ETF Obbligazionari o Conto Deposito? Confronto completo (2026)
Hai dei soldi fermi sul conto corrente e vuoi farli lavorare un po’? La domanda è giusta. Sbagliata sarebbe l’inerzia: l’inflazione erode il potere d’acquisto anno dopo anno, senza fare rumore. Il problema è che le strade davanti a te sono tante, conto deposito, ETF monetari, BTP, ETF obbligazionari, e capire quale convenga non è sempre immediato.
Il punto di partenza, spesso ignorato, è la fiscalità. Un conto deposito paga il 26% di tasse sugli interessi. Un ETF che investe in titoli di Stato europei viene tassato al 12,5%. A parità di rendimento lordo del 4%, quella differenza vale 540 euro netti in più ogni anno su 100.000 euro investiti. Su cento mila euro, sono 540 euro l’anno: non pochi.
In questa guida voglio analizzare i numeri per cercare di capire come funzionano questi prodotti e quali convengono.
Partiamo da un confronto.
Cosa si intende per conto deposito
Il conto deposito è un prodotto bancario pensato per chi vuole mettere da parte una somma e guadagnare qualcosa di più del normale conto corrente. Non ha carte di pagamento, non permette trasferimenti diretti verso altri conti: è un prodotto con un solo obiettivo, farti rendere la liquidità che non ti serve subito.
🛠 GUIDA PRATICA Conti deposito: ecco come funzionano
Rispetto al conto corrente, i rendimenti sono decisamente più alti. Ma il conto deposito ha due limiti strutturali che pesano sul rendimento reale: la tassazione al 26% sugli interessi e l’imposta di bollo dello 0,20% annuo sul capitale.
Numeri che bisogna considerare quando si confrontano le offerte sul mercato.
Conto deposito libero vs vincolato
La distinzione che conta davvero è questa: il denaro è accessibile in qualsiasi momento, oppure lo blocchi per un periodo fisso in cambio di un tasso più alto?
Il conto deposito libero, o svincolato, ti lascia la libertà di prelevare quando vuoi. Paga meno, ma non ti vincola. Funziona un po’ come un salvadanaio remunerato: i soldi ci sono, rendono qualcosa, ma li puoi riprendere quando servono. I conti remunerati di eToro o Scalable Capital rientrano spesso in questa categoria.
Il conto vincolato, invece, richiede che tu lasci il denaro fermo per un periodo definito: sei mesi, un anno, tre anni. In cambio, la banca offre tassi più elevati. Il rovescio: se rompi il vincolo prima della scadenza, di solito perdi parte o tutti gli interessi. Ha senso solo quando sai già quando quei soldi ti serviranno, per esempio stai mettendo da parte la liquidità per le tasse dell’anno prossimo.
Ecco attualmente i migliori conti deposito del mercato:
| Conto deposito | Miglior tasso lordo | Vincolo | FITD | Svincolo | Costi | |
|---|---|---|---|---|---|---|
Conto ING
ING
|
2,50% | 12 mesi | ✅ Sì | Sì | Gratis | Apri conto → |
Conto Deposito Fineco
Fineco Bank
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2,00% | 3 mesi | ✅ Sì | Sì | Gratis | Apri conto → |
|
Conto Deposito Illimity
Illimity Bank
|
3,00% | 12 mesi | ✅ Sì | Sì | Gratis | Apri conto → |
Investire comporta rischi. I tassi indicati possono variare. Dati aggiornati a Luglio 2026.
La protezione del FITD: la garanzia fino a 100.000 euro
Il principale vantaggio del conto deposito è la garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. In tutta l’Unione Europea, i depositi bancari sono protetti fino a 100.000 euro per depositante, per istituto. Se la banca dovesse andare in crisi, quella cifra ti verrebbe restituita.
C’è però un aspetto che sfugge spesso: la garanzia vale per persona, non per conto. Se hai 80.000 euro sul conto deposito e altri 40.000 sul conto corrente nella stessa banca, il FITD copre solo fino a 100.000 euro in totale.
Se hai importi superiori ti conviene distribuire su più istituti, o a valutare alternative senza questo limite.
La fiscalità del conto deposito: l’aliquota al 26%
Questa è la parte che fa male. Gli interessi di un conto deposito vengono tassati al 26%, la stessa aliquota delle plusvalenze azionarie. Su un tasso del 4% lordo, finisci per incassare il 2,96% netto.
Poi c’è l’imposta di bollo dello 0,20% annuo sul capitale, che taglia ulteriormente il rendimento.
Esempio: 50.000 euro a tasso 3% per 12 mesi. Interessi lordi: 1.500 euro. Ritenuta 26%: 390 euro. Rimane 1.110 euro netti. Imposta di bollo: 100 euro.
Rendimento netto effettivo: 1.010 euro, pari al 2,02%.
Ecco perché confrontare solo i tassi lordi nelle brochure bancarie può essere fuorviante. Il netto è quello che conta.
Gli ETF obbligazionari: prodotti diversificati per gestire la liquidità
Un ETF obbligazionario è un fondo quotato in Borsa che compra obbligazioni al posto tuo, molte e diversificate.
Acquistarne uno equivale a diventare creditore di decine o centinaia di emittenti contemporaneamente: difficile ottenere lo stesso risultato comprando singoli bond.
Per gestire la liquidità, le categorie utili sono due: gli ETF monetari, adatti al brevissimo termine, e gli ETF obbligazionari a breve scadenza, per chi ha un orizzonte leggermente più lungo.
A differenza del conto deposito, il prezzo di un ETF varia ogni giorno, in base all’andamento dei tassi di interesse. Per gli ETF monetari, però, la volatilità quotidiana è quasi impercettibile: frazioni di centesimo.
🛠 GUIDA PRATICA ETF obbligazionari: ecco come funzionano
ETF monetari: il parcheggio ideale per la liquidità
Gli ETF monetari investono in obbligazioni con scadenza brevissima, a volte un solo giorno, e replicano il tasso overnight europeo (€STR): quello che le banche si applicano tra loro sui prestiti a un giorno. Quando la BCE alza i tassi, il rendimento sale; quando li taglia, scende.
Il più diffuso in Italia è XEON di Xtrackers (ISIN: LU0290358497): 22 miliardi di euro di capitalizzazione, TER dello 0,10%, rendimento 2024 del 3,75% lordo.
Non sono rendimenti da record, ma il meccanismo è semplice: compri, aspetti, incassi. E puoi vendere in qualsiasi giorno lavorativo, ricevendo i soldi in due giorni (T+2) senza perdere un centesimo di interessi maturati.
ETF obbligazionari a breve termine: un gradino in più
Se posi l’orizzonte su 12-24 mesi e cerchi un rendimento leggermente più alto, gli ETF su titoli di Stato a breve scadenza (1-3 anni) possono fare al caso tuo.
Prodotti come iShares Euro Government Bond 1-3yr hanno offerto tassi effettivi del 3,53% con una volatilità a 3 anni dell’1,51%, bassa ma non nulla.
Rispetto agli ETF monetari, si portano dietro un po’ più di sensibilità ai movimenti dei tassi. Niente di drammatico se rimani sull’orizzonte giusto, ma è qualcosa da tenere presente.
Il rischio di tasso: perché prezzi e tassi vanno in direzioni opposte
Questo è il meccanismo che spaventa chi si avvicina per la prima volta alle obbligazioni.
In realtà è semplice: se oggi compri un’obbligazione che paga il 2% e domani i tassi di mercato salgono al 3%, la tua obbligazione al 2% vale meno di prima, perché chi vuole investire troverà rendimenti migliori altrove. Più è lunga la scadenza dell’obbligazione, più forte è questo effetto.
Il 2022 è stato l’esempio più duro degli ultimi decenni: i rialzi rapidi della BCE hanno fatto crollare i prezzi degli ETF obbligazionari a lunga scadenza.
Gli ETF monetari e quelli a 1-3 anni hanno retto senza problemi. Per gestire la liquidità, scegli sempre ETF con duration bassa: niente scadenze lunghe se non sei disposto ad aspettare.
La fiscalità degli ETF: il vantaggio del 12,5%
Qui sta il vantaggio. Gli ETF che investono principalmente in titoli di Stato europei godono di un’aliquota fiscale del 12,5% sulle plusvalenze, la metà rispetto al 26% dei conti deposito. La differenza non è marginale.
Su un rendimento lordo del 4%, l’ETF monetario ti lascia il 3,50% netto. Il conto deposito ti lascia il 2,96%. Sono 54 punti base in meno ogni anno, solo di tasse. Su 100.000 euro fanno 540 euro. Su tre anni, reinvestendo, l’effetto si accumula ulteriormente.
Verifica comunque la composizione dell’ETF prima di comprare: se contiene anche obbligazioni corporate, l’aliquota effettiva sarà una via di mezzo tra il 12,5% e il 26%.

Rendimento storico XEON vs tasso BCE vs media conti deposito (2020-2026 stima).
Il confronto diretto: ETF vs conto deposito
Andiamo a confrontare seriamente questi prodotti. Bisogna guardare almeno cinque cose: rendimento lordo, tassazione, rendimento netto, protezione del capitale, liquidità.
Ti ho riassunto in questa tabella i numeri a cui devi fare attenzione
| Caratteristica | Conto Deposito | ETF Monetario | ETF Obbl. Breve Termine | BTP / Titoli Stato |
| Rendimento lordo 2026 | 2,5–4,0% | ~2,5–3,5% | ~2,5–3,8% | ~2,8–3,5% |
| Tassazione | 26% | ~12,5%* | ~12,5%* | 12,5% |
| Rendimento netto stimato | 1,85–2,96% | ~2,19–3,06% | ~2,19–3,33% | ~2,45–3,06% |
| Protezione FITD | Sì (fino a €100k) | No | No | No (emittente sovrano) |
| Liquidità | Alta (libero) / Bassa (vincolato) | Alta (T+2) | Alta (T+2) | Media (mercato secondario) |
| Rischio | Molto basso | Molto basso | Basso | Basso (se a scadenza) |
| Commissioni | Nessuna | TER 0,07–0,12% | TER 0,07–0,15% | Solo broker |
| Vincolo temporale | Sì (versione vincolata) | No | No | No (se venduto) |
* ~12,5% per ETF investiti prevalentemente in titoli di Stato UE. La % esatta dipende dalla composizione.
I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri.
La differenza fiscale messa in chiaro
Il 26% contro il 12,5%: messa così sembra una questione tecnica. Ma vediamo invece i numeri.
Supponiamo che tu investa 100.000 euro a un tasso del 4% lordo, sia in un conto deposito sia in un ETF monetario. Dopo 12 mesi hai guadagnato 4.000 euro in entrambi i casi, lordi. Ma da quel momento le strade si dividono.
Sul conto deposito, il 26% di 4.000 euro fa 1.040 euro di tasse. Rimangono 2.960 euro netti. Sull’ETF monetario (titoli di Stato), il 12,5% di 4.000 euro fa 500 euro di tasse. Rimangono 3.500 euro netti.
Differenza: 540 euro a tuo favore ogni anno, solo cambiando il prodotto. Sull’ETF non c’è vincolo: puoi vendere quando vuoi senza perdere gli interessi maturati, cosa che il conto deposito vincolato non ti concede.
Esempio pratico: 100.000 euro per 12 mesi
Conto deposito vincolato al 4%: interessi lordi 4.000 euro. Ritenuta 26%: 1.040 euro. Imposta di bollo 0,20%: 200 euro. Rendimento netto: 2.760 euro (2,76%). Il denaro è bloccato per tutto l’anno.
ETF monetario XEON al 4% lordo: guadagno lordo 4.000 euro. Tassazione 12,5%: 500 euro. TER 0,10%: 100 euro. Rendimento netto: 3.400 euro (3,40%). Puoi vendere in qualsiasi momento.
Risultato: 640 euro in più con l’ETF, con la libertà di muoverti quando ti serve. Nel grafico qui sotto ti ho fatto il confronto.

Rendimento netto su €100.000 a tasso lordo 4%: Conto Deposito vs ETF Monetario
I migliori ETF monetari del 2026
Negli ultimi tre anni il mercato degli ETF monetari in Europa è cresciuto molto. XEON da solo ha superato i 22 miliardi di capitalizzazione, ma la concorrenza si è fatta più forte. Ecco i principali ETF accessibili all’investitore italiano con le piattaforme di trading più comuni.
Cosa guardare: TER il più basso possibile; capitalizzazione elevata, per maggiore facilità di compravendita; conformità UCITS, obbligatoria per il retail in Italia; tipo di replica, sintetica (swap-based) o fisica.
| ETF | ISIN | TER | Rendimento 2024 | Capitalizzazione | Note |
| Xtrackers EUR Overnight Rate Swap (XEON) | LU0290358497 | 0,10% | 3,75% | ~€22,1 mld | Più diffuso in Italia, replica €STR |
| iShares EUR Ultrashort Bond (ERNE) | IE00BCRY6557 | 0,09% | ~3,60% | ~€5,8 mld | Mix Bond breve termine |
| Amundi Smart Overnight Return (SMART) | LU2082571868 | 0,10% | ~3,50% | ~€3,5 mld | Lanciato marzo 2025 |
| iShares € Govt Bond 0-1yr (IB01) | IE00BGSF1X88 | 0,10% | ~3,30% | ~€4,2 mld | Solo BTP e titoli Stato EU |
Dove comprarli: tutti sono quotati su Borsa Italiana e acquistabili tramite i broker che trovi qui sotto:
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I migliori conti deposito del 2026
I tagli della BCE del 2024-2026 hanno compresso i tassi, ma il conto deposito resta competitivo, specie sulle offerte promozionali a durata fissa. I rendimenti migliori si trovano sulle proposte per nuovi clienti o sui vincoli a lungo termine.
Prima di aprire qualsiasi conto deposito, controlla: se l’offerta vale solo per i nuovi arrivati; il tetto massimo dell’importo agevolato; le penali in caso di svincolo anticipato; se è obbligatorio aprire anche un conto corrente associato.
| Banca | Rendimento lordo | Durata | Vincolo | Note |
| ING Conto Arancio | 4,00% | 12 mesi | Sì | Max €50.000, solo nuovi clienti |
| eToro | 3,55% | Senza vincolo | No | Su fondi non investiti; sogg. a variazioni |
| Scalable Capital | 3,50% | Fine 2025 | No | Promozione; poi 2,5% |
| BBVA | 3,00% | 6 mesi | Sì | Poi 0,5–2% fino a fine 2027 |
| Media mercato (vincolato) | 2,70–2,80% | Varie | Sì | Stima elaborazione WebEconomia |
Rendimenti lordi soggetti a ritenuta 26% e bollo 0,20%.
Come leggere i numeri: il tasso lordo non è quello che metti in tasca. Va ridotto del 26% di ritenuta fiscale e dello 0,20% di bollo. Un 4% lordo diventa il 2,76% netto.
Confronta sempre i rendimenti netti quando vuoi capire dove conviene davvero.
La terza via: BTP e titoli di Stato
C’è una terza opzione che molti ignorano: comprare BTP o altri titoli di Stato europei direttamente, portarli a scadenza e incassare le cedole. Si fa dalla piattaforma di trading che già usi, e i vantaggi sono concreti.
Tassazione al 12,5%, identica agli ETF monetari. Nessuna commissione di gestione annua (TER zero). Rendimento certo a scadenza, come un conto deposito vincolato. MilanoFinanza cita l’esempio di chi vuole accantonare 30.000 euro per comprare casa tra tre anni: un BTP a scadenza triennale risolve il problema in modo diretto, con il vantaggio della tassazione agevolata.
Il limite: la gestione è tua. Se vuoi diversificare su più emittenti e scadenze, devi farlo tu a mano.
E se il prezzo scende prima della scadenza e sei costretto a vendere, magari per un’emergenza, potresti realizzare una perdita.
La cosa fondamentale: compra BTP solo se sei certo di non aver bisogno di quei soldi prima della scadenza.
Come scegliere in base al tuo obiettivo
Non esiste il prodotto migliore in assoluto. La scelta dipende dall’orizzonte temporale, dall’importo e da quanto tieni alla flessibilità rispetto alla certezza.
Qui sotto ti ho fatto uno schema con i casi d’uso principali.

Schema decisionale: quale strumento scegliere in base a orizzonte temporale e priorità.
Quando conviene il conto deposito
Il conto deposito è la scelta più semplice. Lo apri, ci metti i soldi, aspetti la scadenza, incassi. Non serve seguire la Borsa né monitorare nulla. Per chi risparmia per la prima volta, quella semplicità vale tanto quanto il rendimento.
Funziona bene anche se hai meno di 100.000 euro, la garanzia FITD è una priorità, e sai già quando ti serviranno quei soldi.
Stai accantonando per le tasse? Per una spesa grande tra 12 mesi? Il conto vincolato è fatto apposta: tasso fisso, data di scadenza nota, nessuna sorpresa.
Quando conviene l’ETF obbligazionario
L’ETF monetario conviene in tutti gli scenari in cui la flessibilità conta e vuoi risparmiare sulle tasse.
Se hai già una piattaforma di investimento, aggiungere XEON o simili è questione di pochi click. Se hai importi oltre i 100.000 euro, il FITD non ti copre comunque per l’eccedenza: meglio diversificare, e l’ETF non ha limiti di importo assicurato.
L’ETF è la scelta giusta anche se non sai esattamente quando avrai bisogno di quei soldi: stai valutando un investimento, aspetti un’opportunità di mercato, o tieni una riserva di liquidità flessibile.
Vendi quando vuoi, incassi in due giorni, senza perdere un centesimo di rendimento maturato.
Quante obbligazioni tenere in portafoglio
Una volta usciti dalla gestione pura della liquidità, le obbligazioni e gli ETF obbligazionari diventano anche un componente strutturale del portafoglio di lungo periodo.
Quanto spazio dargli?
Puoi usare una regola pratica usata da decenni nel mondo della pianificazione finanziaria: sottrai la tua età da 100. Il risultato è la percentuale da tenere in azioni; il resto va in obbligazioni e liquidità. A 35 anni: 65% azioni, 35% obbligazioni. A 60 anni: 40% azioni, 60% obbligazioni. Più sei giovane, più hai tempo per recuperare eventuali cali di mercato, quindi puoi permetterti più rischio.
Non è un’indicazione assoluta: c’è chi usa 120 meno l’età (più aggressivo), chi si ferma a 90 (più conservativo).
Quello che conta è avere una quota obbligazionaria sufficiente a farti dormire tranquillo durante i ribassi, senza vendere in preda al panico.
Gli ETF monetari e quelli a breve scadenza sono tra le soluzioni più pratiche per costruire quella parte stabile del portafoglio.
Domande frequenti (FAQ)
Un ETF monetario è più sicuro di un conto deposito?
Il conto deposito ha la garanzia FITD fino a 100.000 euro: se la banca fallisce, quei soldi tornano a te. Gli ETF monetari non ce l’hanno. Ma gli ETF monetari investono in decine di titoli di Stato altamente affidabili e non concentrano tutto il rischio in un unico istituto. Per importi sotto i 100k, il conto deposito offre una tutela formale superiore. Per importi maggiori, la diversificazione dell’ETF può essere effettivamente più prudente.
Quanto rende oggi un ETF obbligazionario?
XEON ha reso il 3,75% lordo nel 2024. Con i tagli BCE del 2025, il rendimento atteso è sceso verso il 2,5-3% lordo, pari a circa il 2,19-2,63% netto al 12,5%. Confronta con un conto deposito al 3% lordo: netto al 26%, rende il 2,22%. L’ETF resta spesso davanti, proprio grazie all’aliquota ridotta.
Conviene ancora il conto deposito con i tassi in calo?
Sì, in certi casi. Se vuoi bloccare un tasso fisso su un orizzonte di 18-36 mesi, e sei sicuro di non aver bisogno di quei soldi nel frattempo, un conto vincolato ad esempio al 3,5% per tre anni garantisce quella certezza. Se invece cerchi flessibilità, hai importi elevati, o vuoi ridurre il peso fiscale, l’ETF monetario rimane la scelta più conveniente sul piano del rendimento netto.
Conclusioni
Conto deposito e ETF obbligazionari sono prodotti diversi per situazioni diverse.
Capire quale fa al caso tuo dipende da quattro elementi: orizzonte temporale, importo disponibile, priorità tra sicurezza e rendimento netto, e familiarità con i prodotti finanziari.
Il conto deposito vince sulla semplicità e sulla garanzia FITD. Se vuoi aprire qualcosa, dimenticartelo e sapere esattamente quanto incasserai a scadenza, è il tuo prodotto. Nessuna piattaforma di trading, nessun monitoraggio, nessuna sorpresa.
L’ETF monetario porta due vantaggi reali: la fiscalità agevolata e la flessibilità. Il 12,5% di tassazione contro il 26% del conto deposito fa una differenza enorme, fino a 540 euro all’anno su 100.000 euro a tasso uguale. E puoi vendere in qualsiasi momento senza perdere gli interessi maturati, cosa che il conto vincolato non permette.
I BTP, infine, occupano una posizione interessante diciamo a metà strada: certezza del rendimento come un conto deposito, fiscalità agevolata come un ETF, ma richiedono un minimo di gestione attiva. Adatti a chi ha un obiettivo preciso e sa quando gli serviranno i soldi.
Una cosa vale per tutti: qualsiasi di questi prodotti è meglio di tenere i soldi fermi sul conto corrente. L’inflazione non fa sconti.
Scegli quello che conosci meglio, o quello che ti sembra meno complicato, e parti. Il perfezionamento viene dopo.
Per iniziare è fondamentale partire da broker regolamentati. Vi lasciamo con i link ufficiali che sono mediati dal server di WebEconomia in modo da garantire l’accesso sicuro:
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