Esselunga: l’addio amaro della storica segretaria “ereditiera” Germana Chiodi

WebEconomia aveva già trattato del nuovo capitolo della storia di Esselunga , iniziato dopo la morte del suo Patron Caprotti. Dopo i rumores e la smentita ufficiale della “presunta” vendita della famosa catena ai cinesi, adesso Esselunga torna a fare parlare di sè.

A lasciare amaramente e definitivamente Esselunga è la storica segreteria Germana Chiodi, ereditiera di ben 75 milioni di euro.

Infatti, dopo la morte del fondatore Bernardo Caprotti, la signora Chiodi, affezionata e storica segretaria di Esselunga, aveva ereditato la “modica” cifra di 75 milioni di euro.

Dopo nove mesi dalla scomparsa di Caprotti, la Chiodi con ben 50 anni di carriera alle spalle nella nota catena distributiva di supermercati, ha definitivamente detto addio a Esselunga.

Dopo aver “ripulito” la sua storica scrivania, Germana Chiodi ha chiuso definitivamente con i Caprotti, l’addio è stato “amaro”. Tra i rumores all’interno dell’azienda, si vocifera che dopo la scomparsa del Dottor Bernando Caprotti, il suo ruolo all’interno di Esselunga era stato notevolmente “ridimensionato” e, altri, affermano che la stessa famiglia Caprotti l’ha spronata a risolvere il suo storico rapporto di lavoro.

“Con il dottor Caprotti ci siamo voluti bene”, ha detto la segretaria milionaria, “Il dottore mi aveva anticipato che mi avrebbe ricordato nelle sue ultime volontà e io gli avevo detto che avrei fatto lo stesso nel mio testamento con alcune delle tante attività benefiche che lui aveva sempre sostenuto; facendolo nel silenzio perché ripeteva sempre che la beneficenza non va pubblicizzata”, aveva commentato la Chiodi all’indomani della scomparsa del Patron Caprotti.

Germana Chiodi: una vita in Esselunga

Ripercorrendo la biografia dell’ereditiera-segretaria Germana Chiodi, la stessa era entrata in Esselunga nel 1968 quando, non ancora ventenne, era stata inserita nell’organico come impiegata di contabilità.

Dopo qualche anno di gavetta, Germana era stata promossa Assistente nella segreteria di direzione e, in questo nuovo ruolo aziendale, la Chiodi si era data da fare e si era “rimboccata le maniche”.

Lavorava ben 9-10 ore al giorno, e spesso anche di sabato, dedicando ben 48 anni della sua vita al servizio del Patron Bernardo Caprotti ed all’insegna Esselunga. Si è fatta benvolere la Segreteria e, secondo, rumores si dice che la donna sia stata “qualcosa di più” di una semplice segretaria del Dottore.

Gelosia o voci indiscrete? Sicuramente una grande lavoratrice che ha sudato per raggiungere la posizione attuale, una donna di fiducia con una carriera alle spalle di grande rispetto.

Negli ultimi anni, la donna era diventata la consulente aziendale del Gruppo Esselunga, nonostante si fosse ritirata già da tempo in pensione.

“Quando ho maturato la pensione Bernardo mi ha chiesto di rimanere a lavorare finché c’era lui e io sono rimasta, ma ora senza di lui c’è il vuoto, anche in azienda si sente tanto la sua mancanza. Adesso non so che farò, rimarrò solo se la famiglia mi chiederà di restare ancora per un po’”, così la Chiodi aveva commentato all’indomani della morte di Caprotti.

Alla fine di luglio 2017 l’addio ufficiale con una semplice lettera inviata all’Ufficio del personale a formalizzare la chiusura del rapporto lavorativo con Esselunga.

Che ne sarà di Esselunga senza Germana?

Esselunga è pronta a guardare al futuro, dopo il riassetto organizzativo deciso nel mese di giugno dagli eredi di Caprotti: la vedova Giuliana Albera e la terza figlia Marina (figlia di secondo letto) detengono il controllo, e contemplano l’ipotesi di una futura quotazione di Esselunga in Borsa.

Per Germana Chiodi la storia con Esselunga finisce definitivamente: quello che è certo è che la donna da Segreteria era diventata Capo Segretaria e poi Consulente aziendale; inoltre, era il consigliere più ascoltato del Patron Caprotti.

Una donna potente ed “influente” sulle scelte dello stesso Dottor Caprotti, dalla selezione del personale fino alle scelte strategiche: non a caso, la stessa Chiodi era riuscita a convincere Caprotti nell’inserire i suoi quattro nipoti in Esselunga.

Prima della scomparsa del Patron la Chiodi aveva ricevuto una donazione da 10 milioni di euro e, per volontà testamentaria, l’imprenditore le aveva lasciato, 75 milioni di euro, oltre due quadri e l’archivio aziendale.

Mi piaceva stare con lui, ci stavo più tempo possibile, mi impegnavo e cercavo di dargli il più possibile. Gli ho voluto bene e lui ne ha voluto a me”, sono queste le parole commosse di Germana per il suo imprenditore che l’aveva fatta crescere professionalmente e, soprattutto, le ha lasciato un impero economico immenso.

Anche se l’addio a Esselunga risale alla fine di luglio, l’impresa non ha nemmeno redatto due righe di ringraziamento e di commiato per la storica segretaria del fondatore scomparso.

La famiglia Caprotti adesso ha le idee ben chiare sul futuro di Esselunga e confida nella strada verso la quotazione in Borsa a Piazza Affari.

Esselunga sarebbe la prima catena della grande distribuzione organizzata a compiere questo importante passo.

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