Eni forse cederà Versalis

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Alcune indiscrezioni diffuse da Bloomberg oggi, indicherebbero una possibile cessione da parte di Eni di Versalis, azienda chimica leader in Italia nella produzione di polimeri per imballaggi e componenti per autovetture.

Nessuna notizia invece dai vertici di Eni, che in caso di cessione potrebbe così concentrarsi sulla sola estrazione e ricerca.

Le reazioni

Da Equita i commenti, attraverso un comunicato, sono stati positivi per quel che riguarda il titolo che invece in mattinata ha aperto in leggera flessione, dello 0,13% a 15,37 euro per poi risalire a -0,06%, posizionandosi a quota 15,43 euro per azione.

Nessun entusiasmo quindi per le azioni Eni, in una giornata che vede comunque Piazza Affari poco vivace tanto che non ci sono praticamente variazioni nell’indice Ftse.

Tanto è vero che il Cane a Sei Zampe è tra i migliori dell’indice che perde lo 0,26% mentre la partecipata Saipem scende dello 0,19% e Tenaris del 2,57%.
Ad influire continua la debolezza del petrolio che per il Brent segna 48,3 dollari al barile, con un -0,849% e per il WTI segna 45,59 dollari, ovvero 1,53% in meno.

Il petrolio

Notizie sul fronte petrolifero sono giunte ieri pomeriggio dell’American Petroleum Institute che ha riportato i dati sulle scorte statunitensi, che sono cresciute a 473 milioni di barili, con un aumento di 7,1 milioni rispetto all’ultimo bollettino, da cui gli operatori prevedevano una crescita ben al di sotto di quella reale, stimando in solo 3,9 milioni di barili l’aumento di scorte.

Questo inaspettato balzo delle scorte fa presupporre agli analisti un aumento dell’offerta già inflazionato da un eccessivo surplus in attesa del petrolio iraniano liberato tra una settimana dalle sanzioni per l’affaire energia nucleare.

Il prezzo del greggio dovrebbe quindi restare debole coinvolgendo in questa debolezza anche i titoli petroliferi.

Eni

Sul fronte Eni, dopo l’accordo di Versalis con l’indiana Reliance Industries, si conosce l’importanza del debito di Saipem a si dovrà rimediare con un rifinanziamento di 5 miliardi di euro e una ricapitalizzazione da 3,5 miliardi.