Ethereum vs SEC: chiusa l’indagine senza accuse, ETH non è una Security

E’ ufficiale. La SEC ha chiuso le indagini che riguardavano Ethereum sul dibattito “security” e Consensys ne annuncia la fine.

Dunque Ethereum può essere classificata come una Commodity, così come Bitcoin. La decisione della SEC di concludere l’indagine senza presentare accuse o intraprendere azioni legali contro Ethereum rappresenta una vittoria significativa per la seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato e un potenziale punto di svolta nella regolamentazione delle criptovalute negli Stati Uniti.

Questa notizia ha anche avuto un impatto immediato sul prezzo di ETH, che ha registrato un aumento del 3%.

Ethereum: chiusa indagine SEC

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Le origini del contenzioso tra Ethereum e SEC

La relazione tra Ethereum e la Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense è stata controversa fin dalle origini. Quando Ethereum nacque nel 2015, offrendo nuove possibilità grazie agli smart contract, la SEC iniziò a monitorare con attenzione questa nuova tecnologia blockchain e la criptovaluta Ether (ETH).

Tuttavia, l’agenzia di controllo dei mercati finanziari americana non prese mai una posizione ufficiale sullo status normativo di Ethereum in quegli anni. La questione riguardo la potenziale categorizzazione di ETH come security ai sensi delle leggi statunitensi rimase quindi in un limbo.

La situazione cambiò nel 2021, quando Gary Gensler divenne presidente della SEC. Gensler assunse fin da subito una posizione di forte critica nei confronti delle criptovalute, ritenendo che la stragrande maggioranza degli asset digitali dovesse essere classificata e regolamentata alla stregua di strumenti finanziari.

In questo contesto, Ethereum finì nel mirino della SEC, con Gensler che lasciò intendere in più occasioni che l’agenzia considerava Ether una security. Ciò avrebbe significato assoggettare l’intero ecosistema Ethereum alla stringente supervisione SEC, minandone fortemente decentralizzazione e capacità di innovazione.

La prospettiva di questa stretta regolatoria preoccupò molto la comunità di Ethereum. La blockchain è nata come progetto open source, volto a creare una commodity digitale decentralizzata per consentire l’innovazione da parte di sviluppatori in tutto il mondo.

L’intervento diretto di un’autorità centrale come la SEC veniva visto come una potenziale minaccia all’essenza stessa di Ethereum.

Le tensioni tra la visione di Gary Gensler e quella dei sostenitori di Ethereum segnarono l’inizio di un lungo contenzioso, che negli anni successivi si sarebbe ulteriormente inasprito. La posta in gioco era molto alta: definire la natura di Ether come security oppure commodity avrebbe avuto conseguenze di vasta portata.

Le mosse della SEC per regolamentare Ethereum

A marzo la SEC ha avviato un’indagine formale su Ethereum 2.0, focalizzata in particolare sulle modalità di vendita di ETH. L’agenzia voleva determinare se queste transazioni violassero le leggi sui titoli finanziari. Poco dopo, a sorpresa, la SEC ha approvato i documenti per la quotazione di ETF spot su Ethereum, product da sempre osteggiati.

Nonostante questa apparente apertura, ad aprile Consensys ha fatto causa alla SEC per chiarire lo status normativo di Ethereum.

L’azienda ha ricevuto un avviso di possibili azioni legali, e ha deciso di portare la questione di fronte ai giudici.

Nella denuncia Consensys esprimeva preoccupazione per una possibile stretta regolatoria SEC che avrebbe minacciato l’esistenza stessa di Ethereum.

Una svolta per Ethereum: l’archiviazione delle indagini SEC

Con una mossa a sorpresa, Consensys ha annunciato oggi tramite un post su X che la SEC aveva comunicato la chiusura delle indagini su Ethereum 2.0.

L’agenzia non intende quindi più perseguire Ethereum come security. Consensys aveva mandato una lettera alla SEC chiedendo chiarimenti dopo l’approvazione preliminare degli ETF spot, basata sull’assunto che ETH è commodity.

Qui vedete il lungo thread su X sul profilo ufficiale di Consensys:

Conensys annuncia chiusura indagini

Questa chiusura delle indagini segna un punto di svolta fondamentale nella vicenda, e una vittoria importante per l’intera industria crypto. La decisione della SEC apre la strada al lancio definitivo degli ETF spot su Ethereum, dando finalmente certezza normativa.

Il prezzo di Ether è salito del 3% dopo l’annuncio, segno della sollievo nel mercato.

Ecco la sua quotazione attuale:

Nonostante questo sviluppo positivo, secondo Consensys la battaglia non è ancora finita. L’azienda proseguirà la sua azione legale per ottenere chiarimenti definitivi sullo status di Ethereum e sui suoi prodotti software. La telenovela tra SEC ed Ethereum potrebbe quindi non essere ancora giunta al termine.

Per Consensys la battaglia non è ancora finita

Nonostante la apparente apertura della SEC, secondo Consensys la battaglia per ottenere una piena chiarezza normativa su Ethereum non è ancora terminata.

In un post su X, Consensys ha anche messo in guardia dal considerare la questione completamente risolta.

Secondo Consensys, la decisione della SEC di interrompere l’inchiesta non può essere una “panacea” in grado di sanare i danni che l’atteggiamento aggressivo dell’agenzia ha provocato a molti sviluppatori, fornitori di tecnologia e player dell’industria crypto.

Per questo, Consensys ha dichiarato che intende proseguire con la sua causa legale contro la SEC. L’obiettivo è ottenere una pronuncia giudiziale che dichiari in modo definitivo che il software di interfaccia utente di MetaMask Swaps e Staking non viola le leggi sui titoli finanziari.

Consensys vuole insomma una chiarezza legale completa per i suoi prodotti software basati su Ethereum, non accontentandosi della sola archiviazione delle indagini sulla criptovaluta Ether.

Inoltre, secondo l’azienda è necessario ancora molto lavoro per riparare i danni che la posizione aggressiva della SEC ha inflitto allo spazio crypto negli ultimi anni. Serve quindi una sentenza esemplare che ponga fine una volta per tutte all’incertezza normativa in cui versa il settore a causa dell’approccio ondivago e punitivo del regolatore statunitense.

La telenovela tra Ethereum e SEC potrebbe dunque non essere ancora giunta al termine. La palla passa ora alle aule giudiziarie, e Consensys si è detta determinata ad ottenere una pronuncia definitiva che sancisca lo status di Ether come commodity digitale al riparo dalla supervisione finanziaria della SEC.

Che significa questo per Ethereum?

La probabile archiviazione da parte della SEC del caso Ethereum avrà conseguenze sull’intero ecosistema. Vediamo le principali:

  • Via libera agli ETF spot: gli ETF con sottostante Ether fisico potranno essere lanciati senza ostacoli, aprendo l’asset ad una platea enorme di investitori istituzionali. Ne abbiamo parlato anche in un video che trovi qui sul nostro canale YouTube.
  • Rafforzamento dello status di commodity: ETH viene definitivamente categorizzato come commodity digitale, non più minacciato dall’ombra della definizione come security.
  • Spinta all’adozione: la chiarezza normativa spingerà ulteriormente l’utilizzo di Ethereum come blockchain su cui costruire applicazioni DeFi, NFT e Web3.
  • Analisi di altre altcoin: se ETH non è più nel mirino, potrebbero beneficiarne anche altre criptovalute come Solana, rafforzando l’intero settore.

Ethereum esce rafforzato da questa lunga battaglia con la SEC, e se il caso venisse definitivamente chiuso sarebbe un momento storico per l’affermazione della blockchain e della criptovaluta.

Naturalmente le previsioni degli analisti non devono essere considerate come un consiglo finanziario, ognuno deve fare le proprie valutazioni in tema di investimenti.

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