ETF S&P 500: quali sono i migliori e come investire [2021]

Investire sugli ETF S&P 500 è una buona idea? La domanda è più che legittima, se si pensa che tra gli ETF più tradati in assoluto spiccano proprio quelli sullo S&P 500.

Tuttavia, per comprendere se facciano realmente al caso proprio, è bene essere consapevoli delle caratteristiche degli ETF in generale, e dello S&P 500 in particolare.

Per un trader principianti, o per i profani della materia, potrebbe risultare inizialmente difficile. Anche perché parliamo di prodotti di investimento raffinati. Certo, gli ETF non sono stati inventati di recente, ma solo negli ultimi anni sono stati messi realmente a disposizione degli investitori non professionisti.

Dunque, ecco una guida sugli ETF S&P 500. Descriveremo le caratteristiche degli ETF, parleremo approfonditamente dello S&P 500. Infine, illustreremo le due principali modalità di trading e forniremo una panoramica delle migliori piattaforme che permettono di investire su questi interessanti prodotti.

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ETF: cosa sono

ETF è l’acronimo di Exchange Traded Funds. Il nome non rivela molto se non, per l’appunto, la loro natura di “fondi”. In effetti sono esattamente dei fondi. Chi emette un ETF sostanzialmente raccoglie denaro e lo investe. Siamo dunque nel campo del risparmio gestito.

ETF S&P 500: come investire?

Tuttavia, sono le modalità di investimento a segnare un punto di rottura rispetto a tutti gli tradizonali fondi di risparmio gestito. Mentre questi si caratterizzano – solitamente almeno – per una gestione attiva, finalizzata al massimo rendimento possibile, gli ETF puntano a replicare esattamente le performance di un dato asset. Per esempio, gli ETF sulle azioni Apple hanno lo scopo di replicare l’andamento delle quotazioni Apple.

Lo scopo “ultimo” degli ETF è creare rendimento puntando sul cavallo giusto, e allo stesso tempo alleggerire i costi di gestione. In questo modo, è possibile – per i sottoscrittori del fondo – massimizzare il profitto. In effetti è proprio questo il vantaggio più grande degli ETF: la loro convenienza.

Di pregi, però, gli ETF ne hanno almeno altri tre. In primo luogo, sono “trasparenti”. Molti fondi vengono gestiti, spesso inconsapevolmente, in maniera ambigua. I sottoscrittori non conoscono mai in anticipo le mosse del gestore. Dunque, non conoscono nemmeno il profilo di rischio reale, non al cento per cento almeno. I sottoscrittori di ETF, invece, sanno esattamente a cosa vanno incontro. Il rischio connesso a un ETF è pari al rischio connesso all’asset “replicato”. Un asset di cui, generalmente, si conoscono performance passate, performance attuali, pericoli e opportunità.

Gli ETF sono anche flessibili. Infatti, possono essere “vissuti” come un fondo, dunque detenuti nella speranza di ottenere un rendimento. Tuttavia, possono anche essere scambiati (in realtà vengono scambiate delle quote) proprio come se fossero delle azioni. Questa fluidità è resa possibile proprio dai risicati costi di gestione, ed è totalmente estranea ai normali fondi di risparmio gestito.

Infine, gli ETF sono “semplici”. Non è difficile per un ente o un intermediario creare degli ETF. D’altronde, stiamo parlando di versione easy dei fondi di risparmio gestito. Ciò fa sì che l’offerta di ETF sia corposa, e che possa seguire la domanda senza grossi intoppi. Si tratta di un vantaggio per gli investitori, che quindi godono di un’ampia scelta, nonché di un mercato florido nel quale scambiare le proprie quote di ETF.

Broker ETF migliori

Prima di proseguire con la guida vi segnaliamo i migliori broker per investire in ETF:

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S&P 500 Indice: cos’è

Lo S&P 500 è un indice azionario. Ovvero, è un indicatore che riassume le performance e il valore di un paniere di azioni. A cosa servono gli indici? Sostanzialmente, sono stati inventati, parecchi decenni fa, per fornire un benchmark agli investitori, per permettere loro con un colpo d’occhio di capire l’andamento di una borsa, o di un gruppo di azioni. Essendo sostanzialmente degli indici “sintetici”, possono esprimere una marcata eterogeneità, ma non perdono mai del tutto la loro portata informativa.

Nello specifico dello S&P, il paniere è formato dalle “migliori” 505 azioni quotate nelle principali borse americane. Per la precisione, nel NySE e nel Nasdaq. Una postille: le azioni sono 505 e non 500 in quanto 5 società in particolare vengono rappresentate da due azioni ciascuno, anziché da una soltanto.

I requisiti per entrare nello S&P sono abbastanza stringenti ma, ciononostante, consentono un certo ricambio. Alcune azioni entrano e altre escono, e lo fanno con una spiccata regolarità.

I requisiti consistono in una capitalizzazione di mercato superiore a 6,1 miliardi di euro, un flottante non inferiore al 50%, un volume di scambi pari almeno 250.000 azioni mensili. Inoltre, il valore medio annuo delle azioni deve essere superiore a 1 dollaro.

I requisiti riguardano anche la presenza nel mercato di riferimento, e non solo nell’azionario. Infatti, se una società non presenta un utile di bilancio negli ultimi quattro trimestri, “esce” dallo S&P 500.

La struttura dello S&P, come potete giudicare voi stessi dai requisiti di accesso, è molto particolare. Altri indici, pur senza difettare in rappresentatività, optano per un approccio più semplice. Il riferimento è all’indice Fortune 500, che spesso viene confuso proprio con lo S&P 500. Il Fortune 500 raggruppa le azioni delle migliori 500 società americane per fatturato, senza prendere in considerazione la capitalizzazione, il volume degli scambi e altri parametri complessi.

Come investire sull’S&P 500?

Nel corso del tempo, gli indici, e in particolare lo S&P 500, si sono trasformati in strumenti di investimento. Trattandosi per l’appunto di indicatori e non di asset veri e propri, non possono essere commerciati direttamente. Possono però fungere da sottostante per molti prodotti derivati. Esistono Future sullo S&P, come anche CFD e, per l’appunto, ETF.

Dunque, l’unico modo per investire nello S&P è fare riferimento ai prodotti derivati. Non è necessariamente una brutta notizia. Anzi, dal punto di vista dell’investitore non lo è per niente. Anche perché alcuni tali prodotti si caratterizzano per una estrema varietà. Alcuni sono complessi ma potenzialmente molto redditizi, adatti ai massimi esperti. Altri sono “godibili” ma alla portata dei trader più comuni. Alcuni sono adatti al trading di lungo periodo, altri al trading veloce.

A prescindere dal prodotto, il trading non può sottrarsi all’attività analitica. Pur non essendo un asset nel senso più stringente del termine, anche lo S&P ha i suoi market mover. Certo, il legame tra questi market mover e le quotazioni dello S&P 500 non è stretto come per gli altri asset, anche perché trattandosi di un indice è il “risultato” delle performance di tante azioni diverse, ma rappresenta comunque uno strumento di orientamento decisivo.

Ecco la quotazione dell’indice S&P 500 in tempo reale:

Piattaforme CFD per investire sull’indice S&P50

Di seguito, invece, presentiamo alcuni broker in grado di offrire i migliori ETF S&P 500 e i migliori CFD sugli ETF S&P 500, non solo in quanto a rendimento ma anche in termini di costi.

Trading ETF con Plus500

Plus500 è uno dei migliori broker in circolazione. Spicca per l’offerta “enciclopedica”, per i costi molto bassi e per un entry level accomodante.

Il deposito minimo iniziale è alla portata di tutti, le commissioni sono addirittura azzerate. E’ specializzato in CFD, dunque permette di investire sugli ETF sotto questa forma.

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Investire sull’indice S&P 500 con eToro

eToroè uno dei nomi più famosi del mondo del trading. E’ famoso per un suo servizio in particolare, il Copy Trading, che permette letteralmente di copiare le mosse di un trader a propria scelta, dunque di guadagnare potenzialmente senza grandi sforzi, se non quelli relativi alla scelta dell’account da copiare (passaggio meno semplice di quanto non sembri).

Anche eToro si caratterizza per l’assenza di commissioni e per un entry level basso.

E’ un broker misto CFD / asset diretti. Nel caso degli ETF, però, predilige la forma “reale”. Chi investe su ETF lo fa con ETF veri.

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FP Markets: investire sugli indici

FP Markets è uno dei migliori broker CFD. Si caratterizza per una marcata usabilità, per una spiccata convenienza e per le buone garanzie di sicurezza, paragonabili a quelle dei più famosi Plus500 ed eToro.

I trader che si affidano ad FP Markets possono sì tradare con gli ETF, ma solo nella forma CFD. Tuttavia, gli ETF sono ben selezionati (ma anche numerosi).

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Come comprare un ETF sullo S&P 500

Gli ETF sullo S&P sono tra i più apprezzati. Principalmente, perché pur essendo un indice canonico – anzi forse il più emblematico degli indici – è comunque abbastanza leggibile. Se non altro, è al centro di analisi e outlook, sicché i trader possono avere in qualsiasi momento il polso della situazione,

Esistono due metodi per fare trading con gli ETF sullo S&P, come con qualsiasi altro ETF del resto. Il primo metodo è anche il più diretto, e consiste nell’acquisto e nelle vendite di quote. In questo modo, l’ETF si comporta come se fosse un’azione, o un pacchetto di azioni del medesimo emittente: si guadagna grazie al rendimento dell’ETF stesso, oppure dal surplus generato dalla vendita.

Il secondo metodo è indiretto, ma ugualmente interessante. In questo caso, l’oggetto del contendere non è l’ETF sullo S&P, bensì un CFD che assume tale ETF come sottostante. Stiamo parlando, dunque, del trading con un derivato di un derivato.

I CFD meritano apprezzamento per almeno tre motivi. In primis, sono convenienti: non è raro che impongano commissioni minime, o che non le impongano affatto (in tal caso vengono sostituite dagli spread). Secondariamente, permettono di entrare short nel mercato, in modo da cogliere le opportunità anche quando il mercato “va male”. Infine, vengono scambiati in genere più velocemente rispetto agli altri prodotti derivati, ETF compresi.

Quali sono i migliori ETF S&P 500?

Come già accennato, è relativamente semplice creare (e quindi gestire) un ETF. A maggior ragione se l’elemento replicato è lo S&P 500, che è un indice costantemente sotto i riflettori, vista la sua capacità rappresentativa e il tenore delle azioni che vi fanno parte.

Questa semplicità ha determinato una offerta varia, corposa e in crescita. Paradossalmente, ciò pone in essere un elemento di complessità, ovvero la scelta dell’ETF.

Per inciso, la qualità di un ETF si evince da un parametro in particolare: la fedeltà con l’andamento del sottostante.

Qualità non fa comunque rima con efficacia, non in questo caso almeno. Un ETF “fedele al 100%”, ma il cui sottostante si rende protagonista si pessime performance, non è un grande affare. Al netto, ovviamente, delle attività speculative, della compravendita a scopo surplus.

Ad ogni modo, vale la pena riportare gli ETF S&P 500 che hanno registrato il miglior rendimento negli ultimi tre anni.

  • Xtrackers S&P 500 Swap UCITS ETF 1C
  • Lyxor S&P 500 UCITS ETF – Dist (USD)
  • BNP Paribas Easy S&P 500 UCITS ETF
  • Invesco S&P 500 UCITS ETF

SPDR S&P 500 ETF

Vediamo le caratteristiche di SPDR S&P 500:

  • Emittente: State Street Global Advisors
  • Asset Under Management: 275,42 miliardi di dollari
  • Rendimento da inizio anno: 5,64%
  • Rapporto di spesa: 0,09%

Questo può essere considerato il nonno degli ETF, il più antico e più facilmente riconoscibile dei fondi negoziati in borsa.

Supera l’elenco in termini di AUM e volume degli scambi, rendendolo appropriato sia per gli operatori tattici che per gli investitori buy-and-hold.

Tecnicamente, SPY è un fondo di investimento unitario (UIT), il che significa che il fondo non può reinvestire dividendi in contanti tra distribuzioni. Indipendentemente da ciò, questo fondo ha performance rispettabili a 1, 3 e 5 anni, rispettivamente al 17,11%, 11,08% e 14,65%.

Vanguard S&P 500 ETF

Vanguard è una delle più importanti società di investimenti. Tradizionalmente, si è sempre rivolta a trader istituzionali o professionisti, magari con capitali ingenti a disposizione. Di recente però si è aperta anche ai trader retail. La particolarità di Vanguard consiste in un livello di qualità dei servizi davvero elevato.

Un altra peculiarità va rintracciata nell’abbondanza di asset e strumenti di investimento. Tra questi spiccano gli ETF. Anzi, Vanguard crea in maniera autonomia ETF. Tra gli ETF “proprietari” più apprezzati spicca proprio quello sullo S&P500.

ETF S&P 500: domande frequenti

Cerchiamo ora di rispondere ad alcune fra le domande più frequenti sugli ETF dell’S&P500:

Cosa sono gli ETF azionari?

Un ETF azionario, o fondo negoziato in borsa, è un asset che tiene traccia di un particolare insieme di titoli azionari, simile a un indice. Si scambia proprio come farebbe una normale azione in borsa, ma a differenza di un fondo comune, i prezzi si adeguano per tutto il giorno piuttosto che alla chiusura del mercato

Dove è possibile investire in ETF?

E’ possibile negoziare sugli ETF in borsa rivolgendosi al mercato tradizionale oppure sfruttare i vantaggi offerti dai broker CFD come ad esempio eToro e Plus500.

Conclusioni

In definitiva, conviene investire con gli ETF sullo S&P 500? La risposta è sì… Potenzialmente. Ogni trader è chiamato a verificare in completa autonomia se questo strumento fa al caso suo o no. D’altronde, presenta elementi di diversità rispetto agli altri asset.

Deve esprimersi, poi, circa la forma da prediligere: ETF “puri” o CFD con sottostanti ETF. Di nuovo, è una decisione che spetta a lui e a nessun altro. Di certo, alcuni profili di trader si sposano meglio con gli ETF, altri invece sono più adatti ad altro genere di strumento speculativo.

A prescindere dalla decisione sulla “forma” dell’investimento, è bene seguire un consiglio, anzi due: analizzare e monitorare. L’S&P, questo è vero, raramente si è reso protagonista di colpi di testa. Come abbiamo già accennato, è un indice molto leggibile. Ciò non significa che sia un gioco da ragazzi contestualizzare i trend che lo attraversano e, soprattutto, intercettare quelli futuri.