Enel fornirà energia green al resort Wynn di Las Vegas, ma ci sono anche altri progetti

Il colosso dell’energia italiano Enel punta sempre più all’energia “green” e lo fa anche nella sfavillante e luccicante Las Vegas. E’ infatti notizia di queste ore che la sua controllata Green Power North America, ha firmato un accordo per dare elettricità al resort Wynn di Las Vegas. Ubicato sulla cosiddetta Strip, la strada più famosa della città. A produrre l’energia sarà la Wynn Solar Facility at Stillwater (27 MegaWatt), con un nuovo impianto solare fotovoltaico che è in corso di realizzazione in Nevada e che dovrebbe partire entro la prima metà del 2018.

Vediamo il progetto nel dettaglio, ma non solo. Ci sono anche importanti novità in Cile per Enel e un progetto anche in Italia.

Enel, ecco il progetto a Las Vegas

Il parco fotovoltaico col quale Enel fornirà energia pulita al Wynn di Las Vegas si estende su 65 ettari e richiederà un investimento da 40 milioni di dollari. Si prevede che l’impianto produca oltre 43.900 MWh di energia all’anno, sufficienti a soddisfare fino al 75% della domanda energetica di picco del resort Wynn Las Vegas. Può essere già considerata la percentuale di copertura da fonti rinnovabili più elevata tra i resort di Las Vegas. Ma il progetto è destinato ad estendersi. Infatti, si prevede altresì che l’impianto alimenti pure il Paradise Park. Che sarebbe il futuro polo immobiliare multifunzionale di Wynn Las Vegas.

Così presenta il progetto Antonio Cammisecra, responsabile di Enel Green Power (EGP), la Divisione Globale Energie Rinnovabili di Enel:

“Abbiamo concluso una partnership innovativa che rafforza ulteriormente la capacità di Enel Green Power di offrire soluzioni vincenti, personalizzate in base alle esigenze energetiche dei clienti” (…) siamo molto lieti dell’impegno di Wynn a favore dell’energia rinnovabile e guardiamo con fiducia a una collaborazione duratura che rafforzerà il ruolo del Nevada quale hub di eccellenza energetica e ambientale”.

L’impianto solare di Wynn sarà dunque completamente fotovoltaico e ricadrà nella contea di Churchill, come detto in Nevada. Il nuovo impianto è adiacente alla premiata centrale ibrida di Stillwater, primo impianto al mondo che combina la capacità di generazione continua della geotermia a ciclo binario a media entalpia con il solare fotovoltaico e il solare termico.

Il nuovo impianto fotovoltaico che alimenterà la sede di energia del Wynn Las Vegas avrà una capacità da 27 MegaWatt e condividerà l’infrastruttura di connessione esistente con l’impianto ibrido geotermico-solare.

Non solo Las Vegas, i precedenti progetti americani di EGP

Per Enel Green Power si tratta del quinto importante accordo siglato con clienti aziendali negli Stati Uniti dell’arco di 2 anni. Di recente, lo scorso anno, EGPNA ha annunciato un accordo con Facebook relativo a 200 MW dei 320 MW di Rattlesnake Creek, l’impianto eolico attualmente in costruzione in Nebraska. Sempre lo scorso anno, EGP aveva firmato accordi su due impianti da realizzare in Oklahoma: il primo con T-Mobile US, Inc. per 160 dei 300 MW del parco eolico Red Dirt, il secondo con il produttore di birra Anheuser-Busch per 152,5 dei 298 MW del parco eolico Thunder Ranch.

Ad inizio dicembre 2017, Enel ha siglato un accordo di cash equity con il fondo di investimento Gulf Pacific Power – specializzato in investimenti azionari in impianti energetici nordamericani, con il sostegno di CalPERS (il Sistema pensionistico dei dipendenti pubblici della California) e della Harbert Management Corporation – con cui si impegna a vendere al fondo l’80% dei titoli di ‘Classe A’ nella controllata di Egpna Rocky Caney Wind, proprietaria dei parchi eolici Caney River, di 200 MW, nel Kansas, e Rocky Ridg, di 150 MW, sempre in Oklahoma.

Il costo dell’operazione è di 233 milioni di dollari totali.

Il parco eolico di Caney River, nel Kansas, è attivo dal 2011 e in grado di generare più o meno 765 GWh all’anno, evitando l’emissione così che vengano emesse nell’area oltre 580.000 tonnellate di CO2. L’impianto di Rocky Ridge, invece, sito nelle contee di Kiowa e Washita, in Oklahoma, è operativo dal 2012 e in grado di generare circa 600 GWh l’anno, evitando emissioni per oltre 450.000 tonnellate di CO2. Il primo impianto fornisce l’energia generata alla Tennessee Valley Authority, mentre il secondo alla Western Farmers Electric Cooperative.

Nel 2017, Enel ha avviato il suo primo parco in Missouri, per la produzione del parco eolico Rock Creek, situato nella Atchison County. Il completamento dell’accordo è stato possibile attraverso la controllata Enel Green Power North America Inc.

L’impianto è di proprietà della controllata di Egpna, Rock Creek Wind Project, LLC, il cui costo è di circa 500 milioni di dollari e genererà circa 1.250 GWh all’anno. In grado di coprire il fabbisogno di 100mila famiglie americane. In questo modo si ovvierà all’emissione di circa 900mila tonnellate di emissione di CO2 nell’atmosfera. Inoltre, grazie al suo impatto economico nel Missouri per la sua realizzazione, la società è stata insignita del premio Economic Development Award 2017, dall’agenzia Atchison County Development Corporation che si occupa di sviluppo locale.

Sempre Antonio Cammisecra, ha commentato con grande entusiasmo l’impianto in Missouri:

Siamo orgogliosi che il Missouri ospiti il nostro secondo parco eolico per dimensioni degli Stati Uniti. Attraverso Rock Creek continueremo a espandere la nostra presenza geografica e capacità operativa negli Stati Uniti, offrendo al contempo benefici a lungo termine per la comunità locale”.

Ancora prima, nel 2016, EGP ha siglato il primo PPA aziendale con Google, per l’acquisto di 200 sui 400 MW di energia prodotta dal parco eolico Cimarron Bend in Kansas. Tutti progetti mediante i quali Enel sta portando negli Usa la cultura dell’energia economica, sostenibile e affidabile. Paradossalmente, come vedremo, sta trovando terreno fertile proprio con Trump, che addirittura auspicava un ritorno all’inquinante carbone.

Nel Nevada, EGPNA gestisce già l’impianto geotermico Salt Wells (13,4 MW) e il già citato impianto ibrido a tripla tecnologia Stillwater, comprendente un impianto geotermico (33,1 MW), un impianto solare fotovoltaico (26,4 MWdc) e un impianto solare termico (2 MW). In Nevada EGPNA vanta circa 75 dipendenti, inclusi quanti lavorano negli impianti di energia rinnovabile e nella sede regionale a Reno (Nevada).

Chi è EGPNA

Chi è EGPNA? E’ una società che fa parte della Divisione Energie Rinnovabili del Gruppo Enel, ed è proprietaria e gestore leader di impianti di energia rinnovabile nel Nord America. Dove ha centrali in servizio e in costruzione distribuite su 23 stati e due province canadesi. Gestisce inoltre 100 impianti, con una capacità gestita superiore ai 4,2 GW, prodotta da fonti rinnovabili idroelettriche, eoliche, geotermiche e solari.

Ma Enel Green Power non è presente solo negli Usa. Bensì anche in Europa, America latina, Asia, Africa e Oceania. Gestiste complessivamente circa 40 GW e non solo proveniente dall’energia fotovoltaica. Infatti, gestisce anche energia eolica, solare, geotermica, a biomassa e idroelettrica. Enel Green Power ha dimostrato le sue capacità di riuscire anche ad integrare tra loro queste diverse fonti energetiche.

Enel, pronta Opa in Cile

Ma, come detto, Enel è attiva anche nell’altra parte del continente americano. Il meno ricco e sfavillante Sud America. Infatti è tutto pronto per l’opa che Enel Chile (controllata da Enel per il 60,6%) vuole lanciare su Enel Generación Chile. Si tratta della prima tappa per la nuova riorganizzazione societaria in Sud America, che darà vita al Progetto Elqui, valutato fino a 4,7 miliardi di dollari. L’operazione è stata approvata dall’ad della capogruppo Francesco Starace, e partirà dal prossimo metà febbraio con l’avvio dell’aumento di capitale al servizio dell’offerta.

L’operazione si concretizzerà con l’incorporazione degli asset di Enel Green Power Latinoamerica nella controllata cilena di Enel. Poi sarà lanciata appunto L’Opa che dovrebbe concludersi il mese successivo, ovvero verso metà o fine marzo. La società ha dunque individuato nel primo trimestre 2018 la finestra temporale per tirare le somme di entrambe le operazioni, l’una dipendente dall’altra.

Il periodo legale per gli azionisti dissenzienti per esercitare il diritto di recesso derivante dall’accordo di fusione di Enel Green Power Latin America nella società è terminato lo scorso 19 gennaio. Ed Enel Chile ha comunicato che è stato esercitato il 2% dei diritti di recesso.

Il via libera delle assemblee delle controllate cilene di Enel alla riorganizzazione societaria del gruppo in Cile è arrivato lo scorso 21 dicembre 2017. In particolare, le assemblee straordinarie hanno deliberato l’integrazione in Enel Chile degli asset rinnovabili cileni posseduti da Enel Green Power Latin America mediante fusione per incorporazione di quest’ultima nella stessa Enel Chile.

Il lancio da parte di Enel Chile di un’offerta pubblica di acquisto sulla totalità delle azioni della controllata Enel Generaci in Chile detenute dai soci di minoranza e la modifica dello statuto sociale di Enel Generaci in Chile, per rimuovere i limiti al possesso azionario, che attualmente non permettono a un singolo azionista di possedere oltre il 65% del capitale sociale. Stamani Mediobanca Securities ha confermato il rating neutral e il target price a 5,50 euro sul titolo Enel

Enel e Trump, è iniziata una love story green

Con Donald Trump gli investimenti di Enel negli Usa hanno subito una accelerazione. Abbiamo infatti visto tutti i vari progetti avviati nel 2017, dal colosso energetico italiano, specie in Oklahoma. Ma altri sorgeranno anche nel 2018. Il succitato amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, ha ammesso in una intervista a Reuters Tv a Davos che col Tycoon alla Casa Bianca sono aumentate le opportunità di investimento. E anche in direzione delle rinnovabili. Ormai particolarmente sentite vista l’attenzione che i cambiamenti climatici stanno avendo. E anche un po’ a sorpresa, dato che la vulgata generale vede Trump come un nemico dell’ambiente, a partire dall’uscita degli Usa dagli accordi di Parigi (Cop21).

Ma il pensiero di Donald Trump è questo: è giusto ridurre le emissioni di CO2 perché fanno male alla salute, ma ritiene che non influenzino i cambiamenti climatici. I quali vanno avanti autonomamente come fatto naturale. Egli ha suscitato polemiche per voler tornare al carbone, ma non dimentichiamo che il predecessore Barack Obama aveva dato via libera per le trivellazioni tra i ghiacciai dell’Alaska, in cerca di nuovo petrolio. Oltre a non aver mai vietato le trivellazioni in mare, anche dopo il disastro ecologico nel Golfo del Messico. Eppure era stato presentato come il fautore dell’ambientalismo. Ma la cosa non sorprende. Ha ricevuto appena eletto il Premio Nobel per la pace, come auspicio che non facesse il guerrafondaio come il predecessore Bush. Peccato che poi anch’egli abbia messo la propria mano con vari bombardamenti in Medio Oriente.

Enel e la mobilità elettrica in ambito aziendale

Ma non solo Americhe. Enel, attraverso Enel X (società creata proprio per lo sviluppo della mobilità elettrica) ha siglato un Protocollo d’intesa per lo sviluppo della mobilità elettrica in ambito aziendale attraverso test e progetti sperimentali.

L’accordo è stato firmato da Francesco Venturini, Responsabile di Enel X, e da Oliver Galea, Amministratore Delegato di PwC Advisory. Durerà un triennio prevedendo una fase preliminare fatta da studi ed analisi, alla quale poi farà seguito la realizzazione di concreti progetti pilota sul campo.

Lo scopo è quello di favorire lo sviluppo sostenibile del settore dei trasporti, in particolar modo di quello aziendale, mediante lo sfruttamento delle potenzialità offerte dalla mobilità elettrica in termini di riduzione dell’inquinamento atmosferico e di abbattimento dei costi di gestione delle flotte. Il primo test sarà eseguito sul parco auto di PwC con lo scopo di andare oltre l’idea che i veicoli elettrici possano essere utilizzati solo per il trasporto pubblico o privato. Quindi, largo anche all’uso aziendale.

Ricordiamo che PwC PwC fornisce servizi professionali di revisione, di consulenza e di consulenza legale/fiscale alle imprese con l’obiettivo di costruire relazioni con i propri clienti basate sull’integrità e sulla creazione di valore. Vanta oltre 180mila professionisti dislocati in ben 158 paesi sparsi per il Mondo, i quali condividono attraverso un network internazionale conoscenze ed esperienze.

In Italia siamo ancora molto indietro dal punto di vista dell’energia elettrica. E per questo, Enel ha lanciato un piano nazionale al fine di installare infrastrutture di ricarica lungo tutto il Paese: circa 7 mila colonnine entro il 2020 che raddoppieranno nel giro di due anni. Un progetto ambizioso che dovrebbe già partire quest’anno, dato che saranno installate oltre 2.500 infrastrutture di ricarica distribuite in giro per l’Italia. Speriamo dunque che il progetto si concretizzi, in quanto i livelli di smog nel nostro Paese sono sempre più allarmanti. Anche perché stanno aumentando i periodi siccitosi. E ciò non fa altro che aumentare le pericolose polveri sottili nelle nostre grigie città.

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