Enti no profit: le modifiche del nuovo ddl

Esecutivo al lavoro in materia di enti no profit con l’approntamento di un ddl già approvato dal Senato in seconda lettura. Ben presto pertanto potrebbe divenire legge un provvedimento che prevede una profonda revisione della normativa no profit sia a livello civilistico che a livello tributario.

Enti no profit e Onlus

La riforma prende spunto dal progetto di promuovere crescita, sviluppo, occupazione non solo degli enti non profit ma anche delle società che lavorano con tali enti. Nel ddl pertanto hanno trovato posto misure agevolative che sono rivolte a favorire investimenti di capitale, la previsione di regimi contabili semplificati, l’introduzione di ausili telematici per favorire lo sviluppo del settore (ad esempio sarà possibile effettuare una raccolta di capitali utilizzando portali telematici – crowfunding -), l’istituzione di un fondo apposito che ha come obiettivo quello di sostenere iniziative di carattere sociale (fondo che per il 2016 ha una dotazione di 16,5 milioni di euro).

Enti no profit diritto privato e fiscale

Il ddl prevede pertanto una profonda revisione dei regimi civilistici e fiscali, con sostanziali modifiche a quelle che sono le norme contenute nel titolo II del libro primo del codice civile in materia di associazioni, fondazioni ed in generale enti no profit. Oltre al codice civile le modifiche ed il riordino riguarderà le varie disposizioni legislative previste dalla disciplina speciale. Infatti la revisione riguarderà anche:

  • Modifica della disciplina inerente l’impresa sociale e modifiche all’istituto del servizio civile nazionale;
  • Modifiche al procedimento ed al riconoscimento della personalità giuridica in modo da semplificare i vari procedimenti;
  • Una definizione delle informazioni obbligatorie che saranno inserite all’interno degli atti e Statuti costitutivi.

Il testo ha pertanto stabilito nuovi adempimenti al fine di implementare procedure di trasparenza ed informazioni con la pubblicizzazione dei bilanci e degli altri atti dell’ente (utilizzando anche i canali internet).

Per quanto riguarda il regime di responsabilità limitata degli enti che sono riconosciuti come persone giuridiche, il ddl propone altri interventi tenuto conto anche del rapporto tra patrimonio netto e complessivo indebitamento degli enti medesimi. Al fine di garantire il rispetto dei diritti degli associati, nuovi interventi sono previsti in materia di impugnazione degli atti deliberativi, diritti di partecipazione e diritti di informazione.

Il ddl fisserà pertanto diversi paletti e successivamente saranno emanati decreti legislativi “ad hoc” con il compito di disciplinare la materia. Ad esempio in relazione a regimi fiscali e contabili semplificati in materia di Enti no profit, i decreti legislativi di futura emanazione avranno il compito di individuare opportuni parametri oggettivi. Come detto infatti alle associazioni ed enti del terzo settore verrà data la possibilità di utilizzare il crowfunding (raccolta di capitali effettuata tramite portali telematici) così come attualmente è previsto per le start-up innovative. Ulteriori agevolazioni saranno successivamente introdotte per favorire investimenti di capitale e sarà istituito il cosiddetto “Fondo per lo sviluppo”, Fondo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che avrà il compito di finanziare iniziative nel campo del volontariato, delle associazioni di promozione sociale ed enti no profit in generale. Il fondo avrà una componente di carattere “rotativo” (dotazione prevista di 10 milioni di euro) e una componente “non rotativa” (per il 2016 il fondo avrà uno stanziamento previsto di 7,5 milioni di euro).

enti mutualistici
onlus

Particolare interesse degli addetti ai lavori è riservata alla parte inerente la distribuzione di utili. Al riguardo il legislatore ha già ribadito che le imprese sociali debbano prevalentemente destinare gli utili al conseguimento dell’oggetto sociale. Di conseguenza la distribuzione sarà assoggettata a quanto previsto dall’art. 2514 del codice Civile, il quale in sostanza prevede:

  • Divieto di distribuire gli utili in misura superiore al rendimento dei Buoni Postali fruttiferi aumentato di 2,5 punti rispetto al capitale che è stato già versato;
  • Divieto inerente la remunerazione di strumenti finanziari in possesso di soci oltre i 2 punti rispetto a quanto già previsto in materia di distribuzione utili;
  • Non si ha la possibilità di distribuire riserve;
  • Obbligo di devoluzione dell’intero capitale ai fini mutualisti in caso di scioglimento della società (la norma è valida anche in caso di trasformazione o nel caso di perdano i requisiti di mutualità).

Infine il ddl introdurrà appositi criteri inerenti i rimborsi spese per le attività espletate dai volontari, preservando il carattere di gratuità e di estraneità alla prestazione di lavoro effettuata dai volontari.