Enasarco 2017: contributi, pensione, scadenze della cassa di previdenza

Con l’acronimo Enasarco si intende l’Ente nazionale di assistenza per gli agenti e i rappresentanti di commercio. Una fondazione italiana che ha sede a Roma. Di seguito vediamo meglio di cosa si occupa Enasarco, le novità riguardanti aliquote e scadenze, nonché la storia di questo Ente con quasi un secolo di vita.

Cos’è Enasarco

Enasarco nasce nel 1938 come ente previdenziale, per poi essere privatizzato nel 1996 come altri enti previdenziali di diritto pubblico, trasformandosi così in una fondazione. Pur preservando la denominazione di ente riconosciuto dalla Costituzione, resta una pubblica amministrazione che svolge un servizio pubblico di tipo previdenziale e fornisce un servizio assistenziale per agenti di commercio. Pertanto, malgrado sia stato trasformato vent’anni fa in un istituto di diritto privato, Enasarco svolge attività di pubblico interesse giacché si occupa della previdenza integrativa a contribuzione obbligatoria, rivolta agli associati. Inoltre, rimane soggetta a vigilanza da parte di tre Ministeri: Ministero del Lavoro, Ministero della Salute e Ministero delle Politiche Sociali.

Storia di Enasarco

Come detto, Enasarco fu istituito il 30 giugno 1938, per volere delle organizzazioni sindacali e delle ditte mandanti. Per poi diventare, l’anno seguente, un ente di diritto pubblico al fine di gestire:

  • la previdenza;
  • il fondo indennità risoluzione rapporto;
  • l’istruzione professionale e l’assistenza sociale.

Molti anni dopo, nel 1971, il suo statuto è stato riformato mediante Decreto presidenziale. Tra il 1973 e il 1974 furono invece ridefiniti natura e compiti dell’Enasarco, riguardanti il trattamento pensionistico integrativo previsto da questo ente. Da allora, divennero obbligatori per legge dello Stato i versamenti contributivi. Malgrado fossero destinati alla previdenza integrativa. Vent’anni più tardi, tramite decreto legislativo, si è provveduto alla privatizzazione di molti enti previdenziali. Tra i quali, appunto, Enasarco. Quest’ultimo poi, nel 1998, è diventata una Fondazione, dandosi un nuovo statuto approvato dai Ministeri preposti al suo controllo. In particolare Enasarco, da statuto, deve assolvere il dovere di preservare “condizioni di equilibrio economico-finanziario”, ma anche garantire che nel medio e lungo periodo abbia la “riserva legale nella misura di cinque annualità”.

Un’altra importante novità si è avuta nel 2004, quando un nuovo regolamento delle attività istituzionali, ha rinnovato radicalmente la previdenza proposta da Enasarco. In pratica, tale regolamento ha introdotto l’innalzamento dell’età pensionabile, della contribuzione minima per poter andare in pensione ed altri parametri di calcolo per la stessa. Tali novità sono stati introdotti per garantire nel tempo l’erogazione dei benefici previdenziali. Ultima importante novità è arrivata nel 2012, anno in cui è stato introdotto un nuovo regolamento che ha messo sullo stesso piano Enasarco con quanto previsto dalla previdenza statale (si pensi all’età pensionabile a regime a 65 sia per gli uomini che per le donne e all’innalzamento delle aliquote contributive).

Nello stesso periodo è stato anche dismesso il suo patrimonio immobiliare, diventato negli anni una forma di investimento dei contributi affluiti. Da quanto ottenuto dalla sua vendita, si provvederà a fare investimenti più remunerativi appannaggio di questo ente, così da consentire, assieme alla riforma previdenziale sopra descritta, la sicura erogazione delle pensioni per i prossimi cinquant’anni.

Organigramma di Enasarco

Come ogni ente di previdenza sociale che si rispetti, anche Enasarco prevede un consiglio di amministrazione costituito sia dalle rappresentanze sindacali (che nella fattispecie sono quelle degli agenti di commercio) che dalle rappresentanze datoriali (nella fattispecie le rappresentanti delle ditte firmatarie dei contratti collettivi). Come detto, a vigilarle su questa fondazione sono i ministeri del Lavoro, della salute e delle politiche sociali.

Di cosa si occupa Enasarco

Tre sono i rami di attività di questa Fondazione:

Previdenziali

cura la gestione previdenziale di circa 300 mila agenti di commercio e di circa 100 mila aziende obbligate alla contribuzione. Secondo le ultime statistiche risalenti al 2011, Enasarco ha erogato oltre 110 mila pensioni ripartite tra quelle di vecchiaia, invalidità, inabilità e reversibilità.

Assistenziali

Enasarco funge anche da erogatore di servizi assistenziali come le borse di studio appannaggio dei figli universitari meritevoli: assistenza economica in caso di malattie che comportino pesanti spese purché documentate; assegni in caso di parto o spese funebri; sconti per vacanze climatiche o termali.

Ispettive

Questa Fondazione opera anche di concerto con il Ministero del Lavoro per svolgere attività ispettiva sulle aziende mandanti per controllare che osservino gli obblighi contributivi. Vigila inoltre sui rapporti di agenzia per verificare la loro natura.

Enasarco, novità aliquote e scadenze

A partire dal primo gennaio 2017, l’aliquota contributiva prevista da Enasarco è cambiata. E’ infatti passata dal 15,10% del 2016 al 15,55%. Così distribuiti: metà a carico dell’agente e metà a carico del mandante. Tale aumento dell’aliquota è stata stabilita tramite il Regolamento delle attività istituzionali della Fondazione, come detto approvato nel 2012 ed entrato in vigore nel 2013. I versamenti previdenziali stabiliscono che vi siano una soglia minima (denominata minimale contributivo) e un tetto massimo annui (massimale provvigionale).

Il contributo minimo annuo da versare viene rivalutato periodicamente tenendo conto dell’indice generale Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (il cosiddetto indice Foi). Ecco la differenza tra agente plurimandatario e agente monomandatario:

  • agente plurimandatario (agente di commercio che può promuovere contemporaneamente più aziende): il massimale provvigionale annuo per ciascun rapporto di agenzia è di 25 mila euro (vale a dire che il contributo massimo per ogni mandato è pari a 3.887,50 euro); il minimale contributivo annuo per ciascun rapporto di agenzia corrisponde invece a 418 euro;
  • agente monomandatario (agente di commercio che invece ha l’esclusiva di una sola società): il massimale provvigionale annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 37.500 euro (vale a dire un contributo massimo per ogni mandato pari 5.831,25 euro); il minimale contributivo annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 836 euro.

Il contributo previdenziale va versato a cadenza trimestrale entro il 20 del secondo mese successivo al trimestre di competenza. Ecco più precisamente tutte le scadenze:

  • Primo trimestre: scadenza 20 Maggio
  • Secondo trimestre: scadenza 20 Agosto
  • Terzo trimestre: scadenza 20 Novembre
  • Quarto trimestre: scadenza 20 Febbraio dell’anno successivo.

La quota va versata per via telematica, addebitata sul conto corrente bancario del mandante. Sarà cura dell’Enasarco provvedere al conteggio di quanto versare: la ditta invece deve solo limitarsi ad indicare il monte provvigioni maturato per ogni singolo agente. Per quanto concerne invece gli agenti che operano sotto forma di società di persone (la cosiddetta società sdp), il minimale e il massimale si riferiscono alla società e non ai singoli soci che ne fanno parte. In virtù di ciò, il contributo va ripartito tra i soci in proporzione alle loro quote di partecipazione nella società. Enasarco, sul proprio sito ufficiale, mette a disposizione anche un calcolatore per vedere quanto versare.

Cosa fare in caso di errori nei versamenti

Qualora si commettano errori nei versamenti, si può chiederne la restituzione alla Fondazione Enasarco sempre per via telematica. Purché rientrino dal primo trimestre 2005 in poi. Altri strumenti per chiedere il rimborso sono il modello cartaceo 3002/c, che va spedito tramite posta tradizionale, con raccomandata con ricevuta di ritorno.

Per non commettere errori, si ricorda che i contributi vanno calcolati sulle provvigioni dovute all’agente anche nel caso in cui non siano ancora state pagate. Nonché su tutte le somme dovute a qualsiasi titolo all’agente o al rappresentante di commercio in dipendenza del rapporto di agenzia. Queste somme possono essere per:

  • provvigioni;
  • rimborsi spese;
  • premi di produzione;
  • indennità di mancato preavviso.

Inoltre, si ricorda che il trimestre da prendere in considerazione deve essere considerato per competenza e non per cassa. Ciò vuol dire che occorra riferirsi al trimestre nel quale sono maturate le provvigioni e non quando siamo stati effettivamente pagati per esse.

Quali sono le sanzioni in caso di mancato versamento a Enasarco

Per quanti, di contro, dimenticano invece di versare i contributi, se il contribuente inadempiente denuncia spontaneamente i versamenti contributivi non pagati relativi alla contribuzione dovuta nell’ultimo anno, le sanzioni saranno ridotte in percentuale annua pari al TUR maggiorato di 5,5 punti. Questo però qualora si tratti di un importo minore al 40% del contributo omesso. La sanzione ordinaria è invece del 30% annuo fino ad un massimo del 60% del contributo non versato.

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