Enpap, cassa previdenza psicologi: cos’è, iscrizione, contributi

La professione dello psicologo vanta un ente previdenziale a parte. Trattasi dell’Enpap, acronimo di Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Psicologi. Una Fondazione di diritto privato, che funge da cassa di previdenza e assistenza per questa professione. Nel concreto, Enpap consente agli iscritti e ai suoi famigliari, di poter usufruire degli strumenti di assistenza e di previdenza che sono previsti da questa fondazione di diritto privato. Secondo le ultime stime aggiornate a fine 2016, al fine di erogare tali strumenti, Enpap dispone di un patrimonio pari a 1,15 miliardi di euro, grazie ai suoi 54.400 e passa psicologi iscritti.

Di seguito vediamo chi deve iscriversi a questo ente, come iscriversi all’Enpap, i benefici e le scadenze.

Chi è obbligato ad iscriversi all’Enpap

L’iscrizione all’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Psicologi si rende obbligatoria quando vengono a concretizzarsi due condizioni:

  • essere iscritti all’Albo degli psicologi
  • conseguire redditi dall’esercizio della libera professionale di psicologo.

Ci si iscrive obbligatoriamente all’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Psicologi entro novanta giorni dal conseguimento del primo compenso maturato esercitato la professione di psicologo. Superato tale termine di 90 giorni, si va incontro a delle sanzioni. Sono invece esentati dall’iscrizione all’Enpap coloro che svolgono la professione di psicologo mediante contratti a progetto.

Come iscriversi all’Enpap

Sul sito ufficiale della cassa psicologi è disponibile una piattaforma online che offre una guida su come iscriversi alla cassa Enpap. Il tutto viene fatto per via telematica. Alla domanda di iscrizione occorre allegare una copia del codice fiscale, di un documento d’identità valido e del certificato di attribuzione di partita IVA. Quest’ultima di fatti certifica di avere delle entrare continue esercitando questa professione.

Come ci si cancella dall’Enpap

La cancellazione dall’Enpap si esegue quando vengono a mancare i due presupposti necessari per iscrivercisi. Quindi vale a dire:

  • quando ci si cancella dall’Albo degli psicologi,
  • non si percepisce più reddito mediante questa professione per un intero anno solare.

Riguardo al reddito, però, è bene specificare che esso non deve provenire per forza dall’esercizio della professione di psicologo propriamente detta. Viene infatti considerato reddito da psicologo anche quello che scaturisce da tutte quelle attività che richiedono già solo competenze tecniche proprie del professionista.

Enpap: quali sono i contributi e le scadenze

Vediamo di seguito quali sono i contributi da versare e le scadenze da osservare in merito all’iscrizione alla cassa previdenziale destinata agli psicologici iscritti a questo Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza:

  • Contributo soggettivo: da calcolarsi sul 10% del reddito netto ed il suo scopo è quello di garantire la copertura per beneficiare in vecchiaia di una futura pensione. Il contributo minimo Enpap da versare è pari a 780 euro (con alcune eccezioni che vedremo successivamente), ma può essere anche incrementato fino al 20% al fine di beneficiare di una pensione più sostanziosa.
  • Contributo integrativo: la quota minima è pari a 60 euro e lo si versa con un 2% sul corrispettivo lordo. Il suo scopo è quello di beneficiare di forme di assistenza come quelle necessarie in caso malaugurato di malattie o infortuni. Tale copertura consente, ad esempio, di accedere a esami diagnostici e a servizi sanitari in regime privato in tutti quei casi in cui si patisca gravi patologie o qualora occorra sostenere gravi interventi chirurgici. Essa è già compresa nell’iscrizione all’ENPAP, pertanto, non richiede adesioni in più. Occorre però essere in regola con gli adempimenti in materia di comunicazione reddituale. L’assistenza sanitaria facoltativa è invece diversa, prevedendo il pagamento a carico degli iscritti ENPAP che vogliono aderirvi. In cosa consiste? Nel rimborso delle spese per effettuare accertamenti diagnostici, visite specialistiche e ricoveri per patologie meno gravi e non compresi nell’altra tipologia assistenziale. Essa invece subentra qualora vi sia un ricovero con o senza intervento chirurgico, e di intervento ambulatoriale. Per entrambe le garanzie assistenziali, è possibile pagare in forma diretta, con le spese pagate appunto direttamente dalla compagnia assicurativa; in forma indiretta, se il pagamento viene invece anticipato dall’interessato e poi a lui rimborsato; in forma mista, se le prestazioni sono in parte pagate direttamente e in parte rimborsate.
  • Contributo di maternità: trattasi di un versamento una tantum avente lo scopo di finanziare le indennità di maternità delle donne iscritte. Successivamente vedremo meglio di cosa si tratta.

Quando Enpap prevede sconti al contributo minimo

L’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Psicologi prevede anche vari sconti e riduzioni per quanti versano la prima forma di contribuzione, quella minima di 780 euro. In questi casi:

  • per gli under 35 e nei primi tre anni di iscrizione all’Ente: riduzione del contributo minimo fino a 260 euro;
  • per i redditi professionali uguali o inferior a 1.560 euro: il contributo Enpap minimo viene scontato fino a 156 euro,
  • per lavoratori dipendenti e pensionati presso altre casse, presso l’Enpap dall’anno 2012 e inattivi a causa di malattia per almeno 6 mesi nell’anno solare: lo sconto è pari a 390 euro sul contributo Enpap soggettivo minimo.

Scadenze per il pagamento del contributo minimo Enpap

In genere, i contributi a questo Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Psicologi a carico degli iscritti vanno pagati con queste due scadenze nell’ambito di un anno solare:

  • il 1° marzo: in questa data occorre versare l’acconto dei contributi
  • il 1° ottobre: in questa data occorre fare due versamenti: il saldo e la comunicazione dei redditi per l’anno precedente.

Quali tipi di pensioni eroga Enpap

Questo Ente di diritto privato destinato agli psicologi, dà diritto a tre tipologie diverse di pensione:

  • Pensione Enpap di vecchiaia: viene riconosciuta quando si compiono i 65 anni di età, versando almeno 5 anni di contributi alla cassa. Si può anche accedere in età avanzata, al fine di poter contare su una pensione futura più sostanziosa;
  • Pensione Enpap di inabilità: tale pensione si beneficia quando, complici eventi che causano una sopraggiunta incompatibilità con l’esercizio dell’attività, si rende necessaria la cancellazione dall’Albo degli psicologi;
  • Pensione Enpap di invalidità: può essere beneficiata da parte di chi ha una percentuale di invalidità pari ad almeno il 66%. Maturati i requisiti Enpap, viene poi trasformata in pensione di vecchiaia.

Per poter beneficiare delle ultime due tipologie di pensioni sopra elencate previste da Enpap, è obbligatorio avere un’anzianità contributiva di minimo un quinquennio. Inoltre, occorrono anche tre anni di versamenti da effettuare nei cinque anni antecedenti la domanda di iscrizione.

Enpap è reverisibile?

Purché i requisiti richiesti siano soddisfatti, l’Enpap può erogare anche le pensioni di reversibilità e appannaggio dei superstiti.

Altre forme di assistenza Enpap

Oltre alle pensioni suddette in favore degli psicologi iscritti, l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Psicologi prevede anche di usufruire di altre forme di assistenza e sussidio. Tra queste, vanno annoverate:

  • l’indennità di maternità per le psicologhe che hanno partorito. Trattasi di un aiuto economico che consiste in circa 5 mila Euro al minimo, crescente in maniera proporzionale al reddito. Per maternità, oltre al parto, si intendono anche i casi di affido preadottivo e adozione;
  • il recente contributo alla genitorialità e alla paternità, con la ratio che avere figli sia un valore per la società e che anche i padri debbano pertanto usufruire di agevolazioni. Il contributo è di mille Euro, ed è aperto anche alle coppie omosessuali. Una scelta dell’Enpap che va controcorrente rispetto al pensiero diffuso nel nostro Paese;
  • l’altrettanto recente ‘pacchetto gravidanza’, il quale include diversi esami diagnostici del valore totale di circa 2 mila euro, comprendente: 4 ecografie (compresa la morfologica); le analisi ordinarie; uno a scelta fra amniocentesi, villocentesi o Harmony test; visite di controllo ostetrico ginecologiche; ecocardiografia fetale; visita di controllo ginecologico post-parto; due visite urologiche, un ciclo di prestazioni fisioterapiche riabilitative del pavimento pelvico post parto e tre colloqui psicologici post parto. Tale assistenza è peraltro anche estendibile alle partner non iscritte ENPAP con un’integrazione di circa 40 euro;
  • finanziamenti sotto forma di microcredito per gli psicologi che vogliono avviare un’attività;
  • i corsi di aggiornamento;
  • assistenza agli inabili. Qui occorre fare una differenza tra invalidità e inabilità. La prima riduce le capacità lavorative, la seconda le annulla, costringendo alla totale rinuncia del proprio lavoro;
  • le indennità in caso malaugurato di malattia e di infortunio. La richiesta va presentata online entro 5 giorni dalla conclusione della malattia. Occorre esibire certificato medico e scheda ISEE del nucleo familiare entro 30 giorni. Matura nel lasso di tempo che va dal settimo al sessantesimo giorno di interruzione del lavoro. La diaria riconosciuta va dai 50 ai 100 Euro, in base al reddito dichiarato nel secondo anno precedente alla malattia (in quanto essa è la prima dichiarazione dei redditi ufficiale che si incontra). Se la malattia dura meno di venti giorni, si ha una riduzione del 20%. La ratio riguarda il fatto che Enpap vuole tutelare di più chi patisce malattie lunghe con gravi danni per il reddito. Altra riduzione del 20% riguarda chi, oltre al reddito libero professionale, ha altre forme obbligatorie di indennità di malattia (si pensi a chi è iscritto anche all’INPS). Ciò sempre per tutelare chi non ha altre forme previdenziali oltre Enpap. Il fondo da cui l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Psicologi attinge per garantire tali prestazioni è il 2% che gli psicologi fatturano e fanno pagare al cliente. Solitamente, si tratta in media di circa 2 milioni di euro annui;
  • spese per il funerale: anche gli psicologi, ahinoi, non sono eterni. In caso di loro dipartita, l’Ente nazionale di previdenza e assistenza agli psicologi è alquanto generoso. Erogando una copertura delle spese fino a 7.500 Euro. Un funerale di lusso, tutto sommato.

Si può integrare ENPAP con lavori occasionali?

Anche gli psicologi possono aver svolto prima di diventarlo o svolgere anche durante la propria professione, lavoretti extra. Come quelli stagionali. La domanda che sorge spontanea riguarda se è possibile integrarli in una pensione ENPAP, al fine di renderla più cospicua. L’unico strumento possibile è quello della ricongiunzione, al fine di accorpare in un’unica pensione questi contributi. L’importante è comprendere quanti e quali sono questi versamenti, e valutare se è il caso di metterli tutti quanti insieme in ENPAP. In genere tale fondo privato li ammette anche quando sono inferiori ai 5 anni, cosa che altri gestori pensionistici non fanno.

ENPAP e riscatto laurea

Altra domanda che sorge spontanea riguarda il riscatto della propria tanto sudata laurea. In tanti ritengono che il riscatto della propria laurea comporti la possibilità di andare in pensione prima. In realtà non è così: l’età per il pensionamento è sempre di 65 anni. Ciò che però cambia riscattando gli anni di laurea è la quantità di contributi versati. Pertanto, il riscatto della laurea corrisponde a veri e propri versamenti aggiuntivi, aumentando su base volontaria il contributo soggettivo per una quota collocabile tra il 10% e il 20% del proprio reddito netto annuo.

ENPAP e Fisco

Qual è la posizione dei contributi Enpap rispetto al Fisco italiano? Innanzitutto, partiamo col dire che i contributi soggettivi obbligatori versati sono interamente deducibili dal reddito. Se ciò è risaputo dai più, non in tanti conoscono il fatto che, pure versando contributi soggettivi in più rispetto al minimo obbligatorio, si beneficia sempre della totale deducibilità senza alcun limite. A stabilirlo ci pensa l’articolo 10, comma 1, lettera e), del d.P.R. n. 917/1986.

Non è invece deducibile il contributo soggettivo (il 2% che imputiamo al cliente) poiché esso non concorre al reddito professionale. Invece, deve essere considerato come rivalsa. Versare contributi in forma volontaria è una cosa facoltativa per un libero professionista; il che comporta una deducibilità dall’imponibile Irpef fino ad un importo pari a 5164,57 Euro.

Un confronto tra Enpap ed altri fondi pensione professionali

Naturalmente, non solo gli psicologi sono obbligati a versare contributi in un apposito fondo pensione. Confrontando l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Psicologi, con altri gestori pensionistici si può vedere come la quota richiesta agli psicologi sia tra le più basse. Fa eccezione solo la cassa pluricategoriale (quella destinata a geologi, chimici e forestali per intenderci), sebbene in questo caso le caratteristiche delle professioni che vi rientrano consentono agli iscritti di lavorare extra come professionisti dipendenti, in genere presso studi. Il che riduce i contributi come lavoratori autonomi, ma consente loro anche di beneficiare, in vecchiaia, di forme previdenziali aggiuntive. Inoltre, versare contributi bassi ha come contraltare quello di essere una spia della scarsa resa economica di questa professione.

Basti pensare che il 74% del totale degli psicologi iscritti versa un contributo soggettivo inferiore a 2 mila Euro annui. Quindi con reddito netto inferiore a 20 mila Euro annui. Viepiù, il 74% consiste in un contributo soggettivo inferiore a 10 mila Euro annui. Ciò significa che il reddito netto è inferiore a 10.000 Euro annui. Tradotto in soldoni, solo settemila 7.000 psicologi che svolgono la propria professione da liberi professionisti guadagnano più di 20 mila Euro annui netti. Mentre circa 14.785 psicologi su 27 mila non arrivano a 10.000 Euro annui netti.

Una professione che non fa guadagnare molto, dunque. Naturalmente, al netto dell’evasione fiscale che non risparmia anche questa categoria. Tuttavia, non sono sicuramente in molti gli psicologi che vivono solo di questa professione.

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