Esselunga: la strada verso la quotazione in Borsa ma come si deve procedere?

Torna a fare parlare di sé il colosso italiano della catena di supermercati Esselunga: dopo il secco “Esselunga non è in vendita” di Marina Caprotti al gruppo cinese Yida International Investment Group, ora spunta l’accordo e la decisione strategica presa tra i soci e familiari, eredi del Patron Bernardo Caprotti, sul riassetto societario che condurrà alla quotazione di Esselunga in Borsa.

Questa la comunicazione e la decisione presa: i membri della famiglia Caprotti hanno definito i rapporti societari, patrimoniali e di successione; in un primo momento, Esselunga SpA acquisirà il controllo dell’immobiliare Villata Partecipazioni e, successivamente, la seconda fase sarà dedicata alla strada della quotazione in Borsa.

Dopo il rifiuto dell’offerta da 7,5 miliardi da parte del gruppo cinese di Yida Investment, ora resta da capire se quella della quotazione è un progetto reale e non sia una “trovata” da parte degli eredi Caprotti che attendono qualche offerta di più rilevante interesse (ma, chissà, staremo a vedere!).

In fin dei conti, la situazione economico-finanziaria di Esselunga è tutt’altro che in difficoltà, da quanto si apprende dall’approvazione del Bilancio 2016 e dal comunicato stampa del 24 marzo 2017 “Nel 2016 il Gruppo Esselunga ha realizzato vendite per € 7.540 milioni, in crescita del 3,1% rispetto al 2015.

Lo sviluppo della rete di vendita registrato nel 2016 ha consentito la crescita dei Clienti totali (+4,4%), ottenuta anche grazie alla combinazione di contenimento dei prezzi di vendita (con deflazione dell’1,1% a totale vantaggio del Cliente) ed attività promozionali sviluppate nell’arco dell’anno. Da sottolineare che l’inflazione ricevuta dai fornitori è stata pari a + 0,9%.

Nel maggio 2016 è stato siglato il contratto di acquisto del ramo d’azienda di Ospitaletto dell’acciaieria Stefana SpA, in concordato preventivo, dove è prevista la realizzazione del quarto polo logistico del Gruppo. Nel 2017 avviati i lavori.

Nel corso del 2016 sono stati aperti i negozi di Monza (Viale Libertà), con la contestuale chiusura di quello in via Lecco, Como località Ca’ Merlata, Cusano Milanino (MI) e Prato Viale Galilei con la contestuale chiusura di quello adiacente. Il negozio di Milano Viale Certosa, aperto nel 1968, è stato chiuso.

L’organico medio ha raggiunto 22.741 persone, con un incremento di 811 collaboratori. Il 93% del personale ha un contratto a tempo indeterminato, record della GDO”.

Ottima la performance conseguita e ora, per il corrente anno 2017, sono previste 5 aperture tra cui Roma Prenestina (inaugurato nel mese di aprile) e Verona Fiera. Avviato il “Clicca e Vai” a Varedo, sulla Milano-Meda: il Cliente sceglie la spesa via web e passa poi a ritirarla in automobile. Milioni di iniziative sul territorio e, per il futuro di persegue la strada della quotazione in Borsa. Vediamo la disciplina regolamentare di Borsa Italiana SpA.

Ammissione delle azioni alle quotazioni di Borsa

La privatizzazione della Borsa valori realizzata a partire dall’anno 1997, in attuazione all’articolo 56 del Decreto legislativo 415/1996, ha determinato un significativo mutamento della disciplina in tema di ammissione delle azioni alle quotazioni di borsa, sospensione e revoca. Le relative competenze, in precedenza attribuite alla Consob, sono state attribuite alla società di gestione della borsa Borsa Italiana SpA, sia pure sotto la vigilanza della Consob stessa (rafforzata dalla Legge 262/2005).

In base all’attuale disciplina, si veda articolo 62 del TUF, le condizioni e le modalità di ammissione, esclusione e sospensione delle azioni e degli altri strumenti finanziari, dalle negoziazioni sono determinate dal Regolamento di mercato deliberato dall’Assemblea ordinaria della società di gestione dello stesso. Con l’approvazione del Regolamento di mercato della Borsa Italiana SpA, divenuto operativo dal 1998, l’ammissione, la sospensione e l’esclusione delle azioni dalla Borsa sono disposte dalla società di gestione, con l’osservanza delle condizioni e delle procedure sancite nel Regolamento.

L’ammissione alla quotazione avviene esclusivamente su domanda della società interessata “previa deliberazione dell’organo competente”, da individuarsi nell’assemblea dei soci. Non è perciò consentita l’ammissione di ufficio da parte della Consob prevista dalla previgente normativa, né sono previste ammissioni di diritto, come in passato, stabilito per le azioni di risparmio.

La società di gestione della Borsa entro due mesi dalla presentazione della domanda, comunica al soggetto emittente l’ammissione, o il rigetto della domanda stessa. Contestualmente ne dà comunicazione alla Consob e rende pubblica la decisione mediante proprio avviso. La decisione di ammissione può essere eseguita solo dopo 5 giorni dalla ricezione della comunicazione presso la Consob, termine entro il quale la Commissione può vietarne l’esecuzione.

L’inizio delle negoziazioni deve essere preceduto dalla pubblicazione di un apposito prospetto di quotazione contenente le informazioni necessarie “affinchè gli investitori possano formarsi un fondato giudizio sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria e sull’evoluzione dell’attività del soggetto emittente, nonché sui prodotti finanziari e sui relativi diritti”.

Contenuto e modalità di pubblicazione del prospetto sono determinati dalla Consob con proprio regolamento, in conformità con le previsioni del Regolamento comunitario 29/04/2004, n.809 (art. 113 Tuf e art. 53-56 Regolamento Consob 11971/1999). La prima ammissione delle azioni alla quotazione di Borsa ha conseguenze giuridiche rilevanti: da tale momento, la società è sottoposta al controllo della Consob e si rendono applicabili tutte le normative dettate per le società per azioni quotate.

Consob ed informazione societaria

La Consob espleta un ruolo fondamentale per assicurare un’adeguata e veritiera informazione del mercato mobiliare sugli eventi di rilievo che concernono la vita delle società che fanno appello al pubblico risparmio, in modo tale da consentire agli investitori e shareholders scelte più consapevoli. Lo scopo è quello di garantire che l’informazione sia veritiera ed adeguata.

Non si tratta né di un controllo sulla gestione con finalità di indirizzo dell’attività, né di un controllo rivolto a tutelare direttamente gli azionisti e/o creditori sociali. E’ fuori di ogni dubbio che la maggiore trasparenza della vita societaria di una quotata favorisca il più corretto funzionamento delle società e si traduca anche in una indiretta protezione degli azionisti attuali e futuri.

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