ETF a gestione attiva: cosa sono e come funzionano
Guida completa agli ETF a gestione attiva quotati su Borsa Italiana: come funzionano, costi, vantaggi e lista aggiornata 2026.
Gli ETF sono lo strumento passivo per eccellenza. Esistono però gli ETF a gestione attiva, cioè fondi che vengono gestiti e amministrati attivamente da professionisti, consulenti o algoritmi con l’obiettivo di battere il mercato, cioè il benchmark di riferimento.
Gli ETF a gestione attiva possono essere utili nel tuo portafoglio? Vediamo un pò di numeri.
Il patrimonio degli ETF attivi in Europa è salito da 83,7 miliardi di euro a fine 2025 a 99,9 miliardi ad aprile 2026, un rialzo del 19,4% in soli quattro mesi. Su scala globale, gli ETF attivi gestiscono 1.764 miliardi di dollari, contro i 58 miliardi del 2017. Su Borsa Italiana, il primo bimestre del 2026 ha portato oltre 50 nuove quotazioni, il 16% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Addirittura ci sono società come State Street, che prevedono che nel 2026 i lanci di ETF attivi in Europa supereranno quelli passivi. Parliamo di almeno 15 nuovi emittenti pronti a debuttare. E dovrebbero essere in maggioranza fondi attivi.
Eppure c’è un dato oggettivo.
Da qui il successo degli ETF passivi. Gli ETF a gestione attiva, cosiddetti di “nuova generazione” hanno dei costi inferiori rispetto al passato. Non solo. Anche le condizioni sembrano essere più trasparenti. Spesso sono stati accusati di essere un pò “opachi” nella gestione.
Andiamo come sempre ad analizzare i numeri.
Cosa sono gli ETF a gestione attiva e in cosa differiscono dagli ETF passivi
Un ETF è un fondo di investimento che si compra e si vende in borsa, come un’azione. La struttura è simile ma cambia la strategia di gestione. Come quelli attivi sono tradabili in borsa.
Con un ETF passivo, il gestore replica un indice in modo meccanico. Se l’MSCI World guadagna il 10%, il tuo ETF passivo fa altrettanto, al netto delle spese le spese.
Approfondimento Migliori ETF MSCI World 2026: 5 proposteUn ETF a gestione attiva funziona in modo diverso. Un team di analisti decide quali titoli includere, con quale peso e quando cambiare le posizioni. L’obiettivo può cambiare nel tempo. Ad esempio può essere quello di generare un rendimento superiore all’indice, distribuire un reddito più alto, o ridurre la volatilità.
ETF passivi: la replica meccanica del benchmark
La replica può essere fisica (il fondo compra i titoli dell’indice, tutti o un campione) o sintetica (usa contratti swap con una banca per ottenere lo stesso rendimento).
Il costo fa la differenza. Ad eempio i migliori ETF passivi su indici globali hanno un TER tra lo 0,05% e lo 0,20% annuo. Con 10.000 euro investiti, le commissioni di gestione vanno da 5 a 20 euro l’anno. Ne abbiamo parlato in questo approfondimento sui costi degli ETF. Ci sono anche altri approfondimenti nella sezione che puoi consultare.
Qui vedi ad esempio la scheda di un tipico ETF quotato su un indice globale:
iShares Core MSCI World UCITS ETF
ETF attivi: discrezionalità del gestore dentro una struttura quotata
Il gestore di un ETF attivo sovrappesa o sottopesa settori, aree geografiche e singoli titoli rispetto al benchmark.
I costi sono più alti rispetto ai passivi ma restano nettamente sotto quelli dei fondi comuni tradizionali. Si parte dallo 0,18% dei prodotti ultra-short income di JPMorgan e si arriva allo 0,75% degli ETF tematici di ARK Invest.
Un fondo comune attivo italiano ha in media un TER tra l’1,5% e il 2,0%.
Come funzionano gli ETF a gestione attiva
Nella struttura di mercato, un ETF attivo è identico a uno passivo. Il fondo emette quote negoziate sul mercato regolamentato (in Italia, il segmento ETFplus). Gli Authorized Participants creano e rimborsano quote in blocco per tenere allineato il prezzo di mercato al valore patrimoniale netto. Puoi acquistare quindi delle quote del fondo per creare il tuo portafoglio di investimento.
Cambia la gestione del portafoglio sottostante. Un ETF passivo copia un indice. Un ETF attivo affida a professionisti le decisioni su titoli, pesi e tempistica degli interventi. Il processo può essere completamente discrezionale o guidato da modelli quantitativi.
Rispetto ai fondi comuni attivi, gli ETF attivi hanno tre differenze operative. Compri e vendi in qualsiasi momento durante l’orario di borsa, senza attendere il calcolo del NAV di fine giornata.
Non paghi commissioni di ingresso, uscita o performance, voci che nei fondi bancari pesano per l’1-3% aggiuntivo. Molti ETF attivi pubblicano la composizione del portafoglio ogni giorno; i fondi comuni la rendono nota ogni sei mesi.
Approfondimento Come creare e gestire un PortafoglioEnhanced indexing: la strategia più diffusa
L’enhanced indexing parte da un indice (MSCI World, S&P 500) e applica sovrappesi e sottopesi su singoli titoli sulla base della ricerca fondamentale. L’idea è ottenere un rendimento leggermente superiore con un rischio comparabile, senza stravolgere l’indice.
JPMorgan guida questo segmento con la gamma Research Enhanced Index. Il prodotto globale (TER 0,25%) parte dall’MSCI World con circa 677 titoli e ha generato storicamente un piccolo extra-rendimento. Fidelity offre il Global Equity Research Enhanced con lo stesso TER e un approccio analogo.
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Covered call e strategie income
Gli ETF covered call vendono opzioni call sulle azioni in portafoglio. Incassano il premio dell’opzione e lo distribuiscono come cedola. Il compromesso: rinunci a parte del rialzo oltre una certa soglia, in cambio di un flusso cedolare che può arrivare all’8-10% annuo.
Su Borsa Italiana trovi il JPMorgan Global Equity Premium Income (TER 0,35%), il JPMorgan Nasdaq Equity Premium Income (TER 0,35%) e l’iShares World Equity High Income (TER 0,35%, cedola target 9,6% annuo). Il Global X Euro Stoxx 50 Covered Call (TER 0,45%) distribuisce una cedola mensile del 9% circa.
Ecco alcuni dei più usati:
| ETF | ISIN | Ticker | TER | Sottostante | Distrib. | Rend. distrib. |
| JPMorgan US Equity Premium Income | IE000U5MJOZ6 | JEPI | 0,35% | S&P 500 + overlay (ELN) | Mensile | ~7,5% |
| JPMorgan Nasdaq Equity Premium Income | IE000U9J8HX9 | JEPQ | 0,35% | Nasdaq 100 + overlay | Mensile | ~10,4% |
| JPMorgan Global Equity Premium Income | IE0003UVYC20 | JEPG | 0,35% | MSCI World + overlay | Mensile | ~7,0% |
Factor investing e tilt sistematici
Alcuni ETF attivi sfruttano fattori di rendimento studiati dalla ricerca accademica: value (titoli a prezzo basso rispetto ai fondamentali), size (piccole capitalizzazioni) e profitability (aziende con margini alti). Avantis e Dimensional sono gli emittenti di riferimento.
L’Avantis Global Equity (TER 0,22%) ha un tilt value e profitability su scala globale. L’Avantis Global Small Cap Value (TER 0,39%) combina piccole capitalizzazioni e value. Il Dimensional Global Core Equity (TER 0,26%) ha un tilt più leggero, pensato come posizione centrale di portafoglio.
I migliori ETF a gestione attiva su Borsa Italiana nel 2026
La tabella raccoglie i principali ETF a gestione attiva disponibili su Borsa Italiana nel 2026.
| # | ETF | Ticker | TER | AUM | Perf 1Y | Perf 3Y | Voto | Compra |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | JPMorgan ETFs (Ireland) ICAV - US Research Enhanced Index Equity Active UCITS ETF | JREU.DE | 0,20% | 11,5 mld € | +20,8% | +70,7% | 9.2 | Compra → |
| 2 | JPMorgan ETFs (Ireland) ICAV - Global Research Enhanced Index Equity Active UCITS ETF | JREG.DE | 0,25% | 5,8 mld € | +20,6% | +66,8% | 8.9 | Compra → |
| 3 | JPMorgan ETFs (Ireland) ICAV - Europe Research Enhanced Index Equity Active UCITS ETF | JREE.DE | 0,25% | 2,8 mld € | +15,3% | +51,2% | 8.6 | Compra → |
| 4 | iShares World Equity High Income Active UCITS ETF | WINC.L | 0,35% | 712 mln € | +20,7% | — | 8.2 | Compra → |
| 5 | Fidelity Global Equity Research Enhanced UCITS ETF ACC-USD | FGLS.L | 0,25% | 232 mln € | — | — | 7.9 | Compra → |
Rendimenti in euro dal valore della quota pubblicato da ciascun emittente, al 2 Ottobre 2026. Voto calcolato secondo la nostra metodologia.
ETF attivi azionari: dalla replica migliorata all’innovazione
Gli ETF attivi azionari su Borsa Italiana si dividono in due famiglie. I prodotti di enhanced indexing (JPMorgan, Fidelity, iShares) partono da un indice ampio e lo affinano con aggiustamenti mirati. I costi restano contenuti (TER 0,20%-0,25%) e il portafoglio include centinaia di titoli.
Gli ETF ad alta convinzione fanno il contrario: concentrano il portafoglio su pochi titoli. ARK Innovation investe in 30-50 aziende legate all’intelligenza artificiale, robotica, genomica e blockchain. Janus Henderson tiene solo 20-25 titoli europei scelti con analisi bottom-up. I TER sono più alti (0,49%-0,75%) e la volatilità è superiore, ma nelle fasi di mercato favorevoli i ritorni possono essere notevoli.
ARK Invest Europe ha quotato 10 ETF attivi su Borsa Italiana, tutti Articolo 8 SFDR. I tre più diffusi: ARK Innovation (ARKK), ARK AI & Robotics (ARKI) e ARK Space & Defence Innovation (ARKX). OCF: 0,75% ciascuno.
ETF attivi obbligazionari: reddito fisso con flessibilità
Nel reddito fisso, un gestore attivo può selezionare gli emittenti, gestire la duration e posizionarsi lungo la curva dei rendimenti. Il mercato obbligazionario è meno trasparente di quello azionario e lascia più spazio per generare extra-rendimento.
JPMorgan propone due ETF ultra-short income (TER 0,18%) in euro e dollari, pensati come alternativa alla liquidità con rendimento leggermente superiore. PIMCO ha il US Short-Term High Yield (TER 0,55%) per chi cerca rendimenti più alti nel credito a breve durata, e il Covered Bond UCITS (TER 0,43%) su obbligazioni garantite europee.
State Street prevede che nel 2026 il reddito fisso attivo peserà per oltre il 40% dei nuovi lanci in Europa.
Approfondimento ETF obbligazionari: la guida completaETF attivi vs ETF passivi: quando scegliere l’uno o l’altro
Per capire se gli ETF attivi ti possono interessare, mettiamoli a confronto.
Criterio | ETF passivi | ETF attivi | Fondi comuni attivi |
TER medio | 0,07% – 0,20% | 0,18% – 0,75% | 1,50% – 2,00% |
Commissioni ingresso/uscita | No | No | Spesso sì |
Commissioni performance | No | No | Spesso sì |
Liquidità | Intraday | Intraday | Fine giornata (T+1) |
Trasparenza portafoglio | Giornaliera | Giornaliera/Settimanale | Semestrale |
Obiettivo | Replicare indice | Battere indice / income | Battere indice |
Tassazione Italia (gain) | 26% | 26% | 26% |
Il verdetto dei dati SPIVA: la maggioranza dei gestori attivi sottoperforma
I report SPIVA di S&P analizzano ogni anno come si comportano i fondi attivi rispetto ai loro benchmark. Il risultato è stabile da due decenni: su orizzonti di 10 anni, la maggioranza dei gestori non batte l’indice al netto dei costi.
Però c’è una distinzione che cambia la prospettiva. I dati SPIVA riguardano fondi comuni con TER tra l’1,5% e il 2,0%, più commissioni di performance. Un ETF attivo enhanced con TER allo 0,25% parte con un handicap di costo quattro o cinque volte inferiore.
Quindi valuta bene i costi.
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Quando la gestione attiva può fare la differenza?
La gestione attiva tende ad aggiungere valore dove il mercato è meno efficiente. I mercati emergenti, con copertura analitica inferiore, offrono più opportunità rispetto alle large cap americane, seguite da migliaia di analisti.
Nel reddito fisso il vantaggio è strutturale: il mercato è over-the-counter, con inefficienze di prezzo persistenti. La gestione attiva della duration e del credito permette di adattarsi ai cicli di tassi con più flessibilità rispetto a un indice statico.
Le strategie income meritano, invece, un discorso a parte. Se ti serve un flusso cedolare periodico, le covered call offrono distribuzioni che un ETF passivo non genera. Questo implice meno crescita del capitale ma più reddito.
In generale un ETF passivo vince quasi sempre.
Tassazione degli ETF attivi in Italia: cosa devi sapere
Gli ETF attivi UCITS in Italia seguono le stesse regole fiscali degli ETF passivi. Plusvalenze e proventi scontano un’aliquota sostitutiva del 26%. La componente investita in titoli di Stato white list (Italia, Germania, Francia, USA tra gli altri) è tassata al 12,5%.
Un aspetto da non trascurare: le perdite su ETF generano minusvalenze classificate come redditi diversi. Non le compensi con le plusvalenze da altri ETF o fondi, che rientrano nei redditi di capitale. Per la compensazione ti servono plusvalenze da azioni, certificati, ETC o altri strumenti a reddito diverso. Tienilo a mente nella pianificazione del portafoglio.
L’imposta di bollo è sempre dello 0,20% annuo del controvalore delle posizioni al 31 dicembre. Si applica a tutti gli strumenti finanziari in un deposito titoli italiano.
Se vuoi un approfondimento ulteriore, puoi consultare questa guida sulla tassazione sugli ETF.
Come investire in ETF a gestione attiva dall’Italia: guida pratica
Acquisti gli ETF a gestione attiva su Borsa Italiana, segmento ETFplus, attraverso un conto titoli. I broker più usati dagli investitori italiani sono Directa, Fineco, Degiro, Interactive Brokers e Scalable Capital.
Puoi impostare un piano di accumulo anche su ETF attivi, ma verifica che il broker abbia l’ISIN del prodotto che ti interessa. La copertura varia da intermediario a intermediario.
Tre criteri di selezione. Il TER deve essere coerente con la strategia: un enhanced indexing sopra lo 0,35% è caro, un tematico sotto lo 0,50% è competitivo. L’AuM (patrimonio gestito) segnala liquidità e solidità. Sotto i 50 milioni di euro il rischio di chiusura del fondo è concreto. Lo spread bid-ask su Borsa Italiana ti dice quanto costa entrare e uscire.
Scegli ETF con spread sotto lo 0,10%.

Crescita del patrimonio globale in ETF a gestione attiva dal 2017 al 2026.
ETF attivi nel 2026: i trend da tenere d’occhio
Il 2026 conferma la crescita degli ETF attivi in Europa. Per la prima volta, i lanci di prodotti attivi supereranno quelli passivi.
Il reddito fisso attivo guida l’espansione. I prodotti obbligazionari attivi peseranno per oltre il 40% dei nuovi lanci e dei flussi netti. Amundi ha lanciato un ETF attivo sul mercato monetario euro; PIMCO e JPMorgan ampliano le gamme nel credito e nella duration breve.
Sul fronte azionario, ARK Invest Europe ha portato a 10 gli ETF attivi su Borsa Italiana, tutti Articolo 8 SFDR. Xtrackers ha lanciato quattro ETF multi-asset attivi con esposizione azionaria dal 20% all’80%. State Street ha quotato un ETF attivo sulle azioni globali che punta a battere i mercati sviluppati ed emergenti.
Le piattaforme digitali stanno ampliando l’accesso anche per gli investitori privati che fino a poco tempo fa non avevano a disposizione strategie attive a costi contenuti.

Ripartizione degli ETF attivi per strategia nel mercato europeo, 2026. Fonte: State Street, LSEG Lipper.
Domande frequenti sugli ETF a gestione attiva (FAQ)
I migliori ETF attivi enhanced hanno un TER tra lo 0,20% e lo 0,35%, contro lo 0,07%-0,20% dei passivi. I fondi comuni attivi tradizionali arrivano all’1,5%-2,0%.
Sì. La maggior parte dei broker online italiani permette piani di accumulo su ETF attivi quotati su ETFplus. Controlla che il tuo broker abbia il prodotto che vuoi acquistare. Fai una ricerca per codice ISIN.
No è il contrario. I dati indicano che la maggioranza dei gestori sottoperforma su 10 anni. Gli ETF attivi enhanced, con TER quattro o cinque volte più bassi, fanno un pochino meglio.
ETF a gestione attiva: sono convenienti?
Il mercato degli ETF attivi sta crescendo. In Europa il patrimonio gestito è cresciuto del 19,4% nei primi quattro mesi del 2026, i lanci attivi stanno per superare quelli passivi e almeno 15 nuovi emittenti si preparano a debuttare.
Su Borsa Italiana ce ne sono molti. Emittenti come JPMorgan, ARK Invest, Fidelity, Avantis, Dimensional, PIMCO, iShares, Janus Henderson stanno aumentando i loro prodotti.
Meglio un ETF attivo o passivo?
Generalmente gli ETF passivi fanno molto meglio al netto dei costi e dunque “dovrebbero” far parte della componente core di un portafoglio. La parte satellite, dove servono strategie mirate o esigenze specifiche, potrebbe includere una parte di ETF attivi.
La gestione attiva mostra un vantaggio potenziale in mercati meno efficienti come gli emergenti, quelli a reddito fisso o piccole capitalizzazioni. Se ti serve reddito periodico, le covered call offrono cedole che un ETF passivo non genera. Se punti su temi come l’intelligenza artificiale o la difesa spaziale, ETF come quelli di ARK danno esposizione gestita a costi inferiori a un fondo comune.
I costi si sono ridotti ma sono ancora troppo alti. Un TER di 0,25% per un ETF enhanced è sicuramente più basso rispetto a all’1,5%-2,0% di un fondo comune venduto in banca. Tuttavia gli ETF passivi iniziano a offrire TER anche sotto lo 0,1%.
La scelta quindi spetta a te. Valuta il tuo profilo di rischio e il tuo orizzonte temporale. E confronta sempre i costi reali cercando di diversificare.
Per iniziare è fondamentale partire da broker regolamentati. Vi lasciamo con i link ufficiali che sono mediati dal server di WebEconomia in modo da garantire l’accesso sicuro:
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