Esuberi nelle banche, monito Bankitalia: serve legge per gestirle

Nuovo monito della Banca d’Italia nei confronti del sistema bancario del nostro Paese e delle falle ancora presenti. Secondo il direttore generale di Bankitalia Salvatore Rossi, intervenuto alla XVIII Giornata del Credito, le banche italiane devono recuperare la propria agilità, essere più snelle da un punto di vista organizzativo. E adeguarsi alle sfide hi-tech ineludibili, anche se ciò implicherà ridurre il proprio personale. E allora, come occorrerà gestire gli esuberi nelle banche? Secondo Rossi, si potranno utilizzare gli ammortizzatori sociali esistenti, vale a dire il sistema del pensionamento anticipato finanziato dal fondo di solidarietà di settore. Per il quale, peraltro, di recente è stata anche ampliata la possibilità di utilizzo in altri settori.

Esuberi nelle banche, rivedere il modo di operare

esuberi nelle bancheSempre secondo Rossi, lo snellimento porterà dei risparmi che serviranno per aiutare il recupero di redditività delle aggregazioni. Le quali vanno facilitate in particolar modo fra banche di media dimensione, dove le possibilità di sfruttare sinergie di costo da un lato e diversificare le fonti di ricavo dall’altro, sembrano maggiori. Tocca poi il punto dolente della «bassa redditività» delle banche italiane, per le quali diventa necessario aumentare la razionalizzazione delle strutture organizzative centrali e delle relative filiali sul territorio. Così da ridurre l’eccesso di capacità produttiva che è andata incrementandosi nel lungo periodo di crisi. Le banche dovranno concentrarsi sul core business; rivedendo il proprio modus operandi, concentrandosi su investimenti, tecnologia, efficienza e produttività, risparmi sui costi.

Esuberi nelle banche e non solo: le responsabilità delle imprese italiane

Una colpa nelle sofferenze bancarie e nel problema degli esuberi nelle banche, bisogna addurla anche al sistema imprenditoriale italiano. Secondo il direttore generale di Bankitalia Salvatore Rossi, grossa colpa infatti è anche delle imprese italiane che devono ammodernarsi, internazionalizzarsi, essere più flessibili dal punto di vista della produttività. Rossi, nel suo intervento, conclude affermando che gli imprenditori italiani devono smetterla di dare sempre colpa dei loro problemi al sistema. Ovvero a fattori esterni come: il fisco, la burocrazia, l’istruzione, le banche, ecc. Meglio fare mea culpa e capire tutti dove si sta sbagliando e perché negli altri paesi una ripresa già si sta vedendo, mentre in Italia non ancora.