Enti pubblici: come sprecare 20 miliardi… Per sbaglio. La rivelazione dell’Istat

La spesa pubblica è alta in Italia, questo è assodato. Lo è per tutta una serie di sprechi che, in un modo o nell’altro, bloccano importanti risorse, altrimenti destinate ad attività più utili. I maggiori indiziati nel ruolo di colpevole sono gli enti pubblici, luoghi nei quali si annida spesso la corruzione o più semplicemente si insiste su una cattiva gestione della cosa pubblica. Tutto ciò è meritevole di indignazione ma quando lo spreco avviene per una distrazione la rabbia aumenta. Perché è proprio vero: gli enti pubblici “bruciano” ogni anno 20 miliardi “per caso”. A certificarlo, e a spiegare il perché di tale spreco, è una ricerca condotta dall’Istat e dal Ministero dell’Economia.

Enti Pubblici

Enti pubblici territoriali e non territoriali: una distrazione che costa cara

Venti miliardi all’anno di spreco rappresentano una cifra abnorme, praticamente l’equivalente di una manovra “lacrime esangue”. Qual è l’attività che causa uno spreco così importante? La risposta è sorprendente quanto banale. Gli enti pubblici, sia quelli territoriali come comuni, province e regioni, che quelli facenti capo ai rispettivi ministeri, non badano a dove acquistano.

Per mandare avanti un istituto è necessaria una certa quantità di strumenti, merci, materiali. Basti pensare alla mole di carta necessaria per la documentazioni, a prescindere da tutti i discorsi circa la svolta digitale nella PA. Ebbene, tutto ciò viene acquistato nel mercato comune, senza fare riferimento al mercato “specializzato”, dedicato esclusivamente agli enti pubblici: la Consip. Questo istituto si pone come committente principale e offre prezzi leggermente agevolati.

Qualche numero aiuterà gli interessati a schiarirsi le idee. Per l’acquisto di furgoni, gli enti pubblici pagano ai fornitori il 25% in più rispetto a quanto pagherebbero se facessero riferimento alla Consip. Sul fronte autovetture, la differenza si attesta al 17%. Anziché pagare una media i 7.911 euro per unità, se ne pagano 9.707. Uno spreco simile coinvolge l’argomento “fotocopie”. Farne una costa in media 0,0115 euro, ma con l’intermediazione della Consip si scenderebbe a 0,0658.

Le percentuali lievitano se si sposta l’attenzione alla questione dell’energia. La differenza tra costi normali e costi intermediati dalla Consip si aggira sul 35%. Per il gasolio si arriva invece al 5%.

Enti pubblici esempi di cattiva gestione da nord a sud

Questa notizia aggiunge benzina sul fuoco del rapporto tra Stato e cittadini. Un rapporto che è andato logorandosi, pur non brillando mai per intensità. La causa va rintracciata in una pressione fiscale crescente, a fronte di una etica pubblica che lascia sempre più a desiderare e dell’esistenza di sprechi (come quello degli enti pubblici) che potrebbero essere facilmente evitati.

Anche perché il regime fiscale si è inasprito non solo sul fronte visibile, ossia quello statale, ma anche a un livello che poco concede alla luci della ribalta: le amministrazioni. Le tasse locali sono aumentate, e anche di tanto: le ultime rilevazioni parlano di un +17,6% in due anni.

Niente di sorprendente: se i governi tagliano fondi agli enti locali, questi sono costretti a recuperare risorse alzando le aliquote, pena la soppressione di importanti servizi (come il trasporto pubblico).

  • jgor

    “fotocopie”. Farne una costa in media 0,0115 euro, ma con l’intermediazione della Consip si scenderebbe a 0,0658.

    …che è di più!!

    • Enfy

      Sì appunto avranno sicuramente invertito le cifre.Comunque il problema di questo paese sono anche i cittadini che non hanno più buon senso.

  • StevenP

    Sono tutte balle.. la realtà è che il MEPA (strumento consip per gli acquisti) propone prezzi inverosimili e le piccole realtà (ad esempio le scuole) sono costrette a cercare altri fornitori. Cercate il video nell’archivio RAI ‘Il mercato elettronico della Consip’ e guardatevelo se non l’avete visto in TV. Basta con questi articoli volti a fomentare noi poveri consumatori. Come al solito i dati statistici sono manipolati a uso e consumo dei poteri forti..
    meditate gente, meditate.

  • Pippo Gi

    che articolo ridicolo