes (BitMEX) e Robert Kiyosaki (l’autore di “Padre ricco padre povero”) hanno fatto previsioni simili nelle ultime settimane.
Facciamo due conti. Da 74.000 dollari (prezzo attuale) a 250.000 significa moltiplicare per 3,3. La market cap di Bitcoin salirebbe a circa 5.000 miliardi di dollari. Diventerebbe il secondo asset al mondo per capitalizzazione, dietro solo all’oro. Oggi è in dodicesima posizione.
Certo, non tutti sono d’accordo. Galaxy Digital invita alla prudenza: il 2026 è troppo caotico, tra elezioni di midterm americane e incertezza sulla Fed. Ma il punto è un altro: se perfino i più conservativi iniziano a parlare di target a sei cifre, forse qualcosa sta davvero cambiando.
E c’è la variabile Trump…
Mercato oggi: paura, tasse e opportunità
Mentre eToro annuncia l’acquisizione, il mercato crypto non se la passa benissimo. Bitcoin scambia attorno ai 74.000 dollari, bloccato dalla resistenza 75.000 che non vuole cedere. E c’è di peggio: oggi è il 15 aprile, giorno delle scadenze fiscali americane. CoinGecko stima che circa 2,8 miliardi di dollari di crypto siano stati liquidati per pagare le tasse. Una pressione enorme.
Gli investitori retail sono ancora in una fase di paura moderata. Ma c’è un lato positivo: storicamente, quando il sentiment tocca questi livelli, spesso ci troviamo vicini a un bottom.
Ricorda che le fondamenta per la prossima fase rialzista si stanno costruendo proprio ora, mentre tutti guardano i prezzi scendere.
Disclaimer: le previsioni degli analisti non devono essere considerate come un consiglo finanziario, ognuno deve fare le proprie valutazioni in tema di investimenti.
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