Esselunga rimane agli eredi Caprotti: non è in vendita

Con la seguente lettera firmata da Marina e Giuliana Caprotti, eredi del Patron Bernardo Caprotti, fondatore di Esselunga, la nota catena di supermercati più importante d’Italia, viene smentita la vendita della nota insegna commerciale.

L’advisor legale Paolo Pettinelli avrebbe commentato: «C’è la formulazione della dichiarazione di interesse per l’acquisto del 100% del capitale sociale». Nulla da fare per la proposta del fondo cinese da parte delle socie del pacchetto di maggioranza.


Dalla stessa, si evince palesemente che gli eredi non sarebbero assolutamente intenzionati a vendere Esselunga al gruppo cinese Yida International Investment Group, il quale avrebbe presentato, giorni scorsi, una manifestazione di interesse per il 100% di Esselunga. Tuttavia, le socie di maggioranza ed eredi del noto brand Esselunga, Marina Caprotti e la mamma Giuliana Albera, non avrebbero alcuna intenzione di cedere l’insegna di Retailing ai cinesi. Le stesse sono socie di maggioranza, detengono il 70% di Esselunga e il 55% di Villata Immobiliare di Investimento e Sviluppo.

Per quanto concerne gli eredi, figli nati dal primo matrimonio del Patron Bernardo Caprotti, essi detengono le quote di minoranza e sarebbero intenzionati a vendere al gruppo cinese; inoltre, sembra che gli stessi non abbiano rapporti molto idilliaci con le donne.

Da fonti informative, l’offerta del gruppo cinese Yida International Investment Group ammonterebbe a circa 7,5 miliardi di euro. La società di investimento cinese è stata fondata nel 2011, ha sede a Pechino ed è attiva capillarmente e globalmente in vari comparti, dal real estate alle materie prime. L’avvocato Paolo Pettinelli, in qualità di consulente legale, interpellato dal gruppo cinese Yida International Investment Group, “ha seguito la predisposizione e la formulazione della dichiarazione di interesse” per l’acquisto del 100% del capitale sociale sia di Esselunga che dell’immobiliare Villata; siega lo stesso avvocato, “E’ stata formulata una lettera di intenti tale da avviare fin da subito le trattative su elementi concreti”. Tuttavia, niente da fare: le eredi, nonchè socie di maggioranza del Patron di Esselunga non sono assolutamente intenzionate a vendere. Stoppata la proposta dei cinesi.

Bilancio di Esselunga: “volano” i ricavi 2016 , perchè vendere ai cinesi?

D’altra parte era una decisione quasi “scontata” quella di stoppare “la lettera d’intenti” formulata dal gruppo cinese d’investimento Yida. la decisione di Marina Caprotti e della madre Giuliana Albera sarebbe palese e giustificata, dato che i ricavi risultanti dal Documento economico-finanziario di Esselunga, relativo al fiscal year 2016, sarebbeo in fase di crescita.

Perchè vendere? La situazione economica-finanziaria dell’insegna commerciale di supermercati più famosa d’Italia sarebbe assolutamente florida e solida. Come sostiene il quotidiano “Repubblica”: Marina “sembrerebbe determinata a proseguire l’attività di famiglia col marito Francesco Moncada”. Insieme alla coppia, ci sarebbero anche l’ad Carlo Salza e Germana Chiodi, la dipendente e storica segretaria del fondatore di Esselunga, diventata milionaria dopo i lasciti di Bernardo Caprotti.

In effetti, a quanto pare la volontà del padre defunto Caprotti sarebbe stata ben diversa dalla decisione presa dalla figlia minore Marina. Dal testamento del Patron di Esselunga si leggerebbe “Ho preso una decisione di fondo per il bene di tutti, in primis delle decine di migliaia di persone i cui destini dipendono da noi”. In parole povere, cedere l’attività nella mani di chi potesse gestire con un respiro internazionale.

Dalle parole redatte da Bernardo Caprotti, Esselunga sarebbe diventata troppo pesante da gestire e da poter essere portata avanti dalla famiglia, per questo secondo lo stesso “occorre trovarle, quando i pessimi tempi italiani fossero migliorati, una collocazione internazionale”. Probabilmente, se il padre di Marina fosse ancora in vita, la proposta dei cinesi forse sarebbe una valida occasione per dare un respiro più internazionale ad Esselunga?

Quello che è certo è che il Bilancio 2016 di Esselunga è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione: sono state realizzate vendite per 7,54 miliardi di euro, in crescita del 3,1% rispetto al 2015. Il Risultato Operativo è stato pari a 405 milioni di euro (431 milioni di euro nel 2015), l’Utile Netto è di 262 milioni di euro (291 milioni di euro del 2015). Il Margine Operativo Lordo è invece pari a 661 milioni di euro dai 626 milioni di euro del 2015. La Posizione Finanziaria netta è migliorata, passando a -55 milioni di euro dai – 116 milioni di euro del 2015. Gli investimenti hanno raggiunto quota 490 milioni di euro.

Lo sviluppo della rete di vendita registrato nel 2016 ha consentito la crescita dei clienti totali (+4,4%), ottenuta anche grazie alla combinazione di contenimento dei prezzi di vendita ed attività promozionali sviluppate nell’arco dell’anno, oltre che alla continua strategia di fidelizzazione della clientela.

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