Esportatori Fantasma nel mirino dell’Agenzia dell’Entrate

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Secondo l’Agenzia dell’Entrate un’alta percentuale di esportatori italiani che commerciano oltre i confini nazionali, risultano essere Esportatori Fantasma. Con questo termine vengono definiti tutti coloro i quali non dichiarano al Fisco le loro operazioni commerciali, secondo l’Ansa saranno quindi circa 60 mila le lettere che nei prossimi giorni verranno recapitate a società che, nell’ultimo anno, non hanno dichiarato scambi con l’estero seppur iscritti nell’archivio delle Partite Iva specifiche per tale conteso.

Falsi Esportatori

Il sistema Vat Information Exchange System – VIES – permette di ottenere un identificativo fiscale europeo agli operatori economici di tutti gli stati membri della UE. Il VIES è un data base nel quale sono raccolte tutte le attività gestionali delle imprese ed accessibile a tutti gli operatori, per poter controllare l’effettiva esistenza dei clienti/fornitori, inoltre è uno strumento di verifica delle partite iva comunitarie e dell’affidabilità dell’azienda. Sono numerosi gli operatori commerciali italiani registrati nel VIES, ma le ricerche del Fisco hanno fatto emergere una discrepanza tra gli operatori e le loro dichiarazioni fiscali, per alcuni del tutto assenti. Pertanto l’Agenzia dell’Entrate per mezzo delle ormai note “lettere” chiederà ai contribuenti di chiarire la loro posizione.

Cosa dovranno fare i contribuenti che riceveranno la comunicazione

I contribuenti che nei prossimi giorni riceveranno la comunicazione da parte dell’Agenzia dell’Entrate, avranno due mesi di tempo per fornire al Fisco tutta la documentazione relativa all’attività commerciale e, ove necessario, pagare le relative imposte dovute. Nel caso in cui i contribuenti non facessero pervenire alcuna risposta o se la documentazione fosse incompleta, verranno cancellati dalla VIES e di conseguenza non potranno più operare nel mercato estero. Le aziende eliminate dalla lista VIES da un lato comporterebbe una soluzione positiva, ovvero impedire l’evasione fiscale sull’estero, dall’altro gli scambi commerciali per le aziende italiane verranno impedite, influendo in modo negativo sulla loro operatività poiché le partite IVA  di tali società non verranno più riconosciute negli altri paesi.

Con questo provvedimento l’Agenzia dell’Entrate metterà alle strette le aziende che risultano essere al momento non in regola con la dichiarazione, impedendo di fatto qualsiasi altra scappatoia.