ETF Bitcoin in rosso: sei giorni di deflussi spingono il mercato verso il saldo negativo per il 2026

Gli ETF Bitcoin spot americani stanno perdendo pezzi, e i numeri lasciano poco spazio all'ottimismo.

Gli ETF Bitcoin spot USA stanno perdendo pezzi, e i numeri lasciano poco spazio all’ottimismo. Sei sedute consecutive con il segno meno hanno drenato 1,55 miliardi di dollari dai fondi quotati, assottigliando il saldo netto dell’anno a 536 milioni. Un cuscinetto che potrebbe svanire nel giro di due settimane, se il ritmo delle uscite non rallenta.

Mai, dalla nascita degli ETF spot nel 2024, il mercato si era trovato così vicino a chiudere un anno con più soldi usciti che entrati. Il 2024 e il 2025 avevano raccontato un’altra storia: miliardi in arrivo, entusiasmo istituzionale, il feeling di un settore in espansione continua. Ora il vento soffia dalla parte opposta.

Tutto è cambiato dopo il 14 maggio, ultimo giorno con un afflusso positivo. Da quel momento, i fondi più grandi hanno accusato il colpo: l’iShares Bitcoin Trust (IBIT) di BlackRock ha perso 448 milioni in una sola seduta. Bitcoin si trova attorno ai 77.000 dollari, l’11% sotto i valori di inizio anno. I documenti trimestrali depositati alla SEC ci portano altri dati da non sottovalutare: Jane Street ha tagliato l’esposizione del 70% circa, Goldman Sachs del 10%.

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L’emorragia giorno per giorno: i numeri della serie negativa

I numeri quotidiani non lasciano margine di interpretazione. Il 15 maggio è stata la giornata nera: 648,6 milioni di dollari usciti dall’intero comparto ETF spot. IBIT ha guidato la ritirata con 448 milioni, il Wise Origin Bitcoin Fund (FBTC) di Fidelity ha seguito a distanza. Il 16 maggio, altri 331 milioni hanno preso la stessa direzione.

Dopo il weekend, lunedì 19 maggio i deflussi sono ripartiti con 70,5 milioni. Martedì 20: 100,8 milioni. Mercoledì 21: 70,5 milioni. Giovedì 22: 100,8 milioni. Venerdì 23: 105,2 milioni. Nell’ultima seduta settimanale, BlackRock ha perso 68,9 milioni e Fidelity 36,3 milioni.

Ecco i dati di SoSovalue:

Un fondo ha fatto eccezione. Il Morgan Stanley Bitcoin Trust ETF (MSBT), lanciato l’8 aprile con una commissione dello 0,14%, la più bassa del comparto, ha raccolto 264 milioni dal debutto e ha messo a segno un piccolo afflusso di 1,11 milioni il 21 maggio, mentre tutto il resto cedeva. James Seyffart, analista del settore, sostiene che la guerra dei costi stia spostando capitali: chi paga commissioni elevate potrebbe trasferire le posizioni verso il fondo di Morgan Stanley, alimentando i deflussi altrove.

ETF Bitcoin: deflussi di Maggio 2026

Flussi netti giornalieri degli ETF Bitcoin spot statunitensi dal 14 al 23 maggio 2026.

Il contesto macro: rendimenti obbligazionari, petrolio e umore del mercato

La fuga dagli ETF Bitcoin va letta insieme a quello che accade fuori dal mondo crypto. Il rendimento dei Treasury a 10 anni al 4,567% toglie attrattiva agli asset rischiosi. Il Dollar Index a 99,4 indica un dollaro che resta solido. Il petrolio WTI viaggia tra 97 e 102 dollari al barile, con le tensioni mediorientali ormai alla decima settimana.

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Il Fear & Greed Index del mercato crypto oscilla tra 25 e 27 punti: territorio “paura”. La settimana scorsa, Mark Cuban ha dichiarato di aver liquidato buona parte delle sue posizioni in Bitcoin. Un singolo investitore non sposta gli equilibri, ma in un mercato già nervoso certi annunci pesano più del solito.

Ethereum soffre quanto Bitcoin: otto sessioni di fila con deflussi dagli ETF, 28 milioni usciti il solo mercoledì. Il dato che stride con il resto arriva dagli ETF su Hyperliquid (HYPE): 25,5 milioni incassati in un giorno, un record, e 54 milioni nella settimana. HYPE ha messo a segno un +101% da inizio anno, prova che il denaro non sta abbandonando del tutto il settore crypto: sta cercando destinazioni diverse.

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Il confronto con il biennio precedente e il secondo semestre

Il divario con il 2024 e il 2025 è netto. Due anni fa, il solo IBIT aveva attirato 25 miliardi di dollari. L’anno successivo, i flussi erano rimasti abbondanti grazie al prezzo di Bitcoin vicino ai massimi storici. Nel 2026, con BTC che ha perso l’11% e i deflussi che consumano il saldo netto, la situazione si è capovolta.

Glassnode lo dice senza giri di parole: “La domanda spot, in particolare da parte delle istituzioni statunitensi, non si è ripresa ai livelli della prima parte dell’anno.” Larry Fink, CEO di BlackRock, mantiene la sua stima a lungo termine di Bitcoin tra 500.000 e 700.000 dollari, ancorata ai modelli di allocazione dei fondi sovrani. Una visione che oggi suona più come un atto di fede che come un’analisi del presente.

Altri hanno fatto previsioni ancora più shock. Nella sezione Mercati trovi dei report interessanti delle principali società di analisi e ricerca.

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I conti sono presto fatti. Con 536 milioni rimasti di saldo netto e uscite settimanali attorno ai 250 milioni, bastano poco più di due settimane per toccare lo zero e andare sotto.

Un saldo negativo annuale per gli ETF Bitcoin non si è mai verificato: un evento simile rischierebbe di accelerare la pressione al ribasso sul prezzo. Il dato sull’inflazione PCE di venerdì e le decisioni della Federal Reserve restano gli unici fattori capaci di cambiare la traiettoria nel breve periodo.

Conclusioni

Sei giorni di rosso, 1,55 miliardi drenati, un saldo netto annuo che si assottiglia a 536 milioni. Quando operatori come Jane Street e Goldman Sachs alleggeriscono le posizioni, il messaggio è chiaro: la domanda istituzionale che aveva alimentato il mercato nel biennio precedente si sta ridimensionando.

Il numero da seguire è il saldo netto annuale degli ETF. Se dovesse scendere sotto zero, sarebbe la prima volta nella storia di questi strumenti, e costringerebbe a rivedere l’idea che gli ETF Bitcoin siano ormai un pilastro stabile del mercato finanziario. Nel frattempo, MSBT di Morgan Stanley con il suo 0,14% di commissione sta ridisegnando la competizione tra emittenti, spostando flussi da chi costa di più a chi costa di meno.

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